La Giunta di Montichiari ha negato l'autorizzazione alla società Recupera per riempire la cava di Vighizzolo con 1,8 milioni di metri cubi di materiali. La decisione si basa su motivazioni tecniche e ambientali, sollevando interrogativi sul futuro delle aree estrattive.
Giunta di Montichiari dice no al riempimento cava
L'amministrazione comunale di Montichiari ha espresso un netto diniego alla proposta della società Recupera. L'azienda intendeva colmare un bacino estrattivo esaurito nella zona di Vighizzolo. L'operazione avrebbe comportato l'introduzione di circa 1,8 milioni di metri cubi di materiali. La decisione è stata formalizzata attraverso una delibera di giunta. Le valutazioni tecniche hanno confermato la posizione dell'esecutivo. Si attende ora la comunicazione ufficiale di stop dagli uffici competenti.
Motivazioni tecniche e ambientali alla base del rifiuto
Il rifiuto si fonda su due criticità principali. La prima riguarda la natura dei materiali proposti per il riempimento. Non si tratterebbe esclusivamente di terre e rocce naturali. La seconda criticità concerne la localizzazione finale dell'impianto di recupero inerti. La proposta prevedeva di spostare la struttura a quota campagna una volta completato il riempimento. Questo spostamento potrebbe generare un impatto negativo sul territorio circostante. La giunta ha quindi espresso parere politico contrario.
Preoccupazioni di associazioni e opposizioni
La richiesta della società Recupera aveva suscitato allarme. Associazioni come Legambiente e Sos Terra avevano definito l'operazione una «discarica mascherata da altro». Anche le opposizioni consiliari avevano manifestato preoccupazione. Hanno richiesto e ottenuto la convocazione della Commissione Ambiente. Il sindaco Marco Togni aveva chiarito che non si trattava di una discarica. Ha specificato che i materiali non erano catalogati come rifiuti. Tuttavia, ha sottolineato la necessità di una valutazione più ampia degli effetti di tali pratiche.
Riflessione sul futuro delle cave e del territorio
L'episodio ha aperto un dibattito più ampio. È emersa la volontà di riflettere sul futuro delle aree estrattive. Il sindaco Togni ha posto l'accento sulla possibilità di riempire le cave solo con terre naturali. Ha sottolineato l'importanza di materiali non contaminati e non sottoprodotti di ex rifiuti. L'obiettivo è tutelare il territorio dall'arrivo di materiali potenzialmente nocivi. Si vuole evitare di aumentare la pressione ambientale su aree già considerate stressate. Il comune di Montichiari è infatti soggetto a vincoli che limitano l'apertura di discariche o impianti di gestione rifiuti.