Cultura

Libreria Hoepli, presidio contro la chiusura: 500 in piazza

14 marzo 2026, 22:16 3 min di lettura
Libreria Hoepli, presidio contro la chiusura: 500 in piazza Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Manifestazione di solidarietà per Hoepli

Una folla di circa 500 persone si è riunita questa mattina, 14 marzo 2026, in via Hoepli 5 a Milano. L'obiettivo era esprimere vicinanza e sostegno ai lavoratori dell'iconica libreria Hoepli, che rischia la chiusura definitiva.

L'evento, organizzato dai dipendenti, ha visto la partecipazione di cittadini, sindacati e rappresentanti culturali, uniti contro la decisione di mettere in liquidazione la storica casa editrice.

Appelli e testimonianze dei lavoratori

Durante il presidio, letture, canti e interventi hanno scandito la mattinata. Un dipendente, con oltre 27 anni di servizio, ha condiviso la sua preoccupazione: «La crisi è stata repentina, non ci aspettavamo si arrivasse a questo punto. Voglio poter continuare a lavorare».

La situazione per gli 89 dipendenti è ancora incerta. Non è ancora stata disposta la cassa integrazione, ma si attendono comunicazioni ufficiali entro una settimana, preludio a un tavolo di trattative per gestire la fase di liquidazione.

La cultura non si liquida: striscioni e petizioni

Le vetrine della libreria si sono riempite di striscioni con slogan come «La cultura non si liquida», «Hoepli patrimonio di Milano» e «Hoepli resta, Milano protesta». Un grande cartellone bianco ha permesso a tutti i passanti di lasciare un messaggio di solidarietà.

La mobilitazione è sostenuta dai sindacati Slc Cgil Milano, Fistel Cisl Milano e Uilcom Uil Milano. È stata lanciata una petizione per chiedere al Comune il riconoscimento dello status di bottega storica, raccogliendo già oltre 40mila firme.

Il ruolo delle istituzioni e i contrasti familiari

Il Comune di Milano ha convocato i sindacati per il 20 marzo per un confronto sulla vicenda. Tuttavia, una consigliera comunale ha sottolineato come la richiesta di intervento debba partire dalla proprietà, lamentando una presunta mancanza di coinvolgimento delle istituzioni da parte della dirigenza.

Alla base della decisione di liquidazione sembrano esserci anche forti contrasti familiari tra i discendenti del fondatore Ulrico Hoepli. Le dispute, iniziate in Svizzera e proseguite in Italia, vedono contrapposti i figli di Ulrico Carlo (maggioranza delle quote) e il nipote di Bianca Maria Hoepli, Giovanni Nava, che detiene il 33% e si oppone alla liquidazione.

Solidarietà dal mondo della cultura

Anche il Teatro alla Scala ha espresso la sua profonda solidarietà. In una nota, il sindacato Fistel Cisl ha definito Hoepli «la memoria scritta di Milano da oltre 150 anni», paragonando la chiusura di una libreria storica alla chiusura definitiva di un teatro.

«Una città che perde le sue librerie storiche è come un teatro che chiude il sipario per sempre: resta solo il silenzio», si legge nel comunicato, che ribadisce il sostegno ai lavoratori e la difesa di cultura e lavoro come fondamenta della città.

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