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L'economista Carlo Cottarelli ha espresso riserve su una potenziale candidatura a sindaco di Milano, sottolineando la necessità di chiarire gli obiettivi. Ha inoltre discusso del crescente fenomeno del populismo a livello globale.

Cottarelli valuta la candidatura a sindaco

L'economista Carlo Cottarelli ha dichiarato che la possibilità di candidarsi a sindaco di Milano dipenderebbe dagli obiettivi specifici del ruolo. Ha ricevuto complimenti per la sua figura pubblica. Nessuno, tuttavia, gli ha ancora presentato un'offerta concreta per tale incarico. Se un'opportunità dovesse presentarsi, la valuterebbe attentamente. Al momento, però, ritiene improbabile un suo coinvolgimento diretto. Ha aggiunto la sua tipica cautela: «Mai dire mai nella vita», ma la considera una prospettiva difficile.

Queste dichiarazioni sono state rilasciate all'ANSA. L'economista era presente a Polignano a Mare. Ha partecipato a un incontro dedicato al suo libro, intitolato «L'economia facile. Risposte semplici per capire il mondo». L'evento si è svolto nell'ambito del festival «Il libro possibile», con il sostegno di Pirelli.

La condizione per accettare un incarico politico

Alla domanda se una proposta per la carica di sindaco lo attirerebbe, Cottarelli ha risposto con la sua consueta prudenza. Ha spiegato che non si può giudicare una proposta in astratto. «Dipende a fare cosa», ha affermato. Ha poi fatto riferimento a esperienze passate. Ha ricordato il suo ruolo di commissario per la revisione della spesa pubblica. Ha anche menzionato i quattro giorni in cui ha ricoperto l'incarico di presidente del Consiglio. In quel frangente, il suo obiettivo era chiaro: portare il Paese verso nuove elezioni. Ciò sarebbe accaduto se non si fosse formato un governo tecnico.

L'economista ha recentemente lanciato una campagna. Questa iniziativa è stata promossa insieme alla Fondazione Einaudi. Si chiama «Quanto mi costa?». La campagna mira a raccogliere firme online. Il sostegno è destinato a un disegno di legge specifico. La proposta legislativa si intitola «Misure per la trasparenza dei programmi elettorali dei partiti». Lo stesso Cottarelli aveva precedentemente presentato questo disegno di legge.

Il fenomeno del populismo globale

Interrogato sulla presenza di populismo nella politica italiana, Cottarelli ha ampliato la sua analisi. Ha definito il populismo una tendenza globale. Ha citato esempi come gli Stati Uniti e il Regno Unito. Il problema di fondo, secondo l'economista, risiede nella crescente complessità del mondo. Questa complessità genera insicurezza nelle persone. Si sentono minacciate dai rapidi cambiamenti in atto.

Ha illustrato questo concetto con esempi concreti. L'arrivo di merci da paesi come la Cina, prima inesistente. L'incremento dei flussi migratori da altre nazioni. Questi cambiamenti provocano paura. La paura, a sua volta, spinge alla ricerca di soluzioni apparentemente semplici. Cottarelli riconosce una base di verità in queste paure. Il cambiamento degli ultimi trent'anni è stato effettivamente molto rapido. Forse, ha aggiunto, «troppo rapido».

Tuttavia, ha sottolineato l'importanza di un approccio razionale. Bisogna analizzare questi problemi in profondità. Evitare risposte basate unicamente sull'istinto o sull'emozione. «Rispondere soltanto con la pancia», ha concluso, non è la soluzione. La sua visione promuove un dibattito informato e ponderato.