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La mostra "Fede e guerra" del collettivo Memora all'Ambrosianeum di Milano presenta fotografie che narrano storie di vita, fede e conflitti in diverse aree del mondo. L'esposizione mira a illuminare contesti spesso dimenticati.

Storie di vita tra fede e conflitti

Ogni scatto cattura uno sguardo, una narrazione profonda. Siham, sopravvissuta a un attacco a Damasco, ha perso un arto ma ritorna quotidianamente a pregare tra le rovine. Alma, caporale nell'unità Nutoro, sottolinea l'importanza della divisa per la sua libertà in una terra contesa. La regione ospita basi militari di diverse nazioni e un carcere per combattenti stranieri.

Mari-oo, diciottenne, desidera studiare informatica ma è entrato nella guerriglia dopo la perdita del fratello. Padre Tony, parroco in Libano, collega fede e guerra, evidenziando come queste si intreccino in Siria, Myanmar, Armenia e nella Nigeria dimenticata.

Il collettivo Memora e la sua missione

Il collettivo Memora, fondato nel 2023, nasce dall'incontro di fotografi a Milano. Condividono l'esigenza di creare reportage più lenti, sia nella realizzazione che nella fruizione, rispetto alla fotografia contemporanea. L'obiettivo è dare maggiore risonanza alle immagini e alle storie che raccontano.

La mostra all'Ambrosianeum, situato in via delle Ore, presenta opere di Carlo Cozzoli, Davide Canella, Alessandro Cimma e Marco Cremonesi. Questi artisti hanno viaggiato in Siria, Armenia, Myanmar e Nigeria per documentare realtà complesse.

Reportage da contesti difficili

Marco Cremonesi, con il suo lavoro "Nel nome della terra", esplora l'Armenia durante la crisi con l'Azerbaigian. Le sue immagini trasmettono un senso di attesa e precarietà, come nel caso di un uomo che ha scambiato parte del suo bestiame per un fucile, consapevole della sua inadeguatezza difensiva ma fiero della sua resistenza.

Davide Canella presenta "Siria Intima", un'indagine sul significato di appartenenza e identità. Le sue interviste, condotte nell'agosto del 2025, spaziano da Damasco al Rojava, includendo la comunità monastica di Deir Mar Musa, luogo di dialogo tra cristianesimo e islam. Qui incontra padre Jihad, amico di padre Dall’Oglio.

Alessandro Cimma documenta la situazione in Libano, un paese con un mosaico religioso complesso. Le comunità cristiane si trovano in una posizione delicata, cercando di difendere i propri villaggi senza farsi trascinare nei conflitti.

Carlo Cozzoli si concentra sui giovani del Myanmar, generazione Z che combatte contro la dittatura militare. Le sue fotografie ritraggono la resistenza contro i bombardamenti di scuole e chiese, e l'uso di tecnologie come droni stampati in 3D.

Performance e strumenti di memoria

La mostra "Fede e guerra" non è solo un'esposizione di fotografie, ma anche un invito alla riflessione. Martedì 7 aprile, gli autori guideranno i visitatori attraverso le opere. Alle 18:30, la performance "Abitare l’assenza", curata da Angelica Valeri e Alice Fornara con il Collettivo Smoll, arricchirà l'esperienza. L'intento del collettivo Memora è trasformare le fotografie in "opere", strumenti per mantenere viva la memoria e dare visibilità a realtà spesso trascurate.

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