Lisaly Martinez, studentessa Naba, debutta al Fescaaal con "Eden", un corto che indaga l'identità delle seconde generazioni. La proiezione coincide con la sua imminente laurea.
Lisaly Martinez: Dalla Repubblica Dominicana a Milano, un viaggio di identità
La giovane regista Lisaly Martinez, 23 anni, è pronta a presentare il suo primo cortometraggio. Il titolo è "Eden". La pellicola sarà proiettata al cinema Arlecchino di Milano. L'evento si svolge nell'ambito della sezione Extr’A del Fescaaal. Quest'ultimo è il Festival del Cinema Africano d’Asia e America Latina. La proiezione è fissata per sabato alle 17. Il festival proseguirà fino a domenica. Offrirà al pubblico 47 film e numerosi incontri. Le proiezioni si terranno nelle sale milanesi e anche sulla piattaforma MYmovies.it. Il programma completo è consultabile sul sito www.fescaaal.org.
Lisaly Martinez frequenta il corso di Film e Animazione presso l'Accademia Naba. La sua opera prima arriva poco prima della discussione della sua tesi di laurea. Il cortometraggio "Eden" si concentra su un tema molto attuale. Racconta la storia di un gruppo di ragazzi di origine maghrebina. Questi giovani vivono nella periferia milanese. La regista intende esplorare le loro vite e le loro sfide.
"Eden": Un'esplorazione dell'identità delle seconde generazioni
Lisaly Martinez descrive il suo lavoro come un ritratto. «Ho sempre avuto una vena un po’ artistica», confida. Inizialmente, il suo sogno era diventare pittrice. Si iscrisse al liceo artistico in Piemonte. Aveva in mente di frequentare l'Accademia di Brera. La pandemia ha però cambiato i suoi piani. Questo periodo le ha permesso di scoprire la sua passione per il cinema. Attraverso la settima arte, ha voluto esplorare la sua storia personale. Ha anche voluto dare voce a molti ragazzi di “seconda e terza generazione”.
«Mi interessava raccontare la ricerca di una nuova identità», spiega Lisaly. Il suo corto si focalizza su chi si sente «nel mezzo». Si tratta di un'identità diversa da quella dei genitori. Questi ultimi hanno radici più definite. «Ci capita di sentirci “fuori“», ammette la giovane regista. Non si sentono né completamente «italiani» né pienamente legati ai loro paesi d’origine.
Lisaly Martinez ha vissuto un'esperienza simile. È cresciuta nella Repubblica Dominicana con i suoi nonni. All'età di 6 o 7 anni, si è trasferita in Italia per raggiungere la madre. «Però ho sempre avuto la possibilità di tornare a “casa“ per le vacanze», ricorda. Trascorreva sempre i tre mesi estivi. Questo le ha permesso di mantenere vivo il legame con le sue radici. Ha scelto proprio questo legame come tema centrale della sua tesi di laurea e del cortometraggio "Eden".
Il significato di "Eden": Sogno e ricerca culturale
«Eden è nato dall’idea di mostrare come si vive qui, con queste domande», prosegue Lisaly. Il titolo stesso, "Eden", rappresenta un sogno, un “paradiso”. La regista ha ascoltato le storie di altri giovani. Ha voluto raccontare un fatto importante: le seconde e terze generazioni non si stanno omologando. Stanno attivamente cercando di forgiare una propria identità culturale. Vogliono andare oltre. Coltivano i legami sia con il paese che li ospita sia con quello d’origine.
"Eden" illustra come la ricerca culturale possa intraprendere percorsi diversi. Supera i pregiudizi esistenti. Questi pregiudizi, a volte, vengono interiorizzati dai ragazzi stessi. Essi credono che le cose debbano essere in un certo modo solo perché altri lo affermano. Il corto vuole sfidare queste concezioni predefinite. Promuove una visione più aperta e sfaccettata dell'identità.
Lisaly Martinez descrive anche i suoi spostamenti quotidiani. È una studentessa e regista pendolare. Ogni giorno raggiunge Milano e l'Accademia Naba in treno. «All’inizio l’impatto con la città è stato uno choc», ammette. Il contrasto con la tranquillità del suo paese di provincia era notevole. Tuttavia, ha scoperto di trovarsi bene anche nella frenesia urbana. «Qui incontro storie, trovo l’ispirazione», afferma. È qui che ha anche incontrato i suoi personaggi.
Un debutto emozionante e uno sguardo al futuro
Il Fescaaal rappresenta per Lisaly un'importante opportunità. È un festival che le ha dato voce. «Sono emozionata», confessa. Il suo corto era stato precedentemente selezionato per "Alice nella Città" a Roma. Purtroppo, non aveva potuto partecipare alla proiezione in sala. Stava infatti girando la sua tesi nella Repubblica Dominicana. «Sabato invece lo vedrò per la prima volta, col pubblico», dichiara con entusiasmo. Non vede l'ora di vivere questo momento. Vuole anche portare la sua prossima avventura cinematografica.
Il futuro riserva a Lisaly Martinez un nuovo viaggio. Intende realizzare un film su una donna haitiana immigrata nella Repubblica Dominicana. Nel frattempo, il suo focus rimane su "Eden". «Lo dedico a me e ai ragazzi che come me hanno fatto questo percorso di consapevolezza», afferma. Guarda già alla prossima meta. Non è ancora certa, ma ci proverà. Punta a New York. Lì spera di coltivare il suo sogno e costruire una carriera nel mondo dell'audiovisivo. Questo le permetterà anche di riabbracciare un'altra parte della sua famiglia.
La sua esperienza a Milano, tra studio e creazione artistica, è un esempio di come le nuove generazioni stiano ridefinendo i propri percorsi. L'arte diventa uno strumento potente per esplorare e comunicare identità complesse. Il festival Fescaaal si conferma un palcoscenico fondamentale per voci emergenti. Offre visibilità a storie che meritano di essere raccontate. La storia di Lisaly e del suo corto "Eden" è un invito a riflettere sulla fluidità dell'identità nell'era globale. La sua dedizione e la sua visione artistica promettono un futuro brillante nel panorama cinematografico.