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Una lettera contenente minacce di morte e insulti è stata inviata ad un dirigente della Polizia di Stato ferito durante scontri a Milano. La missiva, scritta al computer, esprime odio verso le forze dell'ordine.

Minacce al dirigente di polizia ferito a Milano

Una missiva inquietante è giunta ad Angelo De Simone. L'uomo ricopre la carica di dirigente presso il commissariato Garibaldi-Venezia. La lettera è stata inviata dopo che il dirigente era rimasto ferito. L'aggressione avvenne il 17 ottobre. L'episodio si verificò in piazza Duomo, nel cuore di Milano. Un sampietrino lo colpì violentemente alla testa. Nonostante la ferita, il dirigente non si fermò. Continuò a svolgere il suo dovere. Tornò in servizio il giorno seguente. La sua dedizione è stata premiata con minacce.

Contenuto della lettera di minacce

La comunicazione è stata redatta al computer. È stata poi inserita in una busta. Quest'ultima è stata compilata a mano. La busta è stata regolarmente affrancata. Il testo è stato poi firmato a mano. La missiva contiene una serie di offese. Sono rivolte sia al dirigente che ai suoi agenti. I poliziotti vengono definiti «persone mentalmente bacate». Vengono anche accusati di aver ceduto al potere. La lettera afferma che hanno «venduto l'anima alla più bieca forma di repressione del potere di turno».

Auguri di morte e odio verso le forze dell'ordine

Le parole contenute nella lettera sono particolarmente violente. Si legge: «Un vero peccato che non le abbiano spaccato la testa a metà». Si augura inoltre che fosse stata ridotta «in stato comatoso, possibilmente profondo, con lesioni permanenti». Il documento si chiude con un ulteriore, agghiacciante augurio. La frase finale esprime un profondo rancore. Si legge: «Con tutto il risentimento, il rancore e l'odio possibile auguro a Lei ed ai suoi uomini di crepare tra i peggiori tormenti».

La reazione e le indagini

Le autorità hanno preso in seria considerazione la missiva. Sono state avviate le indagini per identificare l'autore. La lettera rappresenta un grave atto intimidatorio. Le forze dell'ordine sono determinate a fare luce sull'accaduto. L'episodio solleva interrogativi sulla sicurezza degli operatori. La loro incolumità è fondamentale. La solidarietà verso il dirigente ferito è palpabile. La comunità milanese esprime vicinanza. Si attende l'esito delle indagini. La giustizia farà il suo corso. La violenza verbale non fermerà il loro operato.