Cultura

Magazzini Generali Milano: 30 anni di musica e cambiamenti

22 marzo 2026, 02:23 6 min di lettura
Magazzini Generali Milano: 30 anni di musica e cambiamenti Immagine da Wikimedia Commons Milano
AD: article-top (horizontal)

I Magazzini Generali di Milano festeggiano trent'anni di attività. Il direttore creativo Stefano Astore celebra l'anniversario con un libro e riflette sulla capacità del club di evolversi e rimanere un punto di riferimento per la città.

Trent'anni di Magazzini Generali: un libro celebra la storia

I Magazzini Generali di Milano raggiungono un traguardo importante: trent'anni di vita. Questo storico locale, situato in via Pietrasanta, è diventato un simbolo della movida milanese. La sua lunga storia viene ora celebrata con la pubblicazione del libro “XXX. Magazzini Generali. 1995-2025”.

L'opera, edita da emuse, raccoglie un'ampia documentazione visiva. Al suo interno si trovano fotografie d'epoca, adesivi e flyer. Questi materiali testimoniano l'evoluzione del club nel corso dei decenni. Il libro è un omaggio alla resilienza e alla capacità di innovazione della struttura.

Stefano Astore, direttore creativo dei Magazzini Generali, ha vissuto in prima persona questa trasformazione. Da giovane frequentatore del locale, è diventato una figura chiave nel definirne l'identità. La sua esperienza spazia dai rave party all'agenzia Club Nation.

Stefano Astore: il segreto è la capacità di cambiare

Intervistato per l'occasione, Stefano Astore esprime la sua sorpresa per la rapidità con cui il tempo è trascorso. «Mi accorgo di come gli anni siano volati», afferma. È grato per la raccolta di questi ricordi in un libro, ringraziando tutti coloro che hanno contribuito.

Astore si dice orgoglioso del club. Lo descrive come una realtà capace di resistere nel tempo, paragonabile ai locali di Londra o Berlino. Sottolinea l'importanza dei vari proprietari che hanno mantenuto il nome. Questo ha favorito la creazione di un forte legame con la città e il quartiere.

«Pensa a come è cambiato qui intorno», riflette Astore. Trent'anni fa, l'area era un deposito di treni. Oggi, il club si trova accanto al Villaggio Olimpico e agli uffici di Prada. Questa trasformazione urbana sottolinea la longevità dei Magazzini Generali.

Il segreto del successo, secondo Astore, risiede nella fluidità. Il club si è costantemente modificato. Ha seguito generi musicali, gusti del pubblico e nuove tendenze. Questa flessibilità ha permesso ai Magazzini di integrarsi perfettamente nel tessuto sociale milanese.

«Non c’è nessuno a Milano che non sia mai stato ai Magazzini», dichiara Astore. Il club non si rivolge a un target specifico, ma accoglie un pubblico eterogeneo. Questa trasversalità è un punto di forza fondamentale.

Un club per tutti: trasversalità e identità

I Magazzini Generali ospitano una vasta gamma di eventi. Dal concerto di musica elettronica al grande evento di moda, il club si adatta a diverse esigenze. Il sabato sera è dedicato ai diciottenni, mentre il venerdì la comunità LGBTQIA+ si riunisce per l'evento La Boum.

Astore ha lavorato per dare al club una visione più internazionale. Ha promosso le serate come esperienze uniche e irripetibili. L'obiettivo era creare momenti da vivere solo lì, in prima persona. Questa strategia sembra aver funzionato, attirando un pubblico vasto e variegato.

La capacità di attrarre artisti di fama mondiale ha contribuito al successo. Astore cita la presenza di gruppi come i Soulwax o Laurent Garnier. Questi nomi hanno rafforzato la reputazione del club sulla scena internazionale.

«Ho tolto un po’ di polvere», commenta Astore riguardo al rinnovamento. La serata più memorabile per lui è stata quella con i Chemical Brothers lo scorso novembre. Li considera una fonte d'ispirazione fondamentale fin dal 1995.

Quella serata è stata descritta come una «pace cerebrale». Astore ha percepito un senso di unione magica tra artisti e pubblico. I Chemical Brothers si sono dimostrati disponibili, suonando per due ore e mezza davanti a un pubblico entusiasta. È stata la chiusura di un cerchio, una vera catarsi.

Un altro ricordo significativo è legato a Peggy Gou nel 2018. Astore ricorda che venne al club poco prima di raggiungere la fama internazionale. Anche Fatboy Slim si è esibito più volte, dimostrando un atteggiamento rilassato e professionale. Astore afferma che gli artisti affermati sono spesso i migliori con cui lavorare.

Dalla scena rave al clubbing moderno: evoluzione e sfide

Riguardo agli artisti più giovani, Astore preferisce non commentare direttamente eventuali capricci. Tuttavia, ammette che tendono a essere più esigenti. «In generale più sono giovani e più tendono a mostrarsi capricciosi», osserva.

La scena rave è stata fondamentale per la formazione di Astore. La considera la sua «scuola». Ha assorbito un profondo amore per la musica e per le persone. Ha scoperto il piacere di fare qualcosa per gli altri. Ricorda quell'epoca come un periodo in cui la musica elettronica influenzava l'intero panorama culturale.

L'impatto dell'elettronica si estendeva ben oltre le piste da ballo. Ha modificato il genere pop, ispirando album di artisti come Björk o Moby. Non si trattava solo di creare una traccia per una popstar, ma di un'influenza culturale più ampia.

Oggi, Astore non frequenta più la notte con la stessa assiduità di un tempo. «Al grande evento vado e con piacere», dice. Tuttavia, il suo obiettivo principale è preparare tutto per le serate e poi tornare a casa. Trova soddisfazione nell'organizzare e creare esperienze che altri possano godere.

È un amante del «momento prima», del «sabato del villaggio». Quando una serata inizia, la sua mente è già proiettata alla successiva. Questa dedizione costante assicura la continuità e l'innovazione dei Magazzini Generali.

Il panorama del clubbing a Milano è cambiato significativamente. Astore nota una proliferazione di piccole realtà e giovani promoter. Molti di loro, però, si scontrano con ostacoli e si scoraggiano facilmente. Esistono anche situazioni ibride, come bar che si trasformano in spazi per DJ, che richiedono un monitoraggio più attento.

Resistono inoltre i club legati al mondo della moda o a specifici brand. Questa frammentazione caratterizza l'attuale scena notturna milanese. Nonostante le sfide, Astore apprezza il dinamismo della città.

Milano che cambia: tra sfide e opportunità

Astore è un convinto sostenitore del cambiamento, essenziale per chi lavora con la musica elettronica. Osserva che Milano è una città in costante movimento, non sempre in una direzione ascendente. Dopo l'Expo, la città sembrava radiosa, vivendo anni di rinascita e fermento.

Attualmente, Milano affronta alcune difficoltà. Queste dinamiche sono normali per una metropoli che deve fare i conti anche con la disuguaglianza sociale. Indubbiamente, la città è diventata molto costosa. Tuttavia, Astore ritiene che i servizi e l'offerta culturale di Milano non abbiano eguali in Italia.

Il suo sogno nel cassetto è riorganizzare un grande festival. Desidera rivivere quell'intenso impatto emotivo. Un evento in cui si lavora per un anno intero per concentrare tutto in tre giorni. L'obiettivo è creare un'esperienza memorabile, cercando al contempo di resistere alle pressioni.

Alla domanda se abbia già qualcosa in mente, Astore risponde con un sorriso enigmatico. «Ne riparliamo nel 2027...», suggerisce, lasciando intendere futuri progetti ambiziosi. La storia dei Magazzini Generali continua, promettendo nuove evoluzioni e successi.

AD: article-bottom (horizontal)