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Il trombettista Paolo Fresu esplora le melodie sudamericane con il progetto "Trama Latina" in scena al Blue Note di Milano. Un'esplorazione musicale che unisce culture e ritmi diversi.

Paolo Fresu incanta Milano con "Trama Latina"

Il rinomato trombettista Paolo Fresu porta la sua arte a Milano. Sarà protagonista al Blue Note per tre serate, da giovedì a sabato. Il suo nuovo progetto si intitola “Trama Latina”. L'esibizione vedrà Fresu affiancato da collaboratori internazionali. Il cantante belga David Linx e il pianista argentino Gustavo Beytelmann saranno al suo fianco. Il trio esplorerà le sonorità del Sudamerica. Fresu ha un legame speciale con queste musiche. Ha anche composto testi in sardo. Linx ha adattato brani per altri artisti. Beytelmann ha un legame storico con Piazzolla. La loro collaborazione promette un'esperienza musicale unica.

Un viaggio tra geografie e suoni diversi

Fresu ama esplorare contesti musicali differenti. Non si sente limitato dal solo jazz. «Amo muovermi in ambiti e geografie diverse», afferma il musicista. I suoi progetti, seppur apparentemente distanti, sono uniti da un unico filo conduttore: il suono. Il suo approccio artistico rimane coerente. Questo vale sia per esibizioni con il quintetto sia per contesti più intimi. “Trama Latina” si concentra sui repertori dell’America Latina. L'idea di “tessitura” musicale lo affascina profondamente. La considera un antidoto ai conflitti attuali. «Tessere richiede tempo e voglia di costruire», sottolinea. Questo processo contrasta con la tendenza a rompere i legami sociali.

La genesi del progetto "Trama Latina"

L'idea per “Trama Latina” è nata da David Linx. Linx nutre una profonda passione per la musica sudamericana. Ha coinvolto Gustavo Beytelmann. Beytelmann è stato l'ultimo pianista di Astor Piazzolla. L'album include omaggi a grandi compositori. Tra questi, Pablo Milanés e lo stesso Piazzolla. Il disco presenta anche brani originali. Questi brani sono stati creati per unire l'Italia e il Sudamerica. Due realtà geografiche da sempre interconnesse culturalmente. La collaborazione mira a creare una tela sonora che celebri questa unione.

Progetti futuri e il festival "Time in Jazz"

Oltre al progetto milanese, Fresu ha altri impegni. Il festival “Time in Jazz” a Berchidda rimane un appuntamento fisso. A breve verrà annunciato il tema del festival. La presentazione avverrà a Parigi. Ad ottobre, Fresu entrerà in studio di registrazione. Lavorerà con un quartetto per un nuovo progetto. Questo vedrà la luce nel 2027. Il quartetto sarà composto da Teo Ciavarella, Stefano Bagnoli e Paolo Rosa. Fresu dimostra una costante attività creativa e progettuale.

Il successo del festival e il sostegno ai giovani

Il festival “Time in Jazz” attira visitatori da tutta Italia. Molti arrivano da Milano. L'evento ha contribuito a rivitalizzare il paese d'origine di Fresu. Ha favorito il ripopolamento di vecchie abitazioni e l'avvio di nuove attività commerciali. Il festival è diventato un appuntamento di rilievo. Fresu dedica attenzione anche ai giovani talenti. La sua etichetta discografica, “Tŭk Music”, è stata fondata proprio per loro. Le produzioni dell'etichetta vengono portate anche a Milano, presso il locale Germi. L'Italia vanta una notevole varietà di talenti musicali. Questi vengono apprezzati anche a livello internazionale.

Mentori e sogni nel cassetto

Paolo Fresu riconosce l'importanza dei suoi mentori. Bruno Tommaso fu il primo a credere in lui nel 1982. Gli offrì il suo primo ingaggio professionale. Fresu gli è molto grato. Altri modelli importanti sono stati i musicisti del suo quintetto. Ha anche citato figure iconiche come Chet Baker e Miles Davis. Se potesse incontrare il suo io più giovane, gli direbbe di continuare con la stessa costanza e passione. Un sogno nel cassetto è stato realizzare un progetto sulla musica barocca. Un altro desiderio, forse irrealizzabile, è suonare con Tom Waits.

Milano e il messaggio di Ornella Vanoni

Fresu apprezza Milano per la sua dimensione europea. Gli piacciono anche i suoi quartieri, che conservano un'atmosfera di paese. Frequenta in particolare la zona di Chinatown. Parlando di Ornella Vanoni, la descrive come una donna emotiva e fragile. Non aveva timore di mostrarlo. Negli ultimi anni, Vanoni ha trasmesso un messaggio rivoluzionario. La fragilità, secondo lei, non è un limite. Può anzi rappresentare una rivincita sul mondo. Questo messaggio è particolarmente significativo per i giovani.