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Una commemorazione si è tenuta sulla Statale 16, dove sette mesi fa crollò il ponte sul fiume Trigno. L'ex sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese, ha deposto un fiore chiedendo la ripresa delle ricerche del corpo di Domenico Racanati e criticando la lentezza nella ricostruzione.

Commemorazione sulla SS16

La Statale 16, arteria vitale per i collegamenti nazionali e interregionali, è stata teatro di un momento di riflessione. Sette mesi dopo il tragico crollo del ponte sul fiume Trigno, un fiore è stato deposto per ricordare Domenico Racanati. L'evento si è svolto nel giorno della commemorazione dei defunti, evidenziando il dolore ancora vivo per la scomparsa del marittimo di Bisceglie. Il luogo della commemorazione è stato il punto in cui la strada risulta interrotta, sul lato nord della SS16. Questo gesto simbolico ha voluto sensibilizzare le istituzioni sull'importanza di non dimenticare.

L'ex sindaco di San Salvo, Gabriele Marchese, ha espresso forte disappunto per la situazione. Ha definito la mancata restituzione del corpo di Domenico alla famiglia una «vergogna nazionale». Le sue parole hanno sottolineato la frustrazione per la mancanza di progressi tangibili. La richiesta principale è stata la ripresa delle ricerche per ritrovare il corpo di Racanati. Questo appello è rivolto a tutti gli strumenti e le risorse a disposizione delle autorità competenti. La speranza è che la famiglia possa finalmente ottenere giustizia e chiusura.

Appello per la ripresa delle ricerche

Gabriele Marchese, insieme ad altri ex amministratori locali e membri dell'Associazione culturale "Il Territorio", ha partecipato attivamente alla commemorazione. La deposizione del mazzo di fiori è avvenuta nel punto esatto in cui la strada è stata interrotta dal crollo. Questo gesto ha voluto essere un monito e un richiamo all'azione. L'obiettivo è spingere le istituzioni a riattivare le operazioni di ricerca. La priorità è restituire il corpo di Domenico Racanati ai suoi cari, permettendo loro di elaborare il lutto.

L'ex primo cittadino ha ricordato che, nonostante gli strumenti tecnologici attuali, il corpo non è ancora stato ritrovato. Questa circostanza è considerata inaccettabile. La sua dichiarazione è stata chiara: «E' una vergogna nazionale». L'appello è rivolto direttamente alle istituzioni, affinché si attivino con maggiore determinazione. La vicenda di Domenico Racanati non deve cadere nell'oblio. La sua memoria merita rispetto e la sua famiglia merita risposte concrete. La comunità locale si stringe attorno ai familiari in questo momento difficile.

Critiche alla lentezza della ricostruzione

Oltre alla questione delle ricerche, Gabriele Marchese ha espresso critiche severe riguardo ai tempi della ricostruzione del ponte sul Trigno. Ha riferito di una recente riunione tenutasi a Campobasso, ma ha sottolineato come tutto rimanga ancora nel vago. «Non c'è ancora un progetto di massima», ha affermato con amarezza. Questa lentezza rappresenta una sofferenza continua per il territorio, che va avanti da sette mesi. La mancanza di un piano concreto per la ricostruzione crea incertezza e disagio.

Marchese ha poi fatto un parallelo con un evento passato. Ha ricordato il crollo di un altro ponte sul Trigno, avvenuto il 25 gennaio 2003, durante il suo primo mandato da sindaco di San Salvo. In quell'occasione, la Provincia di Chieti e quella di Campobasso riuscirono a ricostruire la struttura in soli due anni. Questa struttura è quella che attualmente consente i collegamenti tra Abruzzo e Molise, mentre la SS16 rimane interrotta. Il paragone serve a evidenziare la differenza nei tempi e nell'efficienza delle amministrazioni.

Un'arteria fondamentale per i collegamenti

La Statale 16 rappresenta un'arteria stradale di fondamentale importanza. Collega diverse regioni italiane, facilitando sia i trasporti nazionali che quelli interregionali. Il suo blocco a causa del crollo del ponte sul Trigno ha inevitabilmente causato disagi significativi. La comunità locale e le attività economiche dipendono da questa via di comunicazione. La sua interruzione prolungata ha un impatto negativo sulla mobilità e sull'economia della zona.

Gabriele Marchese ha concluso il suo intervento con un appello alla concretezza. «Noi non abbiamo bisogno né di parate né di passerelle, ma di fatti concreti», ha dichiarato. Questo messaggio è rivolto a tutte le istituzioni coinvolte nella gestione dell'emergenza e nella pianificazione della ricostruzione. L'urgenza della situazione richiede azioni immediate e soluzioni efficaci. La popolazione attende risposte concrete e una rapida risoluzione dei problemi legati al crollo del ponte. La sicurezza e la funzionalità della rete stradale sono prioritarie.

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