L'ex assessore alla Cultura di Milano, Filippo Del Corno, presenta nuove composizioni musicali che esplorano la complessità urbana e la storia italiana. Le sue opere riflettono un profondo legame con la realtà e la natura umana.
Il ritorno alla musica dopo l'impegno politico
Il compositore Filippo Del Corno ha ripreso con vigore la sua carriera musicale. Dopo aver ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura a Milano dal 2013 al 2021, è tornato a dedicarsi alla composizione. Del Corno descrive questo ritorno come la ripresa di un discorso interrotto, sentendo che la sua creatività era rimasta in attesa. L'esperienza amministrativa, pur significativa, non ha modificato il suo linguaggio artistico, ma ha lasciato la sua creatività in uno stato di sospensione.
Attualmente, sta lavorando a una nuova opera ispirata alla figura di Aldo Moro. Questa composizione seguirà il principio di Steve Martland, secondo cui la musica deve confrontarsi attivamente con la realtà circostante. L'ex amministratore dimostra così che il suo interesse per la politica, la storia e l'attualità rimane vivo e influente nel suo percorso artistico.
Nuove composizioni per la Società dei Concerti
Il 15 aprile, il Conservatorio ospiterà la prima esecuzione di “Ruhige Stadt”, un'opera commissionata dalla Società dei Concerti. Il titolo, in tedesco, significa “città calma”. L'esecuzione sarà affidata alla Stuttgarter Philharmoniker, dirette da Nicolò Foron. Questa composizione nasce come risposta agli obiettivi dell'Agenda 2030.
Del Corno ha immaginato un percorso sonoro che abbraccia eventi contrastanti della vita urbana. Il traffico intenso, le manifestazioni di protesta, i suoni dei bambini nei parchi e la musica proveniente dai locali si intrecciano. Per il compositore, una città che riconosce e accoglie questa diversità di segni e culture è, paradossalmente, una città serena. Milano, città a cui è profondamente legato, influenza la sua percezione della dimensione urbana. Sebbene “Ruhige Stadt” non sia un brano puramente descrittivo, cerca di rappresentare la molteplicità degli eventi come espressione della pluralità stessa.
“Pùrpura” e il dialogo tra colori e suoni
A maggio, un'altra sua opera verrà eseguita: “Pùrpura”. Si tratta di un concerto per viola e orchestra, co-commissionato dall'Orchestra Haydn di Trento e Bolzano. La direzione dei Pomeriggi Musicali sarà affidata a Carlo Boccadoro, con esecuzioni previste il 14 e 16 maggio al Teatro Dal Verme. Il titolo deriva dalla parola spagnola per il colore viola.
Del Corno è affascinato dal fatto che l'italiano sia l'unica lingua a utilizzare lo stesso termine per un colore e uno strumento musicale. L'opera esplora le sfumature del viola, aprendosi ad altri colori in un dialogo tra il solista, Timothy Ridout, e gli strumenti dell'orchestra. Questo lavoro segna un pieno ritorno alla vita artistica, con una visione rinnovata della città.
La città e il suo ruolo culturale
L'ex assessore vede la città come un organismo che ha ritrovato la sua anima culturale, mantenendo un'apertura verso le diverse espressioni. Le istituzioni culturali mostrano un'ottima salute, con programmazioni di respiro internazionale e una forte partecipazione del pubblico. Del Corno ricorda con affetto la trasformazione dell'ex mercato comunale del QT8 nel Casva. La sfida più impegnativa del suo mandato è stata la battaglia per il progetto della Beic, la nuova biblioteca europea.
Il suo approccio umanistico è profondamente influenzato dall'eredità paterna. Suo padre, il grecista Dario Del Corno, gli ha trasmesso l'importanza della ricerca dell'archetipo. La cultura greca, secondo Del Corno, contiene i modelli fondamentali della natura umana. Ancora oggi, egli indaga le etimologie delle parole, convinto che in esse si celino gli archetipi dei loro significati più profondi.
Il ruolo sociale della musica e le sfide future
Attualmente, Del Corno sta lavorando all'opera “Non guardate al domani”, una rielaborazione di un suo precedente lavoro sperimentale. L'opera narra il rapimento di Aldo Moro. Se potesse invitare qualcuno a cena, sceglierebbe sia Moro che il compositore Claudio Monteverdi. Con loro, discuterebbe sulla reale capacità del governo di riformare la società e influenzare la crescita culturale.
Riguardo all'intelligenza artificiale, Del Corno esprime cautela. Al momento, la considera una minaccia, uno strumento potenzialmente disgregante per la società, manovrato da un potere finanziario incontrollato. Tuttavia, nutre la speranza che le future generazioni possano imparare a utilizzarla come uno strumento di lavoro efficace.