Diego Dalla Palma: «Aspetto la morte con gioia»
Il ritorno di Diego Dalla Palma a Milano
Diego Dalla Palma, celebre figura del mondo della bellezza e narratore, è tornato a Milano con il suo spettacolo teatrale intitolato «Perché no?». L'artista si presenta sul palco del Teatro Gerolamo per un doppio appuntamento, segnando un momento di riflessione profonda sulla vita e sul suo percorso artistico.
Lo spettacolo, che porta con sé il sottotitolo «Il viaggio con la vita», esplora le diverse fasi dell'esistenza, dalla spensieratezza giovanile alla cautela dell'età adulta, fino alla liberazione che accompagna la maturità. Dalla Palma descrive questa fase come una conquista, un'affermazione del diritto di osare e sperimentare.
La bellezza come categoria dello spirito
Milano, per Diego Dalla Palma, ha rappresentato un punto di svolta cruciale. La città è stata il palcoscenico della sua sfida, del suo sogno e della sua rivolta personale, un luogo vitale per superare un dolore cronico. L'artista confessa di non aver sempre badato alla sua vita, dedicandosi anima e corpo a dare un senso alle speranze materne.
La bellezza, secondo Dalla Palma, trascende l'estetica superficiale per diventare una vera e propria categoria dello spirito, strettamente legata all'eleganza e all'atipicità. Il trucco, in quest'ottica, viene visto come uno scudo, una maschera che permette di sentirsi più a proprio agio, a differenza della chirurgia estetica, che altera permanentemente i tratti somatici.
Perdono, fede e l'attesa della fine
Nel suo racconto teatrale, Dalla Palma affronta temi universali come l'amore e il tradimento, ma pone un'enfasi particolare sul perdono, una forza inarrestabile che lo spinge a perdonare anche di fronte a torti gravissimi. L'artista rivela di aver perdonato persino un prete che lo aveva abusato in tenera età, pur ammettendo una bugia detta in punto di morte.
Riguardo alla fede, Dalla Palma dichiara di non avere un dio, identificando la natura come la sua unica divinità. Si definisce un mix tra francescano, gandhiano e spinoziano, trovando gioia nella natura e nel contatto umano, specialmente negli abbracci che riceve dai suoi ammiratori. Nonostante il successo e l'affetto del pubblico, Dalla Palma sente che è arrivato il momento di un distacco, di una pausa necessaria.
Riflessioni sul successo e sul futuro
L'artista esprime un profondo rammarico per non aver dedicato abbastanza tempo e attenzione al padre, un uomo meraviglioso che ora sente più vicino dopo la sua scomparsa. Questa esperienza gli ha insegnato il valore della provvisorietà e lo spinge a consigliare di non inseguire ciecamente il successo, spesso effimero e illusorio.
Diego Dalla Palma annuncia anche un possibile allontanamento dai social media, esprimendo disinteresse verso piattaforme come quella gestita da Mark Zuckerberg. L'artista si dice affascinato dalla morte, che attende con gioia, vedendola come un'opportunità per una nuova dimensione spirituale. La sua riflessione si conclude con la dedica di tre canzoni significative: «Una ragione di più» per la madre, «La riva bianca e la riva nera» per il padre e «Il Mondo» per sé stesso, un brano che simboleggia la sua vita in continuo movimento.