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Un processo a Torino indaga su un caso di spionaggio industriale ai danni dell'azienda Kerakoll. Dati rubati, interferenze illecite e accesso abusivo a sistemi informatici sono al centro delle accuse contro sei persone. Tra gli imputati, un ex carabiniere noto per l'arresto di Totò Riina.

Spionaggio industriale Kerakoll al tribunale di Torino

Il tribunale di Torino ha rievocato un caso di spionaggio industriale. L'azienda coinvolta è la Kerakoll, leader nel settore ceramiche e edilizia. Sei persone sono finite sotto processo. Le accuse includono associazione per delinquere e interferenze illecite. Si indaga anche su accesso abusivo a sistemi informatici. La falsificazione di comunicazioni completa il quadro accusatorio.

Le indagini si sono basate su chat private tra i protagonisti. Un carabiniere ha testimoniato in aula. Ha spiegato il significato di un termine usato nelle conversazioni. «Il 'vizio' di cui parlavano», ha dichiarato, «era incontrare delle escort». Questo dettaglio emergeva dalle comunicazioni intercettate.

L'inchiesta e le posizioni stralciate

Il processo attuale rappresenta una parte di un'indagine più ampia. Molte posizioni sono state stralciate in udienza preliminare. Queste sono state trasmesse a Modena per competenza territoriale. L'ex amministratore delegato di Kerakoll, Andrea Remotti, aveva chiesto e ottenuto la messa alla prova. Questo percorso legale ha permesso di definire la sua posizione in modo alternativo.

L'inchiesta ha quindi proseguito il suo corso. Le accuse più gravi sono rimaste a Torino. La complessità del caso ha richiesto una divisione delle competenze. Questo ha permesso di concentrare le risorse sui fatti più pertinenti per il tribunale torinese.

Riccardo Ravera, l'ex carabiniere imputato

Tra gli imputati figura Riccardo Ravera. Ex carabiniere, è noto per aver fatto parte della squadra che arrestò Totò Riina. All'epoca usava il nome in codice «Arciere». Secondo le ricostruzioni del pubblico ministero Giovanni Caspani, Ravera gestiva di fatto un'agenzia investigativa. Non possedeva però l'abilitazione necessaria per svolgere tale professione. Ha svolto lavori per conto della Kerakoll.

La sua posizione è centrale nel processo. Le sue attività professionali non autorizzate sono sotto esame. Il pm Caspani ha delineato il suo ruolo nell'ambito delle indagini. La sua precedente carriera nelle forze dell'ordine aggiunge un elemento di particolare interesse al caso.

Tentativo di screditare un dirigente

Alcuni episodi, pur non essendo formalmente contestati, sono stati citati. Servono a chiarire il contesto in cui sono maturate le vicende. Un caso riguarda il presunto tentativo di screditare un dirigente. L'uomo era in lizza per la posizione di direttore generale. L'operazione sarebbe avvenuta nel 2019. L'obiettivo era organizzare uno scandalo in Polonia. Kerakoll possiede una filiale in quel paese.

«Possiamo farlo», avrebbe scritto Ravera a un interlocutore. «A Lodz ho trovato un'agenzia che ci può dare due persone per accompagnare i nostri». Il carabiniere che ha testimoniato ha aggiunto: «Non sappiamo se questo servizio fu poi fatto». Pochi mesi dopo, il dirigente lasciò l'azienda. «Si è tolto dai piedi», si leggeva in una chat. Questo commento suggerisce un esito favorevole per chi aveva architettato il piano.

Domande frequenti

Cosa è successo alla Kerakoll?

La Kerakoll è stata al centro di un'indagine per spionaggio industriale. Dati rubati, interferenze illecite e accesso abusivo a sistemi informatici sono le accuse principali.

Chi sono gli imputati nel processo di Torino?

Nel processo di Torino sono imputate sei persone. Tra queste figura Riccardo Ravera, ex carabiniere noto per l'arresto di Totò Riina, accusato di aver gestito un'agenzia investigativa non autorizzata.

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