Il film "La valle di pietra", concepito da Ermanno Olmi e diretto da Maurizio Zaccaro, viene proiettato al cinema Arlecchino di Milano dopo un restauro in 2K. La pellicola, basata su una novella austriaca, ha una storia di ritrovamento e produzione particolare.
Il ritorno di "La valle di pietra" a Milano
Il cinema Arlecchino di Milano ospita la proiezione di “La valle di pietra”. La pellicola è stata recentemente sottoposta a un restauro completo in 2K. La copia originale, un positivo in 35 millimetri, era conservata presso l'archivio storico della Cineteca di Milano. Questo restauro rende nuovamente accessibile un'opera significativa per la storia del cinema italiano.
Il regista Maurizio Zaccaro sarà presente alla proiezione. Egli ha avuto un ruolo cruciale nel recupero e nella realizzazione del film. La sua presenza sottolinea l'importanza dell'evento per la comunità cinematografica milanese. Il film è tratto da una novella dello scrittore austriaco Adalbert Stifter. Viene paragonato per importanza a opere di Manzoni.
La genesi del film e il ruolo di Ermanno Olmi
L'idea di realizzare “La valle di pietra” nacque da Ermanno Olmi. Egli mostrò a Zaccaro la novella “La pietra calcarea”. Olmi espresse il desiderio di dirigere il film, ma incontrò difficoltà fisiche. Dichiarò che gli ambienti erano diventati ostili per lui. Zaccaro, reduce dal successo del suo primo film americano, “Dove comincia la notte”, convinse Cecchi Gori a produrre il progetto. Quest'ultimo difese strenuamente l'iniziativa.
La sceneggiatura fu scritta a quattro mani da Zaccaro e Olmi. Quest'ultimo, pur non partecipando attivamente alle riprese sul set, diede il suo pieno supporto. La produzione rischiò di fermarsi a causa della difficoltà nel trovare la location ideale per le riprese. I sopralluoghi in Boemia non diedero i frutti sperati, mostrando boschi e laghetti invece dei paesaggi desiderati.
La scoperta della location e il contributo di Carlo Simi
La svolta avvenne grazie al suggerimento dello scenografo Carlo Simi. Quest'ultimo, noto per la sua collaborazione con Sergio Leone nella trilogia del dollaro, consigliò di cercare la location in Umbria. Simi aveva precedentemente trovato il deserto per i film di Leone proprio in quella regione. Nel frattempo, Cecchi Gori premeva per una decisione, minacciando di interrompere il finanziamento.
Zaccaro intraprese un viaggio improvvisato. Invece di percorrere l'autostrada del Sole, imboccò la A15. A causa della nebbia, si fermò in un piccolo albergo tra Romagna e Toscana. Al risveglio, si trovò di fronte al paesaggio perfetto: colline brulle e una valle desolata, la vera “Valle di pietra”. Chiamò immediatamente Cecchi Gori e Roberto Cicutto per annunciare la scoperta. Anche Olmi visitò il luogo e si mostrò entusiasta della fortuna trovata.
La scelta di carriera e il significato del film
“La valle di pietra” rappresentò una scelta fondamentale per la carriera di Maurizio Zaccaro. Egli la definisce “la scelta”, titolo del suo libro. All'apice del successo di “Dove comincia la notte”, ricevette un'offerta da De Laurentiis per un altro film giallo. Tuttavia, la proposta di Olmi lo portò a una decisione immediata: scegliere tra Hollywood e questo progetto italiano. Zaccaro non ebbe esitazioni.
Nonostante il film non abbia ottenuto il successo commerciale sperato, Zaccaro non si è mai pentito della sua decisione. Sottolinea l'importanza del film, realizzato in un clima di grande amicizia. Il budget insufficiente portò Zaccaro, Cicutto e Olmi a investire fondi personali per amore del progetto. La necessità di sostenersi economicamente lo portò in seguito a lavorare anche in televisione, ma la scelta di “La valle di pietra” rimane un punto fermo.
Nuovi progetti e legame con Milano
Zaccaro presenterà a Milano anche il suo libro “Bellissima dea. Storia di Clara Calamai”. Nato nel quartiere Giambellino, ha frequentato la Civica Scuola di Cinema. Ricorda la proiezione di “Ossessione” e l'impatto del personaggio di Clara Calamai. La sua ricerca sulla tomba dell'attrice a Rimini ha dato origine al libro.
Il regista non esclude un ritorno a girare a Milano. Ha recentemente effettuato un sopralluogo in città. Pur notando con dispiacere i cambiamenti urbanistici dovuti alla costruzione della metropolitana nel suo quartiere natale, Milano rimane una radice profonda. Ricorda che anche “Il posto” di Olmi fu girato in una Milano segnata dai cantieri.