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Sindacati in agitazione al Teatro alla Scala per il rinnovo del contratto di lavoro. Richiesto un aumento del 15% per recuperare l'inflazione e migliorare le condizioni lavorative. L'assemblea dei lavoratori è prevista per il 12 ottobre.

Stato di agitazione al Teatro alla Scala

Le principali sigle sindacali, Cgil, Cisl, Uil e Fials, hanno proclamato uno stato di agitazione. La decisione arriva durante le trattative per il rinnovo del contratto collettivo. Questo accordo coprirà il triennio 2027-2030. L'agitazione prevede anche il blocco delle prestazioni lavorative straordinarie. Una riunione assembleare è stata fissata per il pomeriggio del 12 ottobre.

La stessa data coincide con la convocazione del consiglio di amministrazione del teatro. Il consiglio dovrà esaminare una relazione dettagliata. Questa relazione riguarda le richieste avanzate dalle rappresentanze dei lavoratori. Al centro della piattaforma sindacale vi è la richiesta di un incremento salariale del 15% sulla retribuzione annua lorda.

Richieste sindacali e mancata risposta

Le organizzazioni sindacali hanno rilasciato una nota congiunta. In essa si legge: «Se non arriveranno risposte adeguate, saranno le lavoratrici e i lavoratori, insieme alle Organizzazioni Sindacali, a decidere come proseguire la mobilitazione». Questo avvertimento sottolinea la determinazione dei sindacati.

Si è svolto il sesto incontro tra le parti. La direzione del teatro, tuttavia, non sarebbe entrata nel merito delle proposte. La nota sindacale lamenta: «La Direzione, anziché entrare nel merito delle piattaforme presentate, ci ha comunicato di essere ancora impegnata nella predisposizione della relazione da sottoporre al Consiglio di Amministrazione». La direzione si è limitata a illustrare il costo complessivo delle richieste avanzate.

Recupero inflazione e costo della vita

Paolo Puglisi della Cgil ha chiarito la natura delle richieste: «Noi non chiediamo un euro di aumento ma il recupero dell'inflazione». Durante il periodo del Covid, vi fu un momento di tregua. Nel 2024, il contratto fu rinnovato con un aumento del 5%. I sindacati ritengono tale cifra insufficiente rispetto all'aumento del costo della vita. La situazione economica attuale rende difficile la vita a Milano. Non si riesce più ad acquistare una casa e talvolta nemmeno a pagare l'affitto. Questo scenario ha portato a una diminuzione della partecipazione ai concorsi per entrare nell'orchestra.

Fausto Ghiazza della Uil ha spiegato la motivazione dello stato di agitazione: «perché la direzione non ci ha ancora dato una risposta. E devono arrivare risposte chiare». La mancanza di risposte concrete da parte della direzione alimenta la tensione.

Impegno economico e disparità interne

La richiesta di un aumento del 15%, unitamente alle altre proposte, comporta un notevole impegno economico per il teatro. Si stima una spesa superiore ai 7 milioni di euro annui, con alcune voci che parlano addirittura di 10 milioni. La Scala, pur godendo di autonomia e di un contratto unico, deve rispondere alla Corte dei Conti per tali spese. Il consiglio di amministrazione discuterà la questione nella sua prossima seduta.

Un'altra criticità riguarda il riordino delle indennità e delle condizioni lavorative. Esistono settori dove l'anzianità porta a 12 scatti di carriera. Per i più giovani, invece, il numero di scatti si ferma a cinque. Dario Emanuele della Cisl ha sottolineato l'importanza di garantire indennità a chi non le ha mai ricevute. Ha anche evidenziato la necessità di eliminare le disparità di trattamento tra le diverse categorie di lavoratori.

Piattaforma alternativa

Una piattaforma differente è stata presentata dalla Cub. Anche questa sigla ha proclamato uno stato di agitazione. Tra le richieste della Cub figurano un compenso fisso di 500 euro per tutti i dipendenti e un aumento del 10% della retribuzione annua lorda.