Enrico Rava, celebre trombettista jazz, condivide le sue riflessioni sulla musica, le sfide creative e le preoccupazioni per l'intelligenza artificiale. L'artista sottolinea l'importanza dell'autenticità nell'arte.
Il jazz: un atto di coraggio oggi
Enrico Rava, figura di spicco della tromba jazz a livello mondiale, continua la sua carriera musicale. La sua storia inizia nelle cantine di Torino, per poi fiorire nella vibrante New York degli anni Sessanta. Attualmente, l'artista si esibisce con il progetto “The Fearless Five Plus One”.
Il musicista jazz, secondo Rava, vive una condizione di precarietà intrinseca. Questa non riguarda solo l'aspetto lavorativo, ma investe profondamente l'atto creativo stesso. Richiede un notevole coraggio, soprattutto in un panorama musicale dominato da trapper e artisti dalle sonorità urlate. Rava vede il jazz come un'oasi di resistenza culturale.
La scelta dei talenti per un'armonia unica
Il repertorio spazia da brani storici, come “The Trial”, a momenti di pura improvvisazione. Il segreto di questa formazione risiede nella selezione accurata dei musicisti. L'Italia vanta numerosi talenti, ma Rava cerca più della semplice abilità tecnica. È fondamentale una visione condivisa.
L'artista paragona la creazione musicale alla pittura di un affresco. Ogni membro contribuisce con ciò che è necessario, portando prospettive diverse. La batterista, con le sue radici nel punk, e il trombonista, proveniente dalla musica sinfonica, infondono nuova linfa vitale al progetto.
I maestri che hanno ispirato Rava
Da giovane, Miles Davis e Roswell Rudd sono stati punti di riferimento fondamentali per Rava. Rudd, in particolare, ha ampliato la sua prospettiva musicale. Precedentemente, aveva avuto l'opportunità di collaborare con figure leggendarie come Cecil Taylor e Archie Shepp, accompagnati da Steve Lacy. Questi artisti, prima solo nomi sui dischi, divennero suoi compagni di palco.
La musica: un mistero che persiste
Rava descrive la musica come un vero e proprio “mistero”. Questa sensazione persiste nonostante una lunga carriera costellata di concerti. La magia accade quando la musica prende il volo, come suggerito da Dizzy Gillespie. Un giorno il suono è eccezionale, il giorno dopo può risultare meno brillante.
Questa variabilità quotidiana rende la musica un enigma affascinante. È un mistero che Rava continua a esplorare con passione e dedizione. La sua tromba è uno strumento di espressione profonda.
Preoccupazioni per la digitalizzazione e l'IA
Rava esprime perplessità riguardo alla trasformazione di Milano, una città che definisce bellissima ma mutata. Sottolinea una crescente violenza diffusa, percepibile anche in aree come piazza Gae Aulenti. L'incubo della digitalizzazione limita l'accesso a luoghi come i musei, richiedendo prenotazioni online e lo Spid.
L'artista detesta questo mondo artificiale, che a suo dire soffoca la spontaneità. L'intelligenza artificiale (IA) rappresenta per lui un vero e proprio orrore. Sebbene l'IA possa imitare artisti come Miles Davis, non potrà mai replicare l'autenticità di un momento di improvvisazione umana. Rava, consapevole della sua età avanzata, non si preoccupa eccessivamente per il futuro personale, ma vede un presente problematico tra guerre, cibo di scarsa qualità e algoritmi pervasivi.
Progetti futuri e passioni letterarie
Nonostante le preoccupazioni, Rava non smette di creare. A settembre è prevista l'uscita di un nuovo album registrato con Joe Lovano. Il disco conterrà brani di entrambi gli artisti, esplorando diverse visioni musicali. I musicisti sono stati invitati a contribuire con composizioni originali.
Nel tempo libero, Rava si dedica alla lettura. Si definisce un lettore onnivoro, spaziando dai classici ai bestseller, fino ai fumetti. Nutre una particolare predilezione per Tex Willer, visto come un eroe infallibile, e per i Peanuts, considerati da lui pura genialità.
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