Cultura

Templari: la pergamena di Chinon assolverebbe i cavalieri

15 marzo 2026, 15:35 3 min di lettura
Templari: la pergamena di Chinon assolverebbe i cavalieri Immagine generata con AI Milano
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Mostra Templari a Milano: la pergamena di Chinon

Una mostra a Milano, presso lo Spazio Cobianchi, sta mettendo in luce un documento cruciale per la storia dei Templari: la Pergamena di Chinon. L'esposizione, intitolata “Templari: storia e leggenda dei Cavalieri del Tempio”, si propone di esplorare l'Ordine del Tempio basandosi su fonti documentali d'eccezione, con il supporto dell'Archivio Apostolico Vaticano.

Il fulcro dell'evento espositivo sono due documenti storici di primaria importanza: la già citata Pergamena di Chinon e la bolla Vox in excelso. Tuttavia, emerge una controversia riguardo a quest'ultima, con il dott. Daniele Mattiangeli, docente all'Università di Salisburgo, che la definisce un falso storico.

La Pergamena di Chinon: assoluzione dimenticata

La Pergamena di Chinon, risalente all'agosto 1308, è stata a lungo introvabile a causa di un errore di archiviazione, venendo riscoperta solo nel 2001 dalla ricercatrice Barbara Frale. Il documento rappresenta il verbale di un'inchiesta condotta da tre cardinali inviati da Papa Clemente V al castello di Chinon.

In questo luogo erano detenuti i vertici dell'Ordine, incluso l'ultimo gran maestro, Jacques de Molay. La pergamena registra gli interrogatori subiti dai dignitari templari e la loro successiva posizione giuridica nei confronti della Chiesa.

Verità storica: l'assoluzione papale

Il contenuto della pergamena svela una prospettiva storica che contrasta con secoli di accuse. Sembra infatti che Papa Clemente V avesse assolto i capi dei Templari dalle imputazioni di eresia. Nonostante ammissioni di alcune pratiche non convenzionali durante i riti di iniziazione, il Pontefice stabilì che tali atti non configurassero eresia.

Il documento attesta la reintegrazione dei dignitari templari nella comunione cattolica da parte del Papa, con la concessione dell'assoluzione sacramentale. Questo aspetto è centrale per una revisione storica del processo contro l'Ordine.

La bolla Vox in excelso e il contesto politico

Accanto alla pergamena, viene presentata la bolla Vox in excelso, emanata il 22 marzo 1312 al Concilio di Vienne. Questo documento, sebbene contestato da alcuni storici come il dott. Mattiangeli, segnò la fine ufficiale dell'Ordine.

È significativo notare il linguaggio giuridico impiegato: il Papa non emise una sentenza di condanna definitiva, ma procedette con un'ordinanza apostolica ( “per viam provisionis” ). Questa scelta fu probabilmente dettata da ragioni politiche, come il danno d'immagine subito dai Templari e le pressioni esercitate dal Re di Francia, Filippo il Bello, sull'unità ecclesiastica.

L'esperienza della mostra a Milano

La mostra allo Spazio Cobianchi offre ai visitatori la possibilità di ammirare da vicino la calligrafia medievale e sigilli autentici, fornendo una visione concreta di un processo del XIV secolo. L'ambiente suggestivo dello spazio ipogeo, con richiami allo stile Liberty, crea un contrasto unico con i documenti d'epoca.

L'esposizione non si limita ai soli documenti, ma arricchisce il percorso con ricostruzioni di armature e oggetti di uso quotidiano. Questo permette di comprendere la duplice natura del templare, figura di monaco e guerriero, offrendo una visione completa dell'Ordine.

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