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L'incremento dei costi di benzina e diesel sta mettendo in seria difficoltà professionisti come camionisti, tassisti e agenti di commercio. L'associazione Cgia di Mestre evidenzia l'impatto economico su oltre 300.000 imprese italiane, con richieste di intervento a livello europeo.

Impatto economico su professionisti su ruote

I rincari di benzina e gasolio non gravano soltanto sulle famiglie. Anche chi utilizza veicoli per lavoro affronta serie difficoltà. Camionisti, tassisti e agenti di commercio sono tra le categorie più colpite. La loro attività professionale dipende direttamente dal costo del carburante. L'aumento delle spese incide pesantemente sui bilanci di queste categorie.

La situazione è particolarmente critica per tassisti e agenti di commercio. Questi professionisti non riescono a trasferire facilmente i maggiori costi sui clienti. Non possono scaricare l'aumento sui prezzi dei servizi o sui prodotti venduti. I camionisti, invece, hanno maggiore possibilità di adeguare le tariffe. Possono beneficiare anche di crediti d'imposta specifici. Tuttavia, questi aiuti non coprono tutti. Sono esclusi i mezzi pesanti sotto le 7,5 tonnellate. Questa esclusione riguarda circa il 40% delle imprese di autotrasporto.

Oltre 300.000 imprese nel mirino dei rincari

In Italia, le imprese che operano in questi tre settori sono numerose. Si contano complessivamente 303.814 unità attive. Gli agenti di commercio rappresentano la fetta più grande. Sono 203.742 le attività in questo campo. L'autotrasporto coinvolge 68.482 imprese. Infine, i tassisti e gli Ncc (noleggio con conducente) ammontano a 31.590.

Analizzando la distribuzione geografica, la Lombardia guida la classifica. La regione conta 49.333 imprese. Segue il Lazio con 29.018 attività. Il Veneto si posiziona al terzo posto con 28.913 imprese. Questi dati evidenziano la concentrazione di queste attività in alcune aree del paese.

Roma e Milano in testa per numero di imprese

A livello provinciale, la Città Metropolitana di Roma Capitale registra il maggior numero di imprese. Sono ben 22.468 le attività registrate. Milano si posiziona subito dietro, con 19.374 imprese. Napoli completa il podio, contando 15.613 attività. Queste grandi aree urbane concentrano una parte significativa dei professionisti del settore.

All'estremo opposto della classifica troviamo province con un numero molto ridotto di imprese. Gorizia conta appena 460 aziende. Aosta ne ha 341. Isernia chiude la lista con 280 imprese. La differenza tra le province è notevole, riflettendo dinamiche economiche e territoriali diverse.

Richiesta di flessibilità europea sugli aiuti

Il governo italiano ha messo in campo misure per contrastare il caro carburante. La manovra complessiva ammonta a oltre 2,6 miliardi di euro negli ultimi sei mesi e mezzo. In passato, durante il governo Draghi, furono stanziati 7,3 miliardi in otto mesi, dopo l'invasione russa dell'Ucraina. L'associazione Cgia di Mestre ritiene che sia necessario un intervento a livello europeo.

Secondo la Cgia, sarebbe opportuno che Bruxelles concedesse agli Stati membri maggiore flessibilità. Un margine simile a quello garantito quattro anni fa potrebbe aiutare. Questo permetterebbe di attuare misure di sostegno più efficaci per le categorie professionali colpite. La richiesta mira a trovare soluzioni strutturali per mitigare l'impatto dei rincari sui trasporti e sulla logistica.

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