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La Fondazione Prada di Milano ospita 'Dash', la nuova mostra di Cao Fei che indaga l'agricoltura intelligente attraverso l'uso dei droni, unendo tecnologia e tradizioni millenarie.

L'agricoltura intelligente incontra la spiritualità

I droni diventano figure quasi divine nell'agricoltura del Sud Est asiatico. I contadini vietnamiti offrono loro incenso. I monaci thailandesi li benedicono. Le donne cambogiane legano nastri rossi per propiziare il raccolto. Questa è l'essenza di 'Dash', la nuova esposizione dell'artista cinese Cao Fei. La mostra è visitabile presso la Fondazione Prada a Milano. L'evento si protrarrà fino al 28 settembre 2026.

L'artista ha condotto un'approfondita ricerca sulla smart agriculture. Il suo studio si è concentrato sul Sud Est Asiatico. Il progetto multimediale che ne deriva è centrato su un nuovo film. Questo film, intitolato 'Dash', viene proiettato in un ambiente che ricorda un granaio. Accanto a questo spazio, sorgono un tempio e una piccola piantagione di banani. L'insieme evoca un sito archeologico agricolo. Tale allestimento sottolinea la rapidità del tempo tecnologico rispetto a quello umano.

Un viaggio tra passato, presente e futuro

Cao Fei ha dichiarato di aver collaborato in passato con la Fondazione. Le sue precedenti collaborazioni si sono svolte a Milano e Shanghai. Tuttavia, questa volta l'esperienza è differente. L'artista ha intrapreso un lungo percorso. Questo viaggio non è stato solo geografico. Ha attraversato la Cina, dal Sud Est Asiatico fino a Milano. È stato anche un viaggio nel tempo. L'artista cercava un modo per riconnettersi con le sue origini. Voleva stabilire un legame con le persone e la terra. L'artista, nata nel 1978, proviene da una famiglia di artisti. Sua nonna era un'agricoltrice. Ha ascoltato molte storie sulla vita rurale. Racconti di guerra, fame e separazioni. Ma anche storie di nostalgia e amore familiare. Ha ricordato le gioie semplici della vita di villaggio.

Da giovane, percorreva molti chilometri in bicicletta. Questo tragitto la portava da casa a scuola, a Guangzhou. Le campagne che attraversava erano il suo paesaggio. Poco dopo il suo diploma, quelle stesse fattorie sono state trasformate. Sono diventate proprietà terriere. I campi e i sentieri sono scomparsi. Con essi, sono svaniti i suoi ricordi d'infanzia. Le gioie e le tristezze di quel periodo sono state cancellate.

La tecnologia trasforma il lavoro e la vita

In precedenza, Cao Fei aveva esplorato il mondo delle fabbriche. Lo aveva fatto con opere come 'Whose Utopia' (2006) e 'Asia One' (2018). Nel 2023, ha visitato per la prima volta campi agricoli. Questi luoghi erano quasi privi di esseri umani. Erano popolati da droni e flussi di dati. L'irrigazione e il raccolto erano automatizzati. La forza lavoro tradizionale si è trasformata. È emerso un nuovo rapporto tra persone e schermi. Questo rapporto è guidato dalla tecnologia. È apparsa una nuova figura di contadino. Un futuro fantascientifico era già una realtà.

L'artista ha osservato che la tecnologia non si limita alla coltivazione. Sta modificando strutture molto più ampie. Sta influenzando i mercati globali. Concetti che sembrano distanti. Ma che alla fine ricadono sui nostri territori. Proprio come i droni.

Il disagio umano di fronte al progresso

I droni sono al centro di questo lavoro. Si intrecciano con riti antichi. L'artista sottolinea che, nonostante i progressi tecnologici, le persone hanno un bisogno innato. Hanno bisogno di affrontare il proprio senso di disagio. Questo è l'aspetto che Cao Fei ha voluto catturare. Il suo progetto mira a esplorare questa complessa interazione. Un'interazione tra innovazione e sentimenti umani profondi. La mostra offre una prospettiva unica. Analizza l'impatto della tecnologia sulla vita quotidiana. E sul nostro legame con la terra.