L'Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria critica la decisione del Comune di Muggia di impiegare volontari per la vigilanza del territorio. L'associazione sottolinea i rischi legati alla mancanza di formazione e responsabilità professionale.
Critiche all'impiego di volontari per la sicurezza a Muggia
L'Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria (AISS) ha manifestato forte perplessità. La preoccupazione nasce da una recente delibera comunale. Questa decisione avvia l'impiego di volontari per la vigilanza del territorio. Muggia diventa così il primo comune in Friuli Venezia Giulia ad adottare tale misura. L'AISS afferma con chiarezza che la sicurezza non è un'attività da volontari.
L'annuncio era stato fatto durante una conferenza stampa. L'incontro si è tenuto nella sala del Consiglio comunale di Muggia. L'associazione evidenzia criticità significative. La sicurezza, secondo l'AISS, non dovrebbe ricadere sui volontari. Questo per la complessità delle situazioni che possono presentarsi. Inoltre, vi sono le responsabilità giuridiche connesse.
L'AISS sottolinea anche il rispetto dovuto ai professionisti. Migliaia di operatori lavorano ogni giorno sul territorio. Possiedono autorizzazioni prefettizie, formazione certificata e anni di esperienza. L'associazione ritiene che affidare compiti di sicurezza a volontari non qualificati sia un messaggio fuorviante per i cittadini.
Dubbi sulla reale efficacia e sicurezza dei volontari
Presentare come un traguardo l'impiego di pochi cittadini con pettorina è un errore. Questo avviene in aree sensibili come stazioni, giardini e lungomare. L'AISS definisce questo un messaggio gravemente fuorviante. Un esempio concreto citato dall'amministrazione è un volontario che accompagna una ragazza a casa. Questo scenario, al buio e in zone poco controllate, richiede competenze professionali specifiche. Sono necessarie valutazione del rischio e gestione di potenziali pericoli.
Nessun corso di sei ore può fornire tali capacità. L'associazione pone interrogativi cruciali. Chi tutela il volontario in queste situazioni? Chi risponde in caso di incidente o errore di valutazione? Le buone intenzioni, secondo l'AISS, non sono sufficienti. L'incolumità delle persone è in gioco. La sicurezza richiede professionalità e non improvvisazione.
L'AISS ricorda che i professionisti del settore esistono già. In Italia operano migliaia di aziende autorizzate. Queste sono regolate dall'articolo 134 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. Personale formato, abilitato e assicurato opera sotto il controllo delle prefetture. In molte regioni, questi professionisti collaborano già con le polizie locali. I risultati di questi progetti di sicurezza urbana integrata sono concreti e misurabili.
La sicurezza non è a costo zero, la richiesta dell'AISS
Scegliere il volontariato al posto della professionalità non è partecipazione civica. È, secondo l'AISS, svilire un'intera categoria professionale. Si suggerisce che le funzioni di sicurezza possano essere svolte gratuitamente. Questo avviene da chiunque, senza qualifiche né garanzie. L'AISS denuncia da tempo questo meccanismo. L'impiego di personale non qualificato sostituisce gli operatori di sicurezza privata. Ciò crea un grave pregiudizio per l'incolumità dei cittadini. Viola anche lo spirito della normativa vigente.
La percezione di sicurezza non si costruisce con le pettorine. Si basa su competenza, professionalità e investimenti seri. Per questi motivi, l'AISS chiede formalmente all'amministrazione comunale di Muggia di riconsiderare questo approccio. L'associazione propone di aprire un confronto con le realtà professionali del settore. Si suggerisce di valutare l'utilizzo degli strumenti che l'ordinamento già offre. Questi permettono una sicurezza urbana reale e qualificata. È fondamentale rispettare chi lavora quotidianamente in questo settore. La sicurezza dei cittadini merita professionisti, non improvvisazione.