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La direttrice d'orchestra Anna Rakitina guida la Sinfonica di Milano in un programma dedicato alla musica britannica. Rakitina descrive la direzione d'orchestra come un'esperienza ricca di sorprese, paragonandola alla crescita di un bambino.

Anna Rakitina sul podio della Sinfonica di Milano

La rinomata direttrice d'orchestra Anna Rakitina è attesa sul palco dell'Orchestra Sinfonica di Milano. La sua presenza segna un doppio appuntamento imperdibile per gli amanti della musica classica. I concerti si terranno questa sera alle 20 e domenica alle 16. La sede degli eventi è l'Auditorium di Milano, situato in largo Mahler.

Accanto a Rakitina, saliranno sul palco solisti di grande talento. Al violino si esibirà Nicolai Freiherr von Dellingshausen. Al corno, invece, troveremo Giuseppe Amatulli. La scelta del programma è particolarmente interessante. Si concentra su tre figure di spicco della musica britannica, spesso meno eseguite nel nostro paese.

L'apertura è affidata alla Suite n. 1 da “Façade“. Quest'opera è del compositore William Turner Walton. La suite trae ispirazione dai testi poetici di Edith Sitwell. Seguirà il “Concerto per violino, corno e orchestra in La maggiore“. Questo brano è firmato dalla compositrice Ethel Smyth. La chiusura del concerto è riservata alle celebri “Enigma Variations op. 36“ di Edward Elgar.

La direttrice: un'artista tra Russia e Ucraina

Anna Rakitina vanta una carriera di notevole spessore. È nata a Mosca nel 1987. Le sue origini sono un intreccio di culture: madre russa e padre ucraino. Attualmente risiede a Berlino. La sua fama l'ha portata a dirigere prestigiose orchestre in Europa e in America. Nel 2025, ha ricevuto l'importante European Culture Award.

La sua posizione riguardo al conflitto in Ucraina è netta. Rakitina ha espresso pubblicamente il suo sostegno all'Ucraina. Si è schierata contro l'invasione russa. Questa sua presa di posizione aggiunge un ulteriore livello di significato alla sua presenza artistica.

La sua attività musicale è un ponte tra diverse realtà. La sua biografia riflette le complessità del mondo contemporaneo. La musica diventa così uno strumento di dialogo e di espressione universale. La sua direzione d'orchestra è apprezzata per la sua intensità e profondità interpretativa.

Milano, città speciale per Rakitina

Interrogata sul significato di suonare a Milano, Anna Rakitina esprime un profondo legame con la città. La definisce «una città speciale, unica». Non si riferisce solo alla sua ricca tradizione culturale. Menziona anche i numerosi musei e monumenti che la caratterizzano. Sottolinea, inoltre, lo spirito vibrante che si avverte per le strade.

Parlando con le persone, Rakitina percepisce un'energia particolare. Questo la rende particolarmente legata a Milano. Ha un ricordo «prezioso, affettivo» legato alla città. Dieci anni fa, durante il suo viaggio di nozze, Milano fu la prima tappa del loro itinerario. Quel momento ha lasciato un segno indelebile.

Oggi, il suo ritorno a Milano assume un significato diverso. Non è più una turista, ma un'artista. Si presenta sul podio di una grande orchestra. Questo passaggio da visitatrice a protagonista sottolinea la sua crescita professionale. La città, che conserva un ricordo personale, ora la accoglie in veste di interprete d'eccellenza.

Il fascino della musica britannica

Il programma proposto da Anna Rakitina mette in luce tre autori inglesi di grande valore. Si tratta di Smyth, Walton ed Elgar. Questi compositori sono meno frequentemente eseguiti nei teatri italiani. Rakitina manifesta un forte legame con la musica inglese. Il suo interesse spazia dal periodo barocco fino alle composizioni contemporanee.

Tra i brani scelti, Rakitina nutre una particolare predilezione per “Enigma Variations“ di Elgar. Descrive quest'opera come un inno alla fede e alla speranza. La musica, secondo lei, ispira un senso di pace. Un sentimento di cui, nel mondo attuale, «ne abbiamo tutti bisogno».

La Suite “Façade“ di Walton viene definita «provocatoria e brillante». La sua vivacità e originalità la rendono un pezzo unico. Il “Doppio Concerto“ di Smyth, invece, è visto come una celebrazione dei musicisti. Un omaggio al loro talento e alla loro dedizione.

Ethel Smyth, inoltre, era una figura di spicco nel movimento delle suffragette. Si batté strenuamente per i diritti umani. Il suo pensiero femminista e la sua lotta per l'uguaglianza sono elementi che, secondo Rakitina, «alimentano la musica».

La direzione d'orchestra: un'arte di sorprese

Considerata una delle maggiori direttrici d'orchestra della sua generazione, Anna Rakitina riflette sulle sfide della sua professione. Afferma che una delle difficoltà intrinseche è l'imprevedibilità. Ogni volta che sale sul podio, sa che dovrà affrontare «difficoltà diverse».

Utilizza una metafora efficace per descrivere questa costante novità. Paragonare la direzione d'orchestra alla crescita di un bambino. Ogni nuovo giorno porta con sé gioie inattese e problemi emergenti. Questa dinamica si ripropone anche all'interno dell'orchestra.

C'è sempre la possibilità di «sorprendersi a vicenda». Questa interazione continua rende il lavoro mai noioso. La capacità di adattarsi e di rispondere all'inaspettato è fondamentale. La musica, in questo senso, diventa un organismo vivente. Un'entità che evolve e si rinnova costantemente.

La sorpresa è un elemento chiave. Non solo per i musicisti, ma anche per il pubblico. Ogni esecuzione è unica. La maestria di Rakitina risiede nel guidare questo processo. Creando un'esperienza musicale sempre fresca e coinvolgente. La sua visione sottolinea la natura dinamica e in continua evoluzione dell'arte musicale.