A Milano, Palazzo Reale dedica una mostra a Anselm Kiefer, che porta alla luce figure femminili pioniere della scienza. Le "Alchimiste" di Kiefer celebrano donne coraggiose, spesso dimenticate dalla storia, che hanno gettato le basi del metodo scientifico.
Kiefer celebra le pioniere della scienza a Milano
Anselm Kiefer, artista di fama internazionale, ha creato un'opera monumentale per Milano. La mostra, ospitata nella suggestiva Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, presenta 38 teleri dedicati alle cosiddette "Alchimiste". Queste donne, vissute in epoche passate, sono state vere e proprie scienziate ante litteram.
Figure come Caterina Sforza, Isabella Cortese, Maria la Giudea, Marie Meudrac, Rebecca Vaughan, Mary Anne Atwood e Anne Marie Ziegler emergono dal lavoro di Kiefer. La loro eredità scientifica è stata spesso trascurata o cancellata. L'esposizione mira a restituire loro il giusto riconoscimento.
L'iniziativa è promossa dal Comune di Milano. La produzione è a cura di Palazzo Reale e Marsilio Arte. Supportano l'evento Gagosian, Galleria Lia Rumma, Unipol e Banca Ifis. La mostra rientra nel più ampio programma culturale legato ai Giochi Olimpici invernali.
La Sala delle Cariatidi: un palcoscenico storico
La scelta della Sala delle Cariatidi non è casuale. Questo spazio di Palazzo Reale ha una storia ricca di eventi artistici significativi. La curatrice Gabriella Belli ha spiegato l'importanza del progetto. È nato nel 2023, pensato appositamente per l'architettura settecentesca di Piermarini.
Le 40 cariatidi che sorreggono la trabeazione perimetrale della sala creano un'atmosfera unica. Queste figure mitiche, originariamente destinate al salone degli Specchi, sono oggi simboli di una bellezza perduta. Sono state ferite e mutilate dall'incendio del 1943, causato da un bombardamento alleato. Questo evento devastò soffitto e decori.
Kiefer, con la sua arte, evoca un parallelo tra le cariatidi ferite e le donne alchimiste. Entrambe hanno subito un affronto dalla storia. Le prime dalla guerra, le seconde dall'oblio e dal negazionismo del loro ruolo scientifico.
Donne dimenticate, menti brillanti
La mostra mette in luce figure femminili spesso condannate all'oblio. Eppure, queste donne custodivano saperi e intuizioni fondamentali. Hanno contribuito in modo cruciale alla nascita del pensiero scientifico moderno. La curatrice Gabriella Belli sottolinea questo aspetto.
«Come le Cariatidi mutilate dalla guerra», afferma Belli, «anche le donne alchimiste hanno subìto un grave affronto dalla Storia». La Storia, salvo rare eccezioni, ne ha negato per secoli il ruolo. Le ha condannate a un ingiusto anonimato. Il loro contributo alla proto-scienza non fu né banale né residuale.
Anselm Kiefer, definito un vero alchimista dell'arte, indaga un tema a lui caro. Si tratta della rappresentazione dei poteri creativi e redentivi delle donne nella storia. I volti e i corpi delle protagoniste emergono da una pittura materica e simbolica.
Questa pittura evoca le vicissitudini di scienziate ante litteram. Erano artefici di studi e scoperte straordinarie. Nonostante ciò, furono sottoposte a esclusioni e abiure. La loro opera anticipava le moderne discipline STEM.
Pioniere tra chimica, medicina ed esoterismo
Le donne alchimiste furono pioniere in diversi campi. La loro attività spaziava dalla chimica alla medicina, dalla farmaceutica all'esoterismo. Gabriella Belli ne evidenzia il ruolo cruciale nella sperimentazione.
«Pioniere furono nella sperimentazione delle proprietà medicali delle erbe», sottolinea Belli. Preparavano pozioni utilizzando alambicchi e tecniche di distillazione. Queste preparazioni erano destinate alla salute del corpo. Non dimenticavano i rimedi di bellezza, campo in cui diedero un contributo innovativo.
All'epoca, la scienza come la intendiamo oggi era ancora in fase embrionale. Si muoveva tra sperimentazione e fantasticheria, tra improvvisazione e razionalità. Le donne alchimiste sovvertirono le priorità dell'operare alchemico tradizionale.
Invece di concentrarsi unicamente sulla ricerca della pietra filosofale (l'Opus Magnum), guardarono all'applicazione concreta dei risultati. I loro esperimenti miravano a benefici e utilità tangibili. Questo approccio anticipava le moderne applicazioni scientifiche.
Le loro scoperte, pur radicate in un contesto mistico, adombrano le speculazioni filosofiche e esoteriche maschili. Offrivano soluzioni pratiche e immediate.
Mito, memoria e identità a Palazzo Reale
Mito, memoria, storia collettiva, identità, distruzione e rigenerazione sono snodi cardine della poetica di Kiefer. Questi temi diventano le fondamenta del suo intervento site specific. La Sala delle Cariatidi è un luogo carico di storia.
Nel 1953 ospitò la Guernica di Picasso. Nei decenni successivi è stata cornice di mostre dedicate a grandi nomi dell'arte mondiale. Il legame di Kiefer con Milano è ulteriormente rafforzato dalla presenza di Caterina Sforza tra le sue alchimiste.
Caterina Sforza, figlia di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, trascorse la sua giovinezza nella città lombarda. Fu scienziata, condottiera e autrice di un raro manoscritto. Questo testo conteneva oltre 400 ricette per medicamenti, cosmetici e formule alchemiche.
Riuscì a conquistare un ruolo da protagonista in un'epoca in cui le donne non avevano diritti. La visibilità e la meritocrazia erano concetti inesistenti per il genere femminile.
Un "Sabba di energie e passioni" femminili
La curatrice Gabriella Belli descrive la mostra come un grande raduno. Accoglie il visitatore come un incontro di volontà e intelligenze temerarie e testarde. È un «sabba di energie e di passioni al femminile».
Per la prima volta, grazie all'artista, queste figure hanno un volto e un nome. La loro riconoscibilità deriva da un'iconografia che si avvale di suggestioni. Queste sono contenute nelle rarissime note biografiche giunte fino a noi.
Queste informazioni, pur interpretate liberamente dal pittore, sono sufficienti a farle esistere. Permettono di ricostruirne l'identità, conferendo loro una nuova vita artistica. L'esposizione celebra il loro coraggio e la loro genialità.
Altre mostre da non perdere a Milano
La primavera milanese post-olimpica offre altre importanti occasioni culturali. A Palazzo Reale è visitabile, fino al 14 giugno, la retrospettiva “I Macchiaioli”. Questa mostra ripercorre la storia di un movimento che rivoluzionò la pittura italiana dell'Ottocento.
Oltre cento opere, provenienti dai maggiori musei italiani, ricostruiscono l'avventura di artisti come Fattori, Lega e Signorini. Essi combatterono con pennelli e colori una battaglia estetica e civile. Le loro vite e opere si intrecciarono con il Risorgimento italiano.
L'esposizione sui Macchiaioli è frutto degli ultimi studi condotti da Francesca Dini, Elisabetta Matteucci e Fernando Mazzocca. Offre una nuova prospettiva su questo fondamentale capitolo dell'arte italiana.