La mostra 'I maestri di Brera. Insegnare l'arte' apre a Palazzo Citterio, Milano, celebrando 250 anni di storia dell'Accademia. Esposte 30 opere di artisti che hanno insegnato, dal primo Novecento a oggi.
Palazzo Citterio ospita l'arte di Brera
La città di Milano si arricchisce di un nuovo appuntamento culturale. Palazzo Citterio apre le sue porte per ospitare la mostra intitolata 'I maestri di Brera. Insegnare l'arte'. L'evento segna un momento significativo per l'Accademia di Belle Arti di Brera. Si celebra infatti il suo 250esimo anniversario dalla fondazione. La mostra sarà visitabile dal 30 ottobre 2026 fino al 10 gennaio 2027. La Sala Stirling del palazzo farà da cornice a questa esposizione.
L'iniziativa rientra nel programma di celebrazioni per il lungo percorso dell'Accademia. Fondata nel 1776, Brera vanta una storia secolare nella formazione artistica. La mostra mira a rendere omaggio ai docenti che hanno plasmato generazioni di artisti. Un'occasione per riflettere sul ruolo dell'insegnamento nell'evoluzione dell'arte.
Opere e artisti in esposizione
La rassegna presenta una selezione curata di trenta opere. Queste opere sono state realizzate da artisti che hanno ricoperto ruoli di docenza all'interno dell'Accademia. Tra i nomi di spicco figurano maestri del calibro di Adolfo Wildt, Carlo Carrà, Arturo Martini e Achille Funi. Non mancano figure come Marino Marini, Gastone Novelli, Alik Cavaliere e Luciano Fabro. Sono presenti anche Rodolfo Aricò, Alberto Garutti, Fausta Squatriti, Grazia Varisco, Renata Boero, Giuseppe Maraniello e Ugo La Pietra. Ciascun artista rappresenta un tassello fondamentale nella storia didattica di Brera.
Il percorso espositivo è stato concepito per guidare il visitatore attraverso le diverse epoche. Si parte dalle radici della modernità, esplorando gli anni '20 e '40 del Novecento. In questa fase, artisti come Wildt, Carrà, Martini e Funi hanno traghettato l'Accademia dalla tradizione ottocentesca verso nuove correnti artistiche. Hanno introdotto le prime istanze della modernità, segnando un punto di svolta.
Dalla tradizione all'innovazione radicale
La mostra prosegue con la sezione dedicata al periodo che va dagli anni '40 agli anni '70. Questa fase è intitolata 'Dalla Tradizione all'Innovazione Radicale'. Qui vengono presentate figure di artisti che sono diventate punti di riferimento per le avanguardie del secondo dopoguerra. Tra questi, Marino Marini e Gastone Novelli hanno lasciato un'impronta indelebile. La loro opera ha influenzato profondamente il panorama artistico italiano e internazionale.
Un accenno particolare merita la figura di Lucio Fontana. Sebbene non abbia mai insegnato formalmente, Fontana ha frequentato le aule dell'Accademia come allievo di Adolfo Wildt. La sua presenza, seppur indiretta, sottolinea il legame profondo tra l'istituzione e gli sviluppi artistici del XX secolo. La mostra evidenzia queste connessioni, mostrando come la didattica e la creazione si intreccino.
La Brera contemporanea e i nuovi linguaggi
L'ultima sezione della mostra, 'La Brera Contemporanea e i Nuovi Linguaggi', si focalizza sugli sviluppi artistici dagli anni '70 fino ai giorni nostri. Questa parte dell'esposizione mette in luce le ricerche più recenti e le sperimentazioni linguistiche. Artisti come Alik Cavaliere, Luciano Fabro, Rodolfo Aricò, Grazia Varisco e Renata Boero sono protagonisti di questo segmento. Le loro opere testimoniano la continua evoluzione dell'arte e la capacità dell'Accademia di Brera di rimanere al passo con i tempi.
Angelo Crespi, direttore generale della Pinacoteca di Brera e di Palazzo Citterio, sottolinea l'importanza della collaborazione tra le istituzioni. «La Pinacoteca di Brera e l'Accademia di Belle Arti convivono nel condominio del Palazzo Brera», afferma Crespi. «Condividono una tradizione di conservazione, trasmissione e produzione culturale che dura da più di duecento anni. È col medesimo intento collaborativo che le due istituzioni dialogano oggi, nel celebrare questi 250 anni di sviluppo e crescita dell'Accademia, con un'esposizione di testimonianze di coloro che ne hanno qualificato particolarmente l'attività didattica, dagli inizi del Novecento ai giorni nostri».
La mostra 'I maestri di Brera. Insegnare l'arte' non è solo una celebrazione di un anniversario. È un viaggio attraverso la storia dell'arte italiana del XX e XXI secolo, visto attraverso gli occhi di chi l'ha insegnata. Un'opportunità per il pubblico milanese e non solo di scoprire o riscoprire opere significative. L'esposizione offre una prospettiva unica sul ruolo dell'Accademia di Brera come fucina di talenti e centro di innovazione artistica. La curatela di Marina Gargiulo e Giovanni Iovane promette un allestimento rigoroso e suggestivo. L'obiettivo è valorizzare al meglio ogni singola opera e il contesto storico-artistico di riferimento.
L'Accademia di Belle Arti di Brera, con la sua lunga storia, ha sempre rappresentato un punto di riferimento per la formazione artistica in Italia. La sua influenza si estende ben oltre i confini di Milano, contribuendo alla ricchezza del patrimonio culturale nazionale. Questa mostra è un modo per rendere omaggio a questo importante contributo. Permette di apprezzare la continuità e l'evoluzione della didattica artistica. Un percorso che parte dalla tradizione per abbracciare le sfide della contemporaneità.
L'esposizione a Palazzo Citterio è un invito a riflettere sul valore dell'arte e del suo insegnamento. Mostra come la trasmissione del sapere artistico sia fondamentale per la crescita culturale di una società. Le opere esposte sono testimonianze tangibili di questo processo. Offrono spunti di riflessione sulla creatività, sulla tecnica e sulla visione del mondo degli artisti che hanno formato l'identità di Brera. Un'esperienza da non perdere per gli appassionati d'arte e per chiunque sia interessato alla storia culturale italiana.