Fantozzi a teatro: Gianni Fantoni racconta il mito
Fantozzi rivive a teatro: successo milanese
Milano si prepara ad accogliere sul palco del Teatro Carcano lo spettacolo "Fantozzi, una tragedia", che dopo tre anni di repliche e oltre 70 rappresentazioni, arriva in città per un'attesa performance. La produzione, originaria del Teatro Nazionale di Genova, porta in scena le prime opere di Paolo Villaggio, con la regia di Davide Livermore.
A vestire i complessi panni del ragioniere più amato e sfortunato d'Italia è l'attore Gianni Fantoni. Al suo fianco, un cast di talento composto da Cristiano Dessì, Lorenzo Fontana, Rossana Gay, Paolo Giangrasso, Marcello Gravina, Simonetta Guarino, Ludovica Iannetti e Valentina Virando.
Fantoni: «Interpretare Fantozzi, un rischio calcolato»
L'attore ha confessato l'iniziale timore nell'affrontare un personaggio così radicato nell'immaginario collettivo. «All’inizio mi sono tremati i polsi», ha dichiarato Fantoni, consapevole del rischio di una semplice imitazione. La sfida era quella di dare vita al primo Fantozzi «fuori Villaggio», evitando la «boiata pazzesca» e la «crocifissione in sala mensa» metaforica.
Superata la fase delle prove, Fantoni ha trovato la sua dimensione, allontanandosi dalla propria comfort zone. Dopo più di 70 repliche, l'attore esprime ora un profondo piacere e un certo orgoglio per il successo dello spettacolo, che ha saputo evolversi da un'imitazione a una vera e propria interpretazione.
Oltre l'imitazione: l'interpretazione di Fantozzi
Fantoni distingue nettamente tra imitazione e interpretazione. Mentre la prima si basa sulla riproduzione fedele di linguaggio e gestualità, l'interpretazione aggiunge il vissuto dell'attore, conferendo al personaggio una profondità tridimensionale. «L’imitazione però ha vita breve», ha spiegato, sottolineando come l'interpretazione permetta di passare «dalle due alle tre dimensioni».
Lo spettacolo, pur mantenendo i canoni precisi del personaggio, presenta un universo modificato, con un Filini «più alto del mondo» e una signorina Silvani «en travesti», elementi che contribuiscono a creare una nuova sfumatura comica.
Fantozzi oggi: riflessioni sulla società moderna
La pièce teatrale non è solo un omaggio a Paolo Villaggio, ma anche uno spunto di riflessione sulla società contemporanea. Fantoni paragona la profondità del personaggio di Fantozzi alla poesia di Catullo, evidenziando come entrambi riescano a cogliere il tragico e il comico insiti nell'animo umano. L'attore nota come l'italiano sia ancora intriso di «fantozzismi», dalla «giornata mostruosa» alla nuvoletta di pioggia.
Un parallelo viene tracciato tra i colletti bianchi di ieri e quelli di oggi. Sebbene cinquant'anni fa avessero uno stipendio sicuro e la pensione, oggi sembrano vivere in una «grande illusione di modernità». Fantoni cita l'esempio di chi usa filtri sui social per apparire più bello come metafora di questa illusione, sottolineando come la società attuale sia diventata «anestetizzata», incapace di ribellarsi attivamente.
La svolta artistica di Gianni Fantoni
L'attore ha ripercorso la sua carriera, rivelando la decisione di abbandonare gli studi economici per dedicarsi alla recitazione. Una scelta dettata dall'insofferenza per la ripetitività e dal desiderio di «gettare il cuore oltre l’ostacolo». La svolta avvenne durante un viaggio verso Bologna, quando si licenziò per inseguire la sua passione, già alimentata dalla partecipazione a uno show di Gigi Sabani.
Fantoni ha ricordato momenti significativi della sua carriera, come la partecipazione a «Stasera mi butto», l'opportunità offerta da Maurizio Costanzo e le 90 puntate di «Tigì delle Vacanze» con i Trettré. Non sono mancati i rimpianti, come la mancata collaborazione con Arbore o la Gialappa's, e un episodio particolare con Paolo Jannacci.
L'attore ha infine condiviso un ricordo commovente legato a Bonvi, il creatore degli Sturmtruppen, la cui tragica morte in un incidente stradale è un monito a cogliere le occasioni. L'episodio più prezioso, tuttavia, rimane la tre giorni trascorsa con Alberto Sordi a Courmayeur, culminata in una cena con Vittorio Gassman e Vincenzo Mollica, dove Fantoni e Sordi cantavano insieme, un ricordo che lo rende «invidioso di me stesso».