Ana Carla Maza porta a Milano il suo sound unico che fonde la musica classica con i ritmi caraibici. La violoncellista cubana presenterà il suo nuovo album "Alamar" in un concerto al Blue Note, esplorando le sue radici e le sue influenze musicali.
Ana Carla Maza: un ponte tra culture musicali
La violoncellista e cantante cubana **Ana Carla Maza**, trentenne, porta una ventata di energia al **Blue Note** di **Milano**. La sua musica fonde la classicità del violoncello con i vibranti ritmi caraibici. Maza descrive i suoi testi come un'esplorazione di amore, dolore e gioia. Il suo nuovo album, “**Alamar**”, in uscita questo venerdì, sarà presentato dal vivo nel club di via Borsieri. Questa data segna l'inizio della sua tournée italiana.
La sua nascita, il 14 giugno, lo stesso giorno di **Che Guevara**, assume per lei un significato simbolico. Questo legame, spiega, rappresenta un'idea di impegno e ricerca profonda. La sua musica, afferma, mira a essere sincera e a esplorare le emozioni fino in fondo. Il ritorno al **Blue Note** è un'occasione per presentare questo nuovo progetto.
“Alamar”: un viaggio sonoro tra Cuba e il mondo
“**Alamar**” è definito da **Ana Carla Maza** come un viaggio che intreccia ritmi cubani e musica classica. L'album promette di esplorare una vasta gamma di sonorità, includendo bachata, salsa, son cubano, merengue e persino influenze reggae. Il violoncello rimane lo strumento centrale della sua proposta musicale. Sul palco, Maza sarà accompagnata da **Mily Pérez** al pianoforte e tastiere, e da **Jay Kalo** a batteria e percussioni.
Il titolo “**Alamar**” ha un significato profondo legato alle sue origini. Si riferisce al quartiere dell'Avana da cui proviene. Maza è nata in un edificio noto come “edificio dei Cileni”. Questo luogo ospitò 180 bambini cileni dopo il colpo di Stato di Pinochet. Tra questi c'erano suo padre, il pianista **Carlos Maza**, i suoi fratelli e sua nonna. L'idea di nascere nello stesso palazzo anni dopo ha ispirato l'album. Con questo lavoro, Maza desidera rendere omaggio a questa storia, trasformando l'esilio in luce e musica.
Infanzia a Cuba e formazione musicale
L'infanzia di **Ana Carla Maza** a Cuba è stata segnata da un'atmosfera musicale vibrante. Viveva a Guanabacoa, a casa della nonna, in un quartiere dove la rumba era una presenza costante. I vicini erano rumberos e praticavano la Santeria, con cerimonie frequenti. Maza ricorda il suono dei tamburi e delle voci per le strade. Descrive questa musica come collettiva e spontanea, parte integrante della vita quotidiana.
La sua formazione musicale è stata rigorosa. **Miriam Valdés**, sorella del celebre **Chucho Valdés**, è stata la sua unica vera maestra di pianoforte. Da lei ha appreso la disciplina, la struttura e il rispetto necessari per una carriera professionale nella musica. Cuba vanta una solida scuola classica, dove Maza ha iniziato il suo percorso. Successivamente, la famiglia si è trasferita in Spagna, e lei ha proseguito gli studi a Parigi. Il suo stile unico nasce dall'incontro tra la disciplina classica e il ritmo della “calle”, la strada cubana.
Emozioni e gioia: i temi delle canzoni
Le canzoni di **Ana Carla Maza** nascono da esperienze di vita vissuta. I suoi testi affrontano emozioni complesse ma universali, come l'amore e la tristezza. Tuttavia, un tema centrale è la gioia, intesa come una scelta consapevole. Maza sottolinea l'importanza di scegliere di essere felici ogni giorno, nonostante le avversità. Questo approccio si riflette nella vitalità e nell'intensità della sua musica.
Il ritorno a **Milano** per presentare le novità è vissuto con entusiasmo. È la sua terza volta in città, la seconda al **Blue Note**, dopo essere stata anche alla Santeria. Maza apprezza molto **Milano** per la sua vivacità culturale. Percepisce una grande energia artistica, un luogo dove tradizione e modernità convivono in modo affascinante. Questa città rappresenta un punto di riferimento importante nel suo percorso artistico.