Antigone e la Resistenza: il teatro civile a Milano
Antigone, un mito senza tempo
La figura di Antigone, protagonista della tragedia greca, continua a risuonare potente nel panorama culturale. Nata da un legame incestuoso e circondata da fratricidi, la sua storia è quella di una ribelle perseguitata dal destino. Il suo lignaggio, segnato dal padre Edipo, la predispone a un'esistenza travagliata.
Nonostante la sua complessa biografia, è Antigone a innescare il conflitto insanabile con Creonte. Da un lato, le leggi non scritte, vicine al divino; dall'altro, la ragion di Stato e gli obiettivi politici che giungono a negare la sepoltura al fratello Polinice.
Etica contro Potere: la versione di Anouilh
Il contrasto tra Etica e Potere, così attuale da riflettersi nella quotidianità, ispira il regista Roberto Latini. La sua scelta ricade sulla versione di Jean Anouilh, che ambienta la vicenda nella Francia occupata del 1942. La tragedia di Sofocle si trasforma così in una potente allegoria della Resistenza e del dissenso.
Questa trasposizione teatrale, che affascina per la sua attualità, sarà in scena al Piccolo Teatro Studio dal 17 al 22 marzo. Un'occasione per riflettere sul significato della disobbedienza civile.
Un cast d'eccezione e una visione corale
Roberto Latini, già apprezzato per il suo recente lavoro su "Giulietta e Romeo", torna al Piccolo Teatro con un cast di rilievo. In scena con lui, a dare voce ai personaggi, ci saranno Silvia Battaglio, Ilaria Drago, Manuela Kustermann e Francesca Mazza. Una scelta che sottolinea la visione corale dello spettacolo, dove i personaggi si riflettono l'un l'altro.
Latini descrive Antigone come «uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia, cultura, religione, visione». La sua interpretazione vede il testo come «un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta, scomoda, incapace, parziale». L'Antigone di Anouilh, secondo il regista, «ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla. Capiamo tutto, ogni sfumatura, silenzio, respiro».