Cultura

Federica Rosellini porta in scena "iGirl" al Teatro Fontana

15 marzo 2026, 22:02 2 min di lettura
Federica Rosellini porta in scena "iGirl" al Teatro Fontana Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Federica Rosellini presenta "iGirl" a Milano

L'acclamata attrice Federica Rosellini debutta al Teatro Fontana di Milano con lo spettacolo teatrale «iGirl», tratto dall'opera della drammaturga irlandese Marina Carr. La performance, che ha debuttato il 17 marzo e proseguirà fino al 22 marzo, esplora la centralità del corpo femminile e le sue molteplici incarnazioni.

Lo spettacolo si sviluppa attraverso ventuno quadri, attraversando epoche, società e prospettive diverse, con l'obiettivo di indagare il corpo femminile e le sue trasformazioni. Rosellini, già nota per i suoi percorsi artistici originali e premiata due volte con il Premio Ubu under 35, porta in scena un assolo intenso, nato durante il periodo pandemico.

"iGirl": un'epopea dei corpi minoritari

«iGirl» si configura come un'epopea dedicata ai corpi minoritari. Lo spettacolo dà voce a tutte quelle esistenze che la Storia ha tendenzialmente sacrificato o dimenticato: corpi femminili, queer, animali, selvatici e spirituali. L'opera mette in luce come questi corpi, definiti non conformi, siano stati spesso marchiati come anomali, impuri o indegni dal potere costituito.

Attraverso la performance di Rosellini, il testo di Carr denuncia un sistema politico e religioso che, secondo l'autrice, si fonda su una logica di annientamento. La rinascita, tuttavia, viene individuata proprio in questi corpi minoritari e nelle loro ferite, viste come potenziali punti di partenza per una nuova esistenza.

Un progetto artistico multidisciplinare

Il progetto «iGirl» non si limita alla sola performance attoriale, ma si arricchisce di contributi artistici significativi. Fondamentali per la riuscita dell'opera sono i video di Rä di Martino e le musiche originali di Daniela Pes, che contribuiscono a creare un'atmosfera suggestiva e a intrecciare diversi linguaggi visivi e sonori.

Lo spettacolo si presenta come un rito moderno, con una forte vocazione antagonista e poetica, che invita il pubblico a riflettere sulla condizione dei corpi marginalizzati e sulla loro capacità di resistere e rigenerarsi. L'allestimento è ospitato nella sede di via Boltraffio.

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