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Una scuola di incisione a Milano festeggia cinquant'anni di attività, tramandando tecniche artistiche a studenti di ogni età. Il centro, fondato da Gigi Pedroli, continua la sua eredità con il maestro Marco Cattaneo, offrendo un rifugio creativo sul Naviglio Grande.

Mezzo secolo di arte sul Naviglio Grande

Una storia artistica iniziata cinquant'anni fa vive ancora. Il Centro dell'Incisione, affacciato sul Naviglio Grande, prosegue la sua missione. L'eredità del maestro Gigi Pedroli è portata avanti dai suoi allievi. Ogni sabato mattina, persone dai 25 agli 85 anni si ritrovano qui. Danno forma alle loro idee artistiche. Lavorano con metallo, carta vetrata e torchi. L'obiettivo è creare arte e realizzare sogni.

Gigi Pedroli, scomparso a 92 anni nel dicembre 2024, aveva pianificato il futuro della scuola. Lui e la sua compagna Gabriella volevano diffondere l'arte. Prima che le forze venissero meno, Pedroli passò il testimone. Il maestro Marco Cattaneo è ora alla guida. La loro conoscenza risale al 2001.

La passione per l'incisione tramandata

Marco Cattaneo frequentò il corso di Gigi Pedroli. Quella che doveva essere una breve esperienza si trasformò in un legame duraturo. «Ho trovato un ambiente così bello», racconta Cattaneo. L'attività artistica lo appassionò profondamente. Continuò a frequentare la scuola ogni settimana. Attinse dall'esperienza di Gigi. Partecipò alle vivaci discussioni tra gli allievi. Pedroli era sempre presente. Offriva il suo aiuto e preziosi consigli.

Il maestro Pedroli non cercava di imporre il suo stile. Insegnava le tecniche fondamentali. «Non pretendeva di insegnare un modo di vedere le cose», spiega Cattaneo. Il suo intento era formare artisti tecnicamente preparati. Voleva che sviluppassero una visione personale dell'arte grafica. Gigi Pedroli insegnò finché le sue condizioni di salute glielo permisero. Negli ultimi anni, chiese aiuto a Cattaneo per gestire i corsi. Infine, gli disse: «Adesso devi andare avanti tu».

Un luogo per tutti gli appassionati d'arte

Oggi, il centro accoglie studenti di ogni età. Molti scoprono l'incisione per caso. Rimangono affascinati dal luogo e chiedono di iscriversi. Trovano un modo espressivo affascinante. Ci sono anche studenti delle accademie di belle arti. Lì, l'incisione è limitata per ragioni normative. Persone in pensione, che hanno avuto carriere completamente diverse, frequentano i corsi. Il maestro Cattaneo, cresciuto nell'arte, guida ogni studente. Suo padre era pittore. Per anni, Cattaneo fu allievo del disegnatore di fumetti Claudio Villa.

Nella vita, Cattaneo si occupa di formazione per la CGIL. Per un periodo, si dedicò al diritto d'autore. Il sabato, però, si immerge nel mondo dell'incisione. Lo affascina più della pittura. «Nell'incisione serve una base professionale solida», afferma. Senza questa, non si ottiene una stampa valida. Questa solidità tecnica è ciò che ama e che cerca di trasmettere. Questo avviene anche nell'era dell'intelligenza artificiale. Un ambito dove l'IA non può intervenire.

Il futuro incerto del Centro dell'Incisione

Il Centro dell'Incisione, affacciato sul Naviglio Grande, guarda al futuro. La sua sopravvivenza, però, è incerta. Il primo bando per la ristrutturazione di Palazzo Galloni è andato deserto. I lavori sono necessari e urgenti. Alessandro Pedroli, nipote di Gigi e stampatore, esprime preoccupazione. «Chi entra qui ne esce innamorato», dice. Spera che la situazione si sblocchi presto. Il centro accoglie scolaresche. Organizzano anche laboratori per bambini. C'è futuro per l'incisione. Per Alessandro, che rappresenta la terza generazione, questo luogo è più di uno spazio di lavoro. È un punto d'incontro. Qui, la passione per l'arte si lega a profondi legami di amicizia.

Gabriella Casarico Pedroli, moglie di Gigi, ricorda il marito. «Gigi era sempre qui quando c'era la scuola», afferma. Negli ultimi mesi, si sedeva e diceva a Marco: «Vai avanti tu, sei diventato più bravo di me».

«Ci manca tanto», confessa Gabriella. «Quando rientro a casa è durissima. Ma qui, circondata dai suoi quadri e strumenti, non mi sento sola. C'è sempre lui con me. Gigi non ci ha lasciati». Il Centro dell'Incisione è la sua vita. Con Gigi, guidati dall'amore per l'arte, hanno organizzato mostre. Hanno insegnato la bellezza di una tecnica antica e moderna. L'entusiasmo e l'impegno sono sempre stati alti. La «Storia d’arte iniziata 50 anni fa» è ora un libro corale. Racconta una rivoluzione artistica. Questa è stata premiata anche con l'Ambrogino d'oro. L'avventura continua grazie agli allievi.