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Un presidio a Milano ha acceso i riflettori sulla repressione delle persone Lgbti+ in Turchia. L'associazione Certi Diritti chiede al Governo italiano di intervenire per garantire il rispetto dei diritti fondamentali.

Presidio di solidarietà a Milano

L'associazione Radicale 'Certi Diritti' ha organizzato un evento pubblico a Milano. La manifestazione si è tenuta in corso Sempione, vicino al Consolato turco. L'iniziativa rientra in una mobilitazione globale. L'obiettivo è sensibilizzare sulla situazione del movimento Lgbti+ in Turchia.

I partecipanti hanno mostrato vicinanza alle persone e alle organizzazioni Lgbti+ turche. Queste sono state recentemente colpite da un aumento di arresti e provvedimenti restrittivi. 'Certi Diritti' ha preparato delle proposte di mozione. Queste sono destinate al Consiglio comunale di Milano e a quello regionale della Lombardia. I testi sono a disposizione dei consiglieri interessati.

Richiesta di intervento alle istituzioni

Le proposte chiedono alle autorità locali di sollecitare il Governo italiano. L'esecutivo dovrebbe farsi portavoce presso le autorità turche. Si chiede il rispetto dello stato di diritto e delle libertà fondamentali. Vanno tutelati i diritti delle persone coinvolte. Si auspica un monitoraggio dei processi giudiziari. È importante anche la presenza diplomatica durante le udienze.

Le autorità turche hanno avviato operazioni coordinate. Questo è avvenuto nella notte tra il 12 e il 13 settembre. L'inchiesta si chiama "Ailem Güvende", che significa "La mia famiglia è al sicuro". Le indagini coinvolgono 162 persone. Sono interessate anche nove associazioni e 13 attività. Le operazioni si sono estese in 15 province.

Dati sugli arresti e le restrizioni

Secondo quanto riportato da Amnesty International, a metà settembre erano già state arrestate oltre 60 persone. Almeno 23 sono finite in detenzione preventiva. Sono stati inoltre bloccati o limitati numerosi account social. Anche diversi siti web collegati ad associazioni e attivisti hanno subito restrizioni. Giornalisti e altri soggetti sono stati colpiti da queste misure.

L'associazione 'Certi Diritti' ha dichiarato: «Di fronte a quanto sta accadendo in Turchia, la solidarietà internazionale assume un significato concreto». L'obiettivo è rendere visibile la situazione. Si vuole ribadire che i diritti Lgbti+ sono diritti umani. Chi li difende non è un criminale.

Domande frequenti

Cosa chiede l'associazione Certi Diritti al Governo italiano?

L'associazione chiede al Governo italiano di intervenire presso le autorità turche. L'obiettivo è garantire il rispetto dello stato di diritto, delle libertà fondamentali e dei diritti delle persone Lgbti+. Si richiede anche il monitoraggio dei procedimenti giudiziari e la presenza diplomatica alle udienze.

Qual è la situazione dei diritti Lgbti+ in Turchia secondo i dati recenti?

Secondo Amnesty International, a metà settembre sono state arrestate oltre 60 persone, con almeno 23 in detenzione preventiva. Sono stati inoltre bloccati o limitati numerosi account social e siti web legati ad associazioni e attivisti.