Salute

Violenza operatori sanitari: in Lombardia calo aggressioni nel 2025

12 marzo 2026, 15:34 3 min di lettura Fonte: Carabinieri
Violenza operatori sanitari: in Lombardia calo aggressioni nel 2025 Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Calo aggressioni nel sistema sanitario lombardo

In Lombardia si registra una diminuzione degli episodi di violenza ai danni del personale sanitario. I dati più recenti, relativi al 2025, mostrano una tendenza positiva con un calo delle aggressioni negli ospedali pubblici. Questo trend incoraggiante viene accompagnato da un potenziamento dei sistemi di prevenzione e intervento rapido.

L'Agenzia di Controllo del Sistema Sociosanitario Lombardo (ACSS) e la Direzione Generale Welfare di Regione Lombardia hanno elaborato per la prima volta in modo centralizzato le segnalazioni di questi eventi. I risultati evidenziano una riduzione significativa degli episodi di violenza subita dagli operatori.

Dati 2025: aggressioni in calo del 15,2%

Nel corso del 2025, il numero di operatori impiegati nelle strutture pubbliche che hanno subito un'aggressione si è attestato a 4.826. Questo dato rappresenta una diminuzione del 15,2% rispetto ai 5.690 casi registrati nell'anno precedente, il 2024.

Considerando anche le strutture sanitarie private, sia di ricovero che territoriali, il numero totale di segnalazioni nel 2025 è sceso a 8.953. Si tratta di una flessione rispetto ai 10.664 episodi rilevati nel 2024, confermando una riduzione complessiva di circa il 16%.

Bertolaso: «Priorità assoluta la sicurezza»

L'assessore al Welfare di Regione Lombardia, Guido Bertolaso, ha commentato i dati sottolineando come il calo delle aggressioni sia un segnale positivo. Tuttavia, ha ribadito che la sicurezza del personale sanitario rimane una priorità assoluta per la regione.

«Continuiamo a investire nella prevenzione e consideriamo fondamentale la collaborazione con le Forze dell’ordine», ha affermato Bertolaso. Ha inoltre evidenziato il valore della loro presenza fisica nei Pronto Soccorso e degli interventi in «pronto intervento», resi più efficaci dai sistemi di allertamento rapido.

Chi sono le vittime e chi gli aggressori

Gli infermieri continuano a essere la categoria professionale più colpita, rappresentando il 56% delle segnalazioni. I medici costituiscono il 18%, mentre il restante 26% è attribuito ad altre figure professionali.

Circa il 74% degli episodi di violenza è di natura verbale, mentre un'aggressione su quattro è di tipo fisico. Nella maggior parte dei casi, l'aggressore è l'utente stesso (oltre il 70%), seguito dai parenti del paziente (circa il 26%).

Dove e quando avvengono le aggressioni

Gli episodi si verificano prevalentemente nei giorni feriali (oltre l’86%) e durante le fasce orarie di maggiore affluenza. La mattina concentra circa il 42% degli eventi, seguita dalla sera/notte (circa 29%) e dal pomeriggio (29%).

Le aree più colpite sono quelle di degenza (45,7%) e i Pronto Soccorso (27,5%). Seguono gli ambulatori (7,5%), le aree comuni delle strutture sanitarie (6,7%) e il servizio di emergenza-urgenza territoriale del 118 AREU (3,8%).

Sistemi di sicurezza e prevenzione

Per contrastare ulteriormente questi fenomeni, Regione Lombardia ha potenziato gli strumenti di sicurezza. In particolare, è stato implementato il sistema di pulsanti anti-aggressione nei Pronto Soccorso, collegati direttamente con le Forze dell’ordine.

Nel 2025, questi dispositivi sono stati installati in 25 strutture ospedaliere nelle province di Milano, Lecco, Monza e Brianza e Como, per un totale di 36 pulsanti. Altri 3 dispositivi sono attivi presso il Pio Albergo Trivulzio.

L'attivazione di questi pulsanti nel 2025 è avvenuta 497 volte, permettendo l'intervento rapido delle forze di pubblica sicurezza: 297 interventi della Polizia di Stato e 200 dei Carabinieri. Le attivazioni sono state così distribuite: Milano (320), Lecco (57), Monza e Brianza (109) e Como (11).

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