Tensione a Palazzo Marino per la decisione di proseguire il gemellaggio tra Milano e Tel Aviv. Consiglieri comunali e attivisti hanno interrotto i lavori, chiedendo lo stop. L'aula è stata sgomberata.
Consiglio comunale interrotto da protesta pro-Palestina
La seduta del consiglio comunale di Milano è stata interrotta da una vivace protesta. I consiglieri di Europa Verde hanno occupato il centro dell'aula. Esponevano la bandiera della Palestina. Indossavano magliette con uno slogan chiaro. La scritta recitava: «Rispettate il Consiglio comunale. Stop al gemellaggio con Tel Aviv».
L'azione mirava a contestare la decisione del sindaco Giuseppe Sala. Egli ha confermato la prosecuzione del gemellaggio con Tel Aviv. La protesta è scoppiata nel pomeriggio del 20 aprile 2026. I manifestanti hanno interrotto i lavori consiliari. Hanno espresso il loro dissenso in modo plateale.
Richiesta di stop al gemellaggio con Tel Aviv
La protesta fa riferimento a una precedente decisione dell'aula. Lo scorso ottobre, il consiglio aveva votato per interrompere il gemellaggio. I consiglieri di Europa Verde ritengono che tale decisione non sia stata rispettata dalla giunta. Hanno criticato duramente l'operato del sindaco. Hanno definito inaccettabile la scelta di non interrompere il legame con Tel Aviv.
La tensione è aumentata quando attivisti Pro-Palestina e di Avs presenti tra il pubblico hanno iniziato a urlare slogan. Le grida includevano «Stop al gemellaggio» e «Free Palestine». Successivamente, sono state intonate richieste di «Dimissioni».
Aula sgomberata dopo il caos
La situazione è degenerata con l'intervento del centrodestra. Hanno approfittato del caos per chiedere le dimissioni del sindaco Sala. Hanno scandito «coerenza, coerenza». Hanno mostrato cartelli con la scritta «dimissioni». Di fronte al protrarsi del disordine, la polizia locale è intervenuta. L'aula è stata sgomberata per ristabilire l'ordine.
Francesca Cucchiara di Europa Verde ha espresso forte disappunto. Ha dichiarato: «Quello che ci ha detto il sindaco Sala sul gemellaggio non ce lo avrebbe potuto dire nemmeno una giunta di destra». Ha aggiunto: «Ve ne siete fregati di quello che abbiamo detto come Consiglio comunale». Ha definito la lettera del sindaco di Tel Aviv come non accettabile. Ha sottolineato la necessità di rispettare le regole dell'aula. Ha annunciato che non avrebbero votato alcuna delibera né partecipato ai lavori.
La posizione del sindaco di Tel Aviv
In precedenza, il sindaco di Tel Aviv, Huldai, aveva inviato una lettera al sindaco Sala. Nella missiva, definiva il gemellaggio un «ponte di dialogo vitale». Questa comunicazione è arrivata in un momento di forte tensione politica. La lettera non ha placato le critiche. Anzi, ha alimentato ulteriormente il dibattito e le proteste.
Reazioni politiche al gemellaggio
La vicenda ha generato divisioni anche all'interno dei partiti. Emanuele Fiano ha annunciato di voler rompere con il Pd. Ha dichiarato: «Impossibile rimanere» di fronte a questa situazione. La sua decisione evidenzia le profonde divergenze. Queste riguardano la gestione dei rapporti internazionali e le posizioni politiche sulla questione mediorientale. La morte dello storico politico e ambientalista milanese Carlo Monguzzi, avvenuta in un periodo recente, ha lasciato un vuoto. La sua lunga militanza per cause ambientali e sociali rende la discussione ancora più sentita.