Cultura

Alice Mariani: la danza come espressione di libertà alla Scala

15 marzo 2026, 18:54 2 min di lettura
Alice Mariani: la danza come espressione di libertà alla Scala Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Il Trittico della Scala debutta con tre maestri della danza

Il Teatro alla Scala di Milano si prepara ad accogliere un evento di grande rilievo nel mondo della danza: il trittico composto dalle coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin. La rassegna, in scena dal 18 al 28 marzo, presenterà al pubblico tre visioni artistiche differenti, con due delle tre opere mai eseguite prima in Italia.

L'appuntamento clou include la prima italiana di “Chroma” di Wayne McGregor, un pezzo che celebra il ventennale dalla sua creazione. A seguire, il debutto nazionale di Jean-Christophe Maillot con “Dov’è la luna”, un lavoro che promette profondità e delicatezza. A chiudere la sequenza, “Minus 16” di Ohad Naharin, considerato un manifesto dell'originalità coreografica.

Alice Mariani: un viaggio tra classico e contemporaneo

Alice Mariani, prima ballerina del Teatro alla Scala, condivide l'entusiasmo per questa nuova avventura artistica. Descrive il trittico come un'esplorazione della contemporaneità attraverso tre brani eccezionali e distinti. Mariani si esibirà in “Chroma”, un'opera che aveva già affrontato in passato con McGregor, definendola un pezzo dinamico e velocissimo, che richiede altissima concentrazione.

La prima ballerina ha anche un legame personale con “Dov’è la luna”, un balletto che ha interpretato dieci anni fa a Dresda. Il ritorno su questo lavoro con i colleghi scaligeri è per lei motivo di grande piacere e vitalità. La sua carriera, formatasi all'Accademia della Scala, è stata arricchita da esperienze internazionali.

Il ritorno a Milano: casa e libertà espressiva

Dopo un decennio trascorso a Dresda, dove ha avuto modo di esplorare a fondo la danza contemporanea e confrontarsi con un corpo di ballo multiculturale, Alice Mariani è tornata alla Scala. Questo ritorno le ha permesso di riconnettersi con il repertorio classico, che ama profondamente, portandovi ora la libertà espressiva acquisita con la danza contemporanea.

Il rientro a Milano rappresenta per Mariani un ritorno a casa, un luogo dove ha condiviso la crescita artistica e umana con i suoi colleghi. L'ammirazione reciproca e i legami indissolubili creati negli anni di studio e lavoro con la compagnia scaligera sono per lei fonte di grande valore.

Una serata benefica il 31 marzo, dedicata alla Fondazione Ospedale Niguarda, completerà il programma del trittico, unendo l'arte della danza a un nobile scopo solidale.

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