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La chiesa di Santa Maria della Sanità a Milano, nota come "Babele", è un gioiello architettonico barocchetto lombardo. Affidata alla comunità maronita libanese dal 2014, ospita celebrazioni in libanese, italiano e aramaico, offrendo un'esperienza culturale unica nel cuore del design district.

La chiesa di Santa Maria della Sanità a Milano

Nel vivace cuore del distretto del design milanese, precisamente in via Durini, sorge un tesoro architettonico. La chiesa di Santa Maria della Sanità, soprannominata "violoncello" per la sua facciata convessa, rappresenta un'autentica rarità nel panorama del barocchetto lombardo. La sua costruzione risale al 1694, voluta dai religiosi Camilliani. Questi ultimi avevano una lunga e significativa storia di assistenza agli infermi in città. La chiesa fu eretta ampliando una precedente cappella acquistata nella zona della Cantarana di porta Tosa. Quest'area corrisponde all'attuale via Durini. L'edificio fu inizialmente aperto al culto con il nome di Santa Maria Salus Infirmorum.

Un luogo di culto multiculturale

Dal 2014, la chiesa è affidata alla comunità libanese maronita. Questa comunità è profondamente legata alla devozione per San Charbel, un taumaturgo molto venerato. I fedeli, spesso immigrati di alto profilo culturale e con una notevole presenza di professionisti medici, celebrano i riti domenicali alle ore 11. Le celebrazioni avvengono sia in lingua libanese, un dialetto arabo considerato più armonioso, sia in italiano. La liturgia segue la tradizione siro-antiochena. L'omelia di don Assaad Saad è descritta come vibrante. I canti corali in aramaico, la lingua parlata da Gesù, sono particolarmente poetici e coinvolgenti. L'assemblea partecipa attivamente a questi momenti di devozione.

La comunità maronita a Milano

La presenza di studenti libanesi nelle università milanesi è in crescita. Questo spiega la numerosa partecipazione giovanile alle funzioni religiose. La chiesa accoglie anche fedeli di altre etnie mediorientali, provenienti da Palestina, Giordania, Siria, Iraq e Turchia. La comunità maronita rappresenta un importante "germoglio" della Chiesa Maronita. Questa è la più grande chiesa cattolica di rito orientale. È l'unica a mantenere una piena comunione con la Santa Sede romana. La sua fondazione risale al V secolo, ad opera dei discepoli del monaco San Giovanni Marone.

Solidarietà e accoglienza

La chiesa di Santa Maria della Sanità è un luogo dove si percepisce un forte senso di fratellanza. I fedeli manifestano questo sentimento attraverso abbracci e sorrisi durante i momenti di aggregazione e devozione. L'ambiente è quasi familiare, una vera e propria casa. Recentemente, durante la Domenica delle Palme, è stato riservato un saluto pubblico a Ziad Taan. Egli si è da poco insediato a Milano come console generale del Libano. La sua presenza in chiesa segnava la prima volta. Pur familiarizzando con l'italiano, Taan ha ribadito, in un recente evento diocesano, la formula sociale del Libano: «Pacifica convivenza delle confessioni. Un modello che può avere successo. Cosicché dalla crisi usciremo ancora più forti».

La chiesa, situata in una zona centrale di Milano, diventa un palcoscenico di eventi legati al Salone del Mobile. In quei periodi, vi risuonano tutte le lingue del mondo, rendendola un vero e proprio "Babele" di culture e lingue, dove persino l'aramaico trova spazio.