Il primo romanzo di Franco Currò, "Il coltello della memoria", esplora l'eredità del Sessantotto attraverso il rapporto padre-figlio. L'opera indaga le illusioni e le disillusioni di una generazione.
Il lascito del Sessantotto in un nuovo romanzo
L'eredità del Sessantotto è al centro del primo romanzo di Franco Currò. L'opera si intitola 'Il coltello della memoria'. Sarà disponibile in libreria dal 14 aprile. La casa editrice è Rizzoli. Il libro conta 240 pagine. Il prezzo è di 18,00 euro.
Il libro offre uno sguardo su una generazione che ha creduto di poter sfidare il conformismo. Molti si sono poi adeguati al potere. Altri si sono rifugiati nella nostalgia. Currò analizza questa divisione.
L'autore esplora la complessa eredità di quella rivoluzione incompiuta. Ha ridefinito il rapporto tra padri e figli. Spesso ha lasciato i figli senza punti di riferimento chiari. Il romanzo intreccia la dimensione privata con la riflessione civile.
Un'indagine tra passato e presente
La trama ruota attorno al presunto suicidio di Alberto Novelli. Era un critico cinematografico. Un tempo era noto, ma dimenticato dai vecchi compagni del Sessantotto. La polizia ritiene si sia trattato di un colpo di pistola alla tempia.
Un biglietto d'addio è stato trovato vicino al cadavere. Era nel salotto del suo appartamento a Porta Venezia, a Milano. La frase chiave è: «Conveniva a tutti».
Il vicecommissario Peppuccio Loporto si appassiona al caso. Vede in Novelli le promesse mancate della sua giovinezza. Lavora al caso insieme a Pietro. Pietro è il figlio di Alberto.
Pietro era sempre stato estraneo al padre. Non aveva mai accettato pienamente il suo ruolo. Ora è costretto ad affrontare l'enigma di suo padre. Deve scoprire chi fosse veramente Alberto Novelli. Deve capire la sua eredità politica e intellettuale.
L'indagine fa riemergere ideali traditi e segreti. Nessuno sembra avere interesse a riesumare queste verità. Lo sfondo è una Milano in continua trasformazione. Ogni pagina svela un volto diverso della città.
Un viaggio di scoperta personale
Per Pietro, l'indagine si trasforma in un viaggio sofferto. È un percorso alla scoperta di sé. Affronta la sua rinuncia ad amare. Scopre la storia di una generazione. Questa generazione credeva di poter cambiare il mondo. Ancora oggi fatica a fare i conti con la storia.
Il romanzo cita un passaggio significativo. «La realtà, Pietro, è che le generazioni costruiscono la propria identità attraverso lo scontro con i padri. A noi questo non è stato permesso, soffocati dalla loro melassa progressista. La follia estrema: essere amici dei propri figli. Hanno cercato di esaudire ogni nostro desiderio prima che lo manifestassimo, privandoci così del piacere di desiderare».
Franco Currò ha avuto una lunga carriera giornalistica. Ha iniziato all'ANSA. Ha lavorato per vari quotidiani e periodici. Dal 1997 si è dedicato alla comunicazione d'impresa strategica. È stato direttore della Comunicazione di Fininvest. Ha lavorato a stretto contatto con la presidente Marina Berlusconi.
Presentazioni del libro
Il libro 'Il coltello della memoria' sarà presentato il 14 aprile. L'evento si terrà a Milano. L'appuntamento è alle 18:30. La location è la libreria Rizzoli in Galleria Vittorio Emanuele II. Currò dialogherà con Antonio Polito.
Un'altra presentazione è prevista il 21 aprile. Si terrà a Roma. L'orario è le 18:00. La libreria ospitante è Mondadori in Galleria Alberto Sordi. Currò converserà con Walter Veltroni.
Questa notizia riguarda anche: