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Il cantautore milanese Giangilberto Monti svela il suo nuovo progetto discografico "Voci ribelli" in un evento speciale alla Feltrinelli di Corso Genova. L'album rielabora brani storici e introduce inediti, ispirati da viaggi e incontri interculturali.

Presentazione del nuovo album "Voci ribelli"

Il cantautore e scrittore milanese Giangilberto Monti, figura nota della scena musicale italiana, ha recentemente pubblicato il suo nuovo lavoro discografico intitolato “Voci ribelli”. Questo progetto artistico offre una nuova prospettiva su alcune delle sue composizioni più significative, arricchite da sonorità inedite e da due brani completamente nuovi. L'uscita dell'album è stata seguita da un evento di presentazione che ha visto protagonista l'artista stesso.

L'incontro con il pubblico si è tenuto presso la libreria Feltrinelli, situata in Corso Genova a Milano. L'appuntamento, fissato per le ore 18.30, ha permesso ai fan e agli appassionati di musica di ascoltare direttamente dalla voce dell'autore le storie e le ispirazioni che hanno dato vita a “Voci ribelli”. A condurre la conversazione è stato il giornalista musicale Enzo Gentile, esperto conoscitore della scena cantautorale italiana.

L'album “Voci ribelli” non è solo una raccolta di canzoni, ma un vero e proprio viaggio sonoro. Esso ripropone otto brani storici del repertorio di Monti, reinterpretati con un approccio fresco e contemporaneo. A questi si aggiungono due inediti che arricchiscono ulteriormente il panorama musicale offerto dall'artista. La scelta di rielaborare vecchi successi nasce da una profonda riflessione sulla loro attualità e sulla possibilità di donare loro nuova linfa vitale.

L'ispirazione da mondi lontani

L'idea alla base di “Voci ribelli” affonda le sue radici in un incontro significativo avvenuto molti anni fa. Giangilberto Monti ha condiviso un aneddoto prezioso riguardante il suo amico algerino Mahi Tibaoui. I due si conobbero durante gli anni universitari, frequentando insieme la facoltà di ingegneria a Milano. Mahi Tibaoui proveniva da una famiglia di rilievo ad Algeri, ma fu costretto a lasciare la sua terra negli anni Ottanta a causa delle minacce legate all'integralismo islamico.

La famiglia di Mahi fu costretta a trasferirsi in Marocco, dove dovette ricominciare da capo, stabilendosi a Casablanca. È proprio da questo legame e da questa storia di esilio e rinascita che è germogliata l'idea di un percorso musicale. Monti ha immaginato un viaggio che, partendo dal Maghreb, risalisse le acque del Mediterraneo per arrivare in Italia, toccando Milano, per poi proseguire verso la Francia e Parigi.

Questo concetto di attraversamento culturale e geografico si riflette pienamente nelle canzoni selezionate per l'album. Molti di questi brani sono stati scritti da Monti negli anni Settanta, un periodo fertile per la sua creatività. Le sue prime composizioni erano spesso ispirate da realtà lontane e affascinanti, come i Paesi Baschi, la Palestina, la Giordania e, appunto, l'Algeria. Queste canzoni, originariamente pubblicate nel suo primo album “L’ordine è pubblico?”, uscito nel 1978, erano rimaste per lungo tempo in un certo senso sopite.

Un ritorno alle origini con un nuovo slancio

La decisione di riprendere in mano questi brani è maturata di recente. Giangilberto Monti ha avvertito una forte attualità nelle tematiche trattate, spingendolo a intraprendere un nuovo percorso di registrazione. Tre anni fa, l'artista ha intrapreso un viaggio a Casablanca con l'intento di reincidere queste canzoni. L'apporto di Mahi Tibaoui, sebbene non direttamente in fase di registrazione per motivi logistici, è stato fondamentale nel processo creativo e nell'ispirazione.

Purtroppo, la vita ha riservato una triste sorpresa: nel 2024, Mahi Tibaoui è venuto a mancare. La sua scomparsa ha profondamente scosso Giangilberto Monti, lasciandolo senza un punto di riferimento importante. Nonostante il dolore e lo shock, l'avvicinarsi di una ricorrenza significativa, ovvero i cinquant'anni di carriera artistica, ha fornito a Monti la motivazione necessaria per portare a termine il progetto “Voci ribelli”.

Questo traguardo professionale, unito al desiderio di onorare la memoria dell'amico scomparso, ha dato un ulteriore slancio alla realizzazione dell'album. La rilettura dei brani storici assume così un significato ancora più profondo, diventando un omaggio alla vita, all'amicizia e alla forza della musica nel superare le distanze e le avversità.

Gli inediti: "Casablanca" e "Modì"

Oltre alla rilettura dei suoi classici, “Voci ribelli” include due brani inediti che arricchiscono ulteriormente il disco. Il primo inedito porta il titolo di “Casablanca”, un chiaro riferimento alla città marocchina che ha giocato un ruolo centrale nella storia di Mahi Tibaoui e nell'ispirazione di questo progetto. La canzone evoca atmosfere e suggestioni legate al viaggio e alla memoria.

Il secondo brano inedito è intitolato “Modì”. Questa composizione è dedicata alla figura di Amedeo Modigliani, celebre artista italiano noto per i suoi ritratti espressivi. La scelta di Modigliani come soggetto per un brano musicale non è casuale. La sua vita e la sua opera rappresentano un punto d'incontro tra la passione di Giangilberto Monti per l'arte italiana e il suo profondo apprezzamento per la cultura francese. Modigliani, infatti, trascorse gran parte della sua carriera a Parigi, diventando una figura emblematica dell'avanguardia artistica del primo Novecento.

La dedica a Modigliani sottolinea la versatilità tematica di Monti, capace di spaziare dalla cronaca sociale e politica alla celebrazione di figure artistiche di rilievo. La sua musica si conferma un crocevia di esperienze, culture e passioni, offrendo sempre spunti di riflessione e di scoperta per l'ascoltatore. L'album “Voci ribelli” si configura quindi come un'opera complessa e stratificata, che celebra il passato guardando al futuro con rinnovato slancio creativo.

Giangilberto Monti: una carriera tra musica e scrittura

Nato a Milano nel 1952, Giangilberto Monti ha costruito una carriera poliedrica che abbraccia sia la musica che la scrittura. La sua attività di cantautore è iniziata negli anni Settanta, periodo in cui ha iniziato a sperimentare con testi e melodie che spesso affrontavano temi sociali e politici, ma anche suggestioni da culture e luoghi lontani. Il suo primo album, “L’ordine è pubblico?”, pubblicato nel 1978, ha segnato il suo esordio discografico.

Nel corso degli anni, Monti ha continuato a produrre musica, alternando album in studio a partecipazioni a progetti collettivi e collaborazioni con altri artisti. La sua discografia testimonia una costante ricerca espressiva e un'attenzione particolare alla qualità dei testi e delle sonorità. Oltre alla carriera musicale, Monti si è distinto anche come scrittore, pubblicando libri che spaziano dalla narrativa alla saggistica, spesso legati al mondo della musica e della cultura.

La sua figura è quella di un artista attento al mondo che lo circonda, capace di interpretare la realtà attraverso la lente della canzone d'autore. L'album “Voci ribelli” rappresenta un capitolo significativo di questo percorso, un modo per riscoprire le radici del suo percorso artistico e per condividerle con un pubblico sempre più vasto, arricchite da nuove prospettive e da un bagaglio di esperienze personali e culturali.