Libreria Hoepli, folla in piazza contro la chiusura
Presidio di solidarietà per Hoepli
Una folla di almeno 500 persone si è riunita questa mattina in via Hoepli 5, nel cuore di Milano, per esprimere vicinanza ai lavoratori della storica libreria Hoepli. L'evento, organizzato dai dipendenti, è stato un flash mob contro la decisione di liquidare la casa editrice e chiudere il punto vendita.
La manifestazione si è svolta con letture, canti e interventi dei rappresentanti sindacali. Un dipendente, con 27 anni di servizio, ha testimoniato la repentinità della crisi, esprimendo il desiderio di poter continuare a lavorare in un luogo che considera un patrimonio.
Situazione dipendenti e trattative sindacali
La sorte degli 89 dipendenti è ancora incerta. Non è stata ancora disposta la cassa integrazione, ma si attende una comunicazione ufficiale entro una settimana. Successivamente, si avvierà un tavolo di trattative per definire le condizioni, con l'obiettivo di ottenere il massimo sostegno possibile.
Il segretario generale della Camera del Lavoro di Milano, Luca Stanzione, ha annunciato la convocazione del Comune per il prossimo 20 marzo. L'incontro servirà a discutere la vicenda e cercare soluzioni che preservino l'azienda.
La mobilitazione dei cittadini e la petizione
Accanto ai sindacati e ai dipendenti, numerosi cittadini e clienti affezionati hanno partecipato al presidio. Sulle vetrine sono comparsi striscioni con slogan come «La cultura non si liquida», «Hoepli patrimonio di Milano» e «Hoepli resta, Milano protesta». Un grande cartellone bianco ha permesso a tutti di lasciare un messaggio di sostegno.
La mobilitazione è sostenuta da Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil, che hanno lanciato una petizione per richiedere al Comune il riconoscimento dello status di bottega storica. La raccolta firme ha già superato le 40mila adesioni.
Le ragioni della liquidazione e i contrasti familiari
Alla base della decisione di chiudere la società vi sarebbero profondi contrasti familiari tra i discendenti del fondatore Ulrico Hoepli. Le dispute legali, iniziate in Svizzera e proseguite in Italia, vedono contrapposti i figli di Ulrico Carlo, detentori della quota di maggioranza, e il nipote di Bianca Maria Hoepli, Giovanni Nava, che possiede il 33% delle quote e si è dichiarato contrario alla liquidazione.
L'avvocata incaricata della liquidazione volontaria, Laura Limido, ha preannunciato che la chiusura potrebbe avvenire già nelle prossime settimane, aumentando l'angoscia dei lavoratori.
Solidarietà dal mondo della cultura
Anche il Teatro alla Scala ha espresso profonda solidarietà ai lavoratori di Hoepli. In una nota, il sindacato Fistel Cisl ha definito la libreria «la memoria scritta di Milano da oltre 150 anni», sottolineando come la sua chiusura rappresenterebbe una ferita per l'anima della città e la perdita di un patrimonio di conoscenza.