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L'ospedale San Bortolo di Vicenza ha ospitato Alex Zanardi in due occasioni per cure riabilitative. Il primario ricorda gli sforzi compiuti e la gravità della situazione.

Le cure all'ospedale San Bortolo

L'ex pilota Alex Zanardi fu ricoverato due volte presso l'ospedale San Bortolo di Vicenza. Il primario del reparto di riabilitazione, Giannettore Bertagnoni, ha espresso commozione nel ricordare il percorso del campione.

«A Vicenza, quando arrivò la seconda volta nel nostro reparto, Alex era in condizioni complesse», ha dichiarato Bertagnoni. Furono eseguite approfondite valutazioni diagnostiche, funzionali e neurologiche. «Facemmo tutto il possibile», ha aggiunto il primario, «ma purtroppo, nonostante qualche lieve miglioramento, la situazione rimase molto grave».

Bertagnoni ha sottolineato la vicinanza costante della moglie di Zanardi, Daniela Manni. «Una grande donna per la forza d’animo, la dignità e l’equilibrio», ha commentato, evidenziando la sua capacità di affrontare un percorso difficile con riservatezza.

Il primo ricovero a Vicenza

La prima volta di Alex Zanardi al San Bortolo risale all'aprile 2021. Giunse da Padova, in pieno periodo Covid. La notizia trapelò solo dopo alcune settimane, a causa della richiesta di assoluto riserbo da parte della moglie Daniela Manni e del figlio Niccolò. Zanardi era stato vittima di un grave incidente il 19 giugno 2020 lungo la statale 146 di Pienza, in Toscana.

Dopo l'incidente, Zanardi fu operato all'ospedale Le Scotte di Siena. Seguì un lungo periodo in coma farmacologico. Successivamente, fu trasferito in diverse strutture: Villa Beretta nel Lecchese, il San Raffaele di Milano e infine Padova.

Il ricovero a Vicenza mirava a favorire il suo recupero fisico e cognitivo. La struttura fu scelta per le sue capacità all'avanguardia. Zanardi fu alloggiato in una stanza isolata per garantirgli la massima tranquillità.

La scelta del centro riabilitativo

La decisione di portare Alex Zanardi a Vicenza fu motivata dalla reputazione del centro. L'ospedale San Bortolo vantava un team medico esperto, tecnologie avanzate e piani di riabilitazione personalizzati. Questi elementi lo rendevano un punto di riferimento riconosciuto a livello europeo.

Dopo oltre 8 mesi, il 21 dicembre, Zanardi poté tornare a casa a Noventa Padovana per trascorrere le festività natalizie con i suoi cari. «Siamo grati ai medici, al personale, a tutti coloro che hanno fatto tanto per Alex», dichiarò all'epoca la moglie. «Tornare in famiglia lo aiuterà a lottare ancora di più».

Il secondo ricovero e la resilienza

Agli inizi di agosto 2022, Alex Zanardi fece ritorno al San Bortolo di Vicenza. Il secondo ricovero fu necessario a causa di un incendio che aveva distrutto l'impianto di supporto per i macchinari da lui utilizzati. Per l'ex atleta, questa rappresentò una nuova, inaspettata sfida.

La sua vita è stata segnata da eventi drammatici, ma anche da una straordinaria capacità di rialzarsi. Il 15 settembre 2001, sul circuito del Lausitzring in Germania, perse le gambe in un terribile incidente. Subì 7 arresti cardiaci e 15 interventi chirurgici, ma ne uscì con una forza rinnovata.

Zanardi stesso descrisse la sua filosofia di vita: «Quanto è accaduto mi ha dato modo di fare cose che forse in un’altra vita non avrei mai avuto l’occasione di provare. La vita è un alternarsi di ore felici e difficoltà da superare».

Dopo aver perso le gambe, Zanardi intraprese una nuova carriera nell'handbike. Vinse 4 medaglie d'oro olimpiche a Londra 2012 e Rio 2016, diventando un simbolo per il movimento paralimpico. Purtroppo, il destino gli riservò un altro duro colpo con lo scontro contro un camion sulle colline senesi. Da allora, iniziò un'altra odissea, alimentando la speranza di vederlo superare anche questa prova. Una speranza che si è spenta.

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