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Alessandro Robecchi esplora l'etica dei killer in chiave comica nel suo nuovo romanzo "Omicidi Srl", ambientato in una Milano sempre più divisa tra ricchi e meno abbienti.

Un killer con dubbi etici

Lo scrittore Alessandro Robecchi, profondamente legato a Milano, presenta il suo ultimo lavoro, "Omicidi Srl". Il libro è una crime story che si tinge di commedia, riportando in scena i beniamini del pubblico, il Biondo e Quello con la cravatta. Questi personaggi, già protagonisti del precedente romanzo, affrontano dilemmi morali inaspettati.

Robecchi stesso ammette che il mestiere del killer è tutt'altro che semplice. «Fare il killer sarà pure un mestieraccio», dichiara l'autore, «e certamente non l’ho mai fatto. Ci sono tante rogne pratiche, che nei gialli sembrano sempre delle formalità, come ammazzare la gente». L'autore sottolinea la complessità del lavoro e i possibili dubbi etici che un professionista del genere potrebbe incontrare.

Il nuovo romanzo, edito da Sellerio, promette divertimento, come confermato da un'entusiasta lettrice incontrata in metropolitana. «Mi sono troppo divertita con l’altro», ha commentato, impaziente di leggere le nuove avventure.

Milano, tra ricchezza e disuguaglianza

La città di Milano gioca un ruolo centrale in "Omicidi Srl". Robecchi la descrive come una metropoli dai due volti. Da un lato, è la «capitale attrattiva e moderna che moltiplica i soldi». Dall'altro, è l'agglomerato urbano dove vive la «folla di quelli che di soldi ne hanno pochi, e li cercano dove possono».

I protagonisti, il Biondo e Quello con la cravatta, si muovono tra i diversi quartieri milanesi. Sono descritti come «professionisti con partita Iva», veri e propri imprenditori del crimine che devono far quadrare i conti. Le loro vite sono presentate come «vite normali», nonostante la professione.

L'autore evidenzia come Milano stia diventando sempre più escludente, una «città per ricchi». Questo aspetto si riflette nei guadagni dei suoi killer, che sembrano prosperare in questo contesto. Robecchi esprime preoccupazione per il futuro della classe media e della piccola borghesia, che vedono i propri spazi ridursi sempre di più.

«Prima di cambiare la narrazione dobbiamo cambiare Milano!», afferma con forza. L'autore teme che, se la tendenza non dovesse invertirsi, molti residenti storici saranno costretti a emigrare.

Satira e capitalismo nel titolo

La scelta del titolo "Omicidi Srl" non è casuale. Robecchi voleva racchiudere in esso elementi di satira e commedia. La "ditta" è composta da pochi membri, ma decidono di coinvolgere anche la stimata collega Francesca Airoldi, apprezzata per la sua professionalità.

Riguardo alla situazione politica ed economica, Robecchi auspica un governo attento ai bisogni di tutti. «Non mi dispiacerebbe affatto», commenta, «con la crisi che si profila per via delle guerra preferirei che a gestirla fosse qualcuno che non odia i poveri».

Un colpo di scena significativo nel libro riguarda il dubbio etico dei due killer. Chiedono consiglio alla loro collega, la quale suggerisce una prospettiva pragmatica: «Muore tanta gente, nel dubbio fatturare perché il capitalismo è una cosa abbastanza semplice».

Il futuro dei personaggi e l'incontro con Nazzi

Per quanto riguarda il futuro, Alessandro Robecchi conferma il ritorno del commissario Monterossi, per il quale ha già in serbo nuove storie. Tuttavia, ritiene che la serie "Il tallone da killer" meritasse un seguito, data la comicità dei personaggi e il divertimento che l'autore prova nello scriverli.

L'incontro con Stefano Nazzi, con cui Robecchi presenterà il libro, è avvenuto l'anno scorso al Salone del Libro di Torino. Robecchi descrive Nazzi come una persona «simpaticissima» che affronta il tema del crimine con un approccio diverso, privo di voyeurismo e sensazionalismi.

L'autore invita calorosamente il pubblico milanese all'evento. «Garantisco una cosa brillante, milanesi accorrete numerosi», conclude, promettendo un'esperienza letteraria coinvolgente.