La Scala di Milano ha ospitato la prima di Pelléas et Mélisande di Debussy, un'opera che esplora misteri e simboli attraverso una regia visivamente potente. L'allestimento di Romeo Castellucci ha catturato l'attenzione del pubblico.
Castellucci svela le luci e le ombre di Debussy
La Scala di Milano ha visto il debutto di Pelléas et Mélisande. L'opera di Claude Debussy, su libretto di Maurice Maeterlinck, è stata presentata in un nuovo allestimento. La direzione musicale è stata affidata a Maxime Pascal. La regia, le scene, i costumi e le luci portano la firma di Romeo Castellucci. L'allestimento ha suscitato un forte impatto visivo.
Il regista, noto a livello internazionale, ha ricevuto per la prima volta l'incarico di una nuova produzione in un importante teatro italiano. Castellucci ha impiegato il suo stile distintivo. Ha creato un gioco di luci e oscurità che rispecchia la natura stessa dell'opera. I colori dominanti sono stati il bianco, il nero, il rosso e, raramente, l'oro. Questi elementi hanno contribuito a definire l'atmosfera.
Sono emersi simboli ricorrenti. Tra questi, il cerchio e il fuso. Quest'ultimo rappresenta il 'filo' della vita. Spesso questi simboli sono apparsi offuscati da un tulle. Questo tessuto ha creato un effetto di nebbia sul palco.
Un'opera di mistero e simbolismo
Claude Debussy stesso descrisse la sua musica. La considerava capace di una grande libertà. Affermò che non si limita a riprodurre la natura. Si espande invece verso corrispondenze misteriose. Queste collegano la natura all'immaginazione umana. L'opera si presenta come un racconto simbolico. Ogni personaggio rimane un mistero fino alla conclusione. È una tragedia avvolta in un'atmosfera da fiaba. La sua musica si discosta nettamente dai melodrammi precedenti.
La trama si svolge in una foresta. Qui Golaud, interpretato da Simon Keenlyside, incontra la piangente Mélisande. Lei accetta di sposarlo. Golaud scrive al fratellastro Pélleas. Gli chiede di annunciare il loro arrivo al castello al re. La lettera viene letta da Geneviève. Lei è la madre dei due fratelli. Nella visione di Castellucci, Geneviève scioglie fisicamente il filo delle parole. Queste sono ricamate su un arazzo.
Pélleas e Mélisande conversano vicino a una fontana. Lei perde la sua fede nuziale. Golaud si adira quando scopre la perdita. Chiede a Mélisande di cercarla con Pélleas. Lei aveva detto di averla persa in una grotta. I due si recano quindi nella grotta.
Gelosi e simboli visivi potenti
Mélisande si pettina affacciata alla finestra di una torre. Maeterlinck immaginava i suoi lunghi capelli scendere fino a terra. Pélleas avrebbe parlato con lei attraverso i capelli. In questa produzione, però, non sono i capelli a scendere. Dalla torre cola un liquido bianco. La gelosia di Golaud cresce. In una scena di forte impatto visivo, rossa come la violenza, chiede al figlio. Questo figlio, avuto da un precedente matrimonio, è Yniold. Yniold viene incaricato di spiarli.
Yniold è interpretato da una solista del coro di voci bianche dell'accademia alla Scala. Si alternerà con altri interpreti nelle recite. Questa scena è particolarmente potente. Il bambino e Golaud sono sollevati su due statue. Sembrano essi stessi parte di una scultura in altorilievo. L'effetto è quello di un'opera d'arte che si solleva.
Pelléas e Mélisande si dicono addio. La scena è bianca, simbolo di purezza. Anche i volti dei due protagonisti sono bianchi. Sono vestiti come pierrot. Golaud uccide Pélleas. Mélisande non si riprende. Mentre il marito si pente, lei muore. Aveva dato alla luce una figlia. La scena finale ricorda la sala di un museo. Mélisande viene posta in una teca.
Applausi per un allestimento di successo
Al termine della rappresentazione, il pubblico ha tributato applausi calorosi. I maggiori sono stati per Castellucci. Alcuni critici lo definiscono più un creatore di installazioni che un regista. Tuttavia, la sua opera ha dimostrato una grande potenza visiva. Questa è stata accompagnata dalle eccellenti capacità vocali e attoriali del cast. L'allestimento di Pelléas et Mélisande ha quindi riscosso un notevole successo.