A Milano si prepara una mobilitazione diffusa per il 18 aprile, in risposta al "Remigration Summit" organizzato in piazza Duomo. La rete "No ai CPR" promuove l'iniziativa "Milano è migrante" per sottolineare l'identità multiculturale della città.
Contro-mobilitazione per "Milano è migrante"
Una giornata di mobilitazione diffusa è in programma per il 18 aprile. L'evento, intitolato “Milano è migrante”, è promosso dalla rete No ai CPR. Lo slogan principale è “Fuori i razzisti e fascisti da Milano”.
La contro-manifestazione si oppone al Remigration Summit. Questo evento è dedicato al tema della “remigrazione” dei migranti. È organizzato dal gruppo dei Patrioti europei. La Lega ha espresso il suo sostegno all'iniziativa. Ha invitato alla partecipazione attiva.
Alessandro Corbetta, capogruppo della Lega in Regione, ha dichiarato: “La Lega è compatta e pronta alla massima mobilitazione per il 18 aprile. Torniamo in piazza a Milano insieme ai Patrioti europei per ribadire che vogliamo essere padroni a casa nostra”.
Fontana e Sala a confronto sul summit
Il governatore lombardo Attilio Fontana ha confermato la sua presenza in piazza Duomo. La sua partecipazione all'evento dei Patrioti europei è prevista.
Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si è invece espresso in modo critico. Si è dichiarato “contrario ad ogni forma di remigrazione buttata lì”. Ha definito l'evento uno “scempio per la città”. Ha auspicato un intervento del Ministro dell'Interno, Piantedosi.
La Lega, tramite i suoi rappresentanti, ha ribadito la sua linea. Ha confermato il sostegno all'iniziativa fino alla fine del mandato amministrativo. L'adesione è stata espressa anche dal Pirellone.
Milano, città di popoli e culture
I promotori dell'iniziativa “Milano è migrante” descrivono la città come un luogo accogliente. “Milàn, si sa, l'è on gran Milàn”, affermano. La sua grandezza deriva dall'essere “casa di molti popoli”.
Vengono citati diversi cognomi. Questi rappresentano la diversità etnica e culturale milanese. Si menzionano Brambilla, Greco, Radu, Garcia, Murat, Diop. Si sottolinea l'arrivo di persone dal Sud Italia, dal Mediterraneo, dall'oltreoceano e dai Balcani.
A Milano si parlano “cento lingue”. La cucina riflette questa mescolanza: “si mangia polenta ma anche cous cous, zighinì, arroz chaufa, mafe, spaghetti di soia e nigiri”. La musica spazia da Jannacci a generi come salsa, afrobeat, reggaeton, hip hop, trap e K-pop.
La rete evidenzia sui social: “Milano è tutto questo. Altrimenti non esiste”. La “remigrazione” proposta dalla Lega e dalle destre europee viene definita un “eufemismo”. Viene vista come un modo per rendere accettabili “deportazioni di massa”. Si paragona questa politica ai manifesti nazisti del passato e alle attuali decisioni delle cancellerie europee.
Assemblea pubblica e preoccupazioni
Le forze di destra e di estrema destra in Europa sono criticate. Si sostiene che preferiscano “alimentare la paura e investire nella repressione”. Questo avviene invece di garantire condizioni di vita adeguate a tutti. Si includono giovani, anziani e chi fugge da guerre e povertà.
Viene citato il nuovo Patto Europeo per l'Immigrazione e l'Asilo. Il suo Regolamento Rimpatri è visto come un tentativo di rendere l'Europa simile agli USA dell'ICE. Si teme l'azzeramento dei diritti per chi arriva nel continente. Si paventano “raid e deportazioni di massa”, in violazione delle convenzioni sui diritti umani.
Per discutere di questi temi, è stata organizzata un'assemblea pubblica. Si terrà l'8 aprile alle 19.30 presso l'Università Statale. L'incontro è in preparazione della mobilitazione del 18 aprile.