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L'arte di Umberto Bignardi è protagonista di una nuova mostra a Milano. L'esposizione ripercorre la sua carriera dagli anni Cinquanta fino al 2016, esplorando diverse tecniche artistiche. Un viaggio visivo curato da Lorenzo Madaro.

Umberto Bignardi: un percorso artistico a Milano

La galleria Vistamare di Milano ospita un'importante esposizione dedicata all'artista Umberto Bignardi. L'evento, intitolato 'Umberto Bignardi. Lo spettacolo delle immagini', si svolgerà dal 30 giugno al 19 settembre.

La mostra offre una panoramica completa della sua produzione artistica. Vengono presentate opere che spaziano dalla pittura al disegno, dalla fotografia alla grafica. Si esplorano anche la cultura visiva e i processi di riproduzione che hanno caratterizzato il suo lavoro.

L'arco temporale coperto dall'esposizione è molto ampio. Inizia dalla fine degli anni Cinquanta e arriva fino al 2016. Questo permette di cogliere l'evoluzione del suo stile e delle sue tematiche nel corso dei decenni.

La visione di Bignardi: segno e immagine

Umberto Bignardi, artista originario di Bologna e scomparso nel 2022, è stato una figura di spicco del secondo Novecento italiano. La sua opera si distingue per un'attenta osservazione dei meccanismi di formazione e trasformazione dell'immagine.

La mostra, la prima dedicata all'artista da Vistamare, mira a evidenziare la profonda continuità nel suo percorso creativo. Vengono messe in dialogo opere di periodi diversi per sottolineare concetti chiave.

Si analizzano la scrittura come traccia fondamentale. Viene esplorato il segno come struttura portante. L'immagine è presentata come materiale intrinsecamente instabile. La superficie bidimensionale è vista come spazio di continua trasformazione.

Opere storiche e contemporanee a confronto

Il percorso espositivo include opere recenti come 'Caro fratello' del 2016 e 'Il tramonto dell'Occidente' del 2014. Si trovano anche lavori degli anni Novanta come 'Acropolis' (1994) e 'Giardini telematici' (1992).

Il viaggio ideale prosegue all'indietro verso lavori storici. Tra questi spiccano 'Marte' (1964) e 'Macchina industriale' (1963). Sono presenti anche opere del 1961 e diverse versioni di 'Fiora' risalenti al 1957-1958.

Questo accostamento tra opere storiche e creazioni più recenti è un elemento centrale. Permette di apprezzare la coerenza del pensiero artistico di Bignardi.

La stagione romana e il titolo della mostra

La mostra richiama anche la sua importante stagione romana. Questo periodo fu influenzato dalla Scuola di piazza del Popolo e dai suoi legami con gallerie significative come 'La Tartaruga' e 'L'Attico'.

Proprio dall'esperienza romana nasce il titolo dell'esposizione. Riprende un'espressione di Alberto Boatto. Questa frase, citata nel catalogo di 'Fuoco Immagine Acqua Terra' del 1967, descriveva la tensione di Bignardi verso uno 'spettacolo delle immagini'.

Questa formula cattura ancora oggi la natura mentale, processuale e mediale della sua arte. Il critico individuava in essa la chiave per comprendere la sua opera.

Documenti d'archivio per comprendere il contesto

Accanto alle opere d'arte, la mostra presenta una ricca selezione di documenti provenienti dall'Archivio Bignardi. Questi materiali offrono un contesto prezioso per comprendere il lavoro dell'artista.

Sono esposti inviti, pieghevoli, fotografie e materiali editoriali. Queste testimonianze visive e documentali restituiscono le relazioni, i contesti e i passaggi cruciali della sua carriera.

L'esposizione, curata da Lorenzo Madaro in stretta collaborazione con l'Archivio Bignardi, rende omaggio a una figura appartata ma fondamentale per la storia dell'arte italiana del secondo Novecento.