Condividi

La giustizia milanese si appresta a emettere il suo primo verdetto riguardo alle indagini sull'urbanistica. Il caso riguarda la Torre Milano e le accuse di abusi edilizi. Sono state richieste 8 condanne e la possibile confisca dell'immobile.

Prima sentenza su gestione urbanistica a Milano

La città di Milano attende il primo pronunciamento giudiziario. Questo verdetto segue una serie di indagini approfondite. Le inchieste, avviate quasi quattro anni fa dalla Procura milanese, riguardano la gestione degli interventi urbanistici. Si ipotizzano gravi abusi edilizi.

Alcuni procedimenti hanno persino sollevato il sospetto di episodi di corruzione. Il processo che dovrebbe concludersi per primo è quello relativo al complesso immobiliare denominato Torre Milano. L'edificio si trova in via Stresa.

Richieste di condanna per Torre Milano

Nel mese di aprile, il pubblico ministero Marina Petruzzella ha formulato delle richieste precise. Sono state domandate 8 condanne. Le accuse vertono su abuso edilizio e lottizzazione abusiva. È stata inoltre sollecitata la confisca della Torre.

Tale confisca, tuttavia, diverrebbe esecutiva solo in caso di condanne definitive. Ciò significa che le sentenze dovrebbero essere confermate anche dalla Corte di Cassazione. La decisione finale è quindi ancora lontana.

Dettagli sulle pene richieste

Per Giovanni Oggioni, ex direttore dello Sportello unico edilizia del Comune, sono stati chiesti 2 anni e 4 mesi di reclusione. A ciò si aggiunge una multa di 50mila euro. Oggioni ricopriva anche il ruolo di vicepresidente della Commissione paesaggio. Nel marzo dell'anno scorso, era stato coinvolto in un'altra inchiesta sulla corruzione.

Le medesime richieste di pena sono state avanzate per gli imprenditori costruttori Stefano Rusconi e Carlo Rusconi. La Procura ha puntato a pene severe per questi soggetti.

Ulteriori imputati e accuse

Davanti alla giudice della settima sezione penale, Paola Braggion, sono state presentate le richieste più consistenti. Per i reati contravvenzionali di abuso edilizio e lottizzazione abusiva, sono stati richiesti 2 anni e 4 mesi di arresto e 50mila euro di ammenda. Queste pene riguardano anche Franco Zinna, ex dirigente della Direzione Urbanistica milanese. Uguali richieste sono state avanzate per l'architetto e progettista Gianni Maria Beretta.

Per Francesco Mario Carrillo e Maria Chiara Femminis, sono stati chiesti 2 anni di reclusione e 30mila euro di multa. Infine, per Pietro Ghelfi, ex funzionario dello Sportello unico edilizia, la richiesta è di un anno di arresto e 16mila euro di ammenda.

Metodologie costruttive contestate

Le indagini condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza hanno messo in luce delle presunte irregolarità. Per realizzare la Torre, un edificio di 80 metri e 24 piani, si sarebbe fatto ricorso a una procedura non appropriata. Invece di un piano attuativo con convenzione urbanistica, che avrebbe dovuto definire i servizi necessari nell'area, è stata utilizzata una “Scia con atto d’obbligo”.

Questa autocertificazione avrebbe permesso di aggirare procedure più stringenti. I pubblici ministeri sostengono che la nuova costruzione sia stata presentata come una semplice ristrutturazione. L'udienza odierna è prevista per l'ultima controreplica di un legale difensore. Successivamente, la giudice si ritirerà in camera di consiglio per deliberare la sentenza.