Una mostra inedita a Milano porta l'arte e le storie di 264 artisti provenienti da 18 campi rifugiati in tutto il mondo. L'esposizione, patrocinata dall'Unhcr, apre il 17 giugno alla Fondazione Rovati.
Arte e resilienza dai campi rifugiati
La Fondazione Rovati di Milano ospiterà dal 17 giugno una mostra speciale. L'evento si intitola 'Out of Place. Arte e storie dai campi rifugiati nel mondo'. È un progetto espositivo curato da Fondazione Imago Mundi. L'iniziativa gode del patrocinio dell'Unhcr, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati.
Questa esposizione nasce da un'approfondita ricerca. È stata condotta tra il 2022 e il 2024. La ricerca ha toccato 18 campi rifugiati sparsi per il globo. Il progetto mette in luce le opere e le testimonianze di 264 artisti. Questi artisti vivono o hanno vissuto in tali strutture.
La mostra affronta un tema di grande attualità. Attualmente, circa 117 milioni di persone sono costrette a lasciare le proprie case. Le cause sono guerre, persecuzioni e violenze. Una parte significativa di queste persone, circa 8.7 milioni (il 19% del totale), risiede all'interno di campi rifugiati.
Luoghi e voci di speranza
Le opere esposte a Milano provengono da diverse aree geografiche. Ci saranno testimonianze da Kutupalong in Bangladesh. Saranno presenti anche opere da Dadaab e Kakuma in Kenya. Altri luoghi rappresentati includono Nakivale e Bidibidi in Uganda.
La mostra presenterà anche creazioni artistiche dal campo di Dzaleka in Malawi. Non mancheranno opere dal campo di Nyabiheke in Rwanda. L'esposizione includerà anche l'insediamento di Smara e le aree adiacenti di El Aaiun, Awserd, Boujdour e Dakhla, situate in Algeria.
Un'importante sezione sarà dedicata al Medio Oriente. Saranno presenti opere dal campo di Za'atari, il più grande per rifugiati siriani. La mostra offrirà anche uno sguardo su cinque campi per rifugiati palestinesi: Baq'a, Hittin, Irbid, Madaba e Souf, tutti situati in Giordania.
L'arte come espressione universale
Giovanna Forlanelli, Presidente della Fondazione Luigi Rovati, ha commentato l'importanza dell'evento. «La mostra», ha dichiarato, «testimonia come, anche in contesti segnati da precarietà, sradicamento e marginalità, l'arte continui a essere una forma essenziale di espressione umana».
Anche Anna Leer, Rappresentante ad interim dell'Unhcr per l'Italia, ha sottolineato il valore del progetto. «I rifugiati dovrebbero essere inclusi in modo significativo nella vita sociale ed economica delle comunità che li accolgono», ha affermato. Ha aggiunto che dovrebbero essere «invitati a contribuire, valorizzando i loro talenti e le loro competenze».
L'obiettivo è offrire loro «l'opportunità di vivere vite produttive e di sentirsi parte di una comunità». La mostra, secondo Leer, offre ai rifugiati «la possibilità di autorappresentarsi». Questo è considerato «un importante primo passo per non definirsi più 'Out of Place'». Il progetto, realizzato da Imago Mundi, è ospitato generosamente dalla Fondazione Luigi Rovati.