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UniStem Day: scienza e tecnologia per giovani

Venerdì 20 marzo 2026 si terrà la 18esima edizione dell'UniStem Day, un'iniziativa globale dedicata alle discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). L'evento coinvolgerà 93 università e centri di ricerca distribuiti in 12 nazioni.

L'Università di Milano ospiterà l'evento principale, con un programma ideato dalla senatrice a vita Elena Cattaneo. Quest'anno il tema portante sarà «Liberi di scegliere», un messaggio rivolto agli studenti per incoraggiarli a costruire il proprio percorso futuro, superando ogni forma di pregiudizio.

Un futuro senza stereotipi e pregiudizi

«Con questo tema vogliamo spingere i giovani a immaginare il loro domani senza essere vincolati da schemi sociali», ha dichiarato Elena Cattaneo, ideatrice dell'evento nel 2009. La senatrice ha sottolineato come talento e passione siano gli unici motori per superare ostacoli, ma ha anche evidenziato come la libertà conquistata non sia sempre garantita per tutti.

In quest'ottica, l'edizione 2026 dedicherà spazio anche alle testimonianze di studenti palestinesi, beneficiari di borse di studio presso l'Ateneo milanese. Un modo per dare voce a chi affronta sfide particolari nel proprio percorso formativo.

Esperienze immersive e cooperazione scientifica

Circa 30.000 studenti parteciperanno attivamente all'UniStem Day. Attraverso tavole rotonde, visite guidate nei laboratori, quiz interattivi e momenti musicali, i giovani potranno sperimentare il mondo della ricerca.

Per chi parteciperà all'evento di Milano, è prevista un'esperienza di realtà virtuale con il progetto «Ritorno al Futuro», sviluppato in collaborazione con la Fondazione Golinelli. I partecipanti potranno esplorare un laboratorio di ricerca e seguire un protocollo scientifico reale, dalla raccolta di una cellula adulta di un paziente affetto da Parkinson alla creazione di nuovi neuroni destinati al trapianto.

La rettrice dell'Università di Milano, Marina Brambilla, ha evidenziato il ruolo della scienza nel promuovere la connessione e la cooperazione pacifica. «Nei laboratori di tutto il mondo – ha affermato Brambilla – ricercatori di diverse culture, lingue e religioni collaborano per ampliare la conoscenza e migliorare la vita delle persone, superando confini e barriere e riaffermando ogni giorno il valore della pace».