L'attrice Alessandra Faiella ripercorre l'incontro fondamentale con Dario Fo, avvenuto a fine anni '80. Un provino per "Il papa e la strega" segnò una svolta nella sua carriera, ispirandola profondamente nel suo approccio al teatro comico e alla recitazione.
L'incontro con il mito: un provino indimenticabile
L'attrice Alessandra Faiella ricorda con emozione il suo primo incontro con il premio Nobel Dario Fo. Era la fine degli anni Ottanta quando si presentò a un provino per la sua nuova opera teatrale, "Il papa e la strega".
Per Faiella, Fo rappresentava un vero e proprio mito. Già da tempo era una sua grande ammiratrice, in particolare del suo celebre "Mistero Buffo".
L'attrice milanese trascorreva ore nella biblioteca Sormani, studiando i video degli spettacoli di Fo. Era completamente affascinata da quel tipo di recitazione e dalla sua comicità.
Questo amore per il suo lavoro la portò a preparare per il provino un pezzo di cabaret. Il suo intento era quello di ispirarsi proprio allo stile di Fo.
Per la parte, interpretò una portinaia lombarda. Utilizzò un accento tipico della zona del Lago Maggiore, vicino alla Svizzera.
Per accentuare il personaggio, si mise delle ciabatte sulle ginocchia. L'obiettivo era sembrare leggermente più bassa, quasi nana. La sua interpretazione fece molto ridere.
Faiella capì subito di aver fatto colpo. La sensazione di essere piaciuta fu immediata e travolgente.
Quando ricevette la chiamata che confermava la sua scelta, l'attrice si sentì come se stesse camminando sulle nuvole. L'emozione era incontenibile.
Lezioni di teatro: sintesi e ritmo nella comicità
Alessandra Faiella ha tratto insegnamenti preziosi dall'esperienza con Dario Fo. Uno dei più importanti riguarda la scrittura teatrale comica.
Fo, pur arrivando in scena con copioni voluminosi, era solito tagliare gran parte del testo. Questa pratica era fondamentale per lui.
Credeva fermamente che nel teatro comico ogni elemento dovesse essere testato. La verifica in prova e il confronto con il pubblico erano essenziali.
La scrittura, secondo Fo, doveva puntare alla sintesi e a un ritmo incalzante. Questa lezione si rivelò preziosissima per Faiella.
L'attrice sottolinea come questo approccio non sia affatto scontato nel mondo teatrale. Molti autori tendono a essere eccessivamente legati al proprio testo.
Alcuni professionisti temono di tagliare anche solo una battuta. Faiella considera questo un grave errore.
Sebbene non sia piacevole vedere ridotte le proprie battute, l'obiettivo primario è la resa scenica complessiva. La qualità dello spettacolo ne beneficia enormemente.
È necessaria un'umiltà di fondo per semplificare. Questo serve a migliorare l'efficacia dell'opera teatrale.
Faiella ipotizza che anche grandi maestri come Shakespeare o Pirandello adottassero simili tecniche di revisione.
Dario e Franca: curiosità, incontenibilità e generosità
Oltre agli insegnamenti professionali, Alessandra Faiella conserva ricordi umani indelebili di Dario Fo e Franca Rame.
Li descrive come persone profondamente curiose. La loro sete di conoscenza era evidente in ogni aspetto della loro vita.
Un aspetto che colpì particolarmente Faiella di Fo era il suo modo di mangiare. Anche in contesti conviviali, come i ristoranti, preferiva mangiare in piedi.
Lo descrive come un uomo incontenibile. Sentiva sempre il bisogno di fare qualcosa, come se il tempo a disposizione fosse insufficiente.
Era come se volesse comprimere ogni esperienza possibile in ogni momento. Un esempio della sua energia era il fatto che, in camerino, in attesa di salire sul palco, si mettesse a dipingere.
Franca Rame, invece, viene ricordata per la sua straordinaria generosità. Un episodio in particolare lo dimostra.
Rame aveva organizzato una rassegna dedicata al teatro femminile al Teatro di Porta Romana. Prima degli spettacoli, invitò tutte le giovani attrici selezionate nella sua casa di Cesenatico.
Faiella non aveva mai assistito a un gesto simile. Furono giornate dedicate alle prove, ma anche momenti di grande divertimento e condivisione.
Durante le tournée, Fo poteva apparire sfuggente. Sebbene fosse disponibile per chiunque volesse parlargli, spesso era una meteora.
Compariva all'improvviso e altrettanto rapidamente spariva, sempre immerso nei suoi mille impegni e idee.
Collaborazioni fruttuose: libertà creativa e impatto sociale
La collaborazione tra Alessandra Faiella e la coppia Dario Fo-Franca Rame proseguì con grande successo. Faiella portò in scena "Sesso? Grazie, tanto per gradire".
Non solo le fu concesso di rappresentare l'opera, ma le diedero anche piena libertà creativa. Poteva rielaborare il testo come meglio credeva.
Questa stessa libertà le fu concessa anche per "Coppia aperta, quasi spalancata". Questo dimostra l'enorme fiducia che nutrivano nei suoi confronti.
Quando un autore, specialmente un premio Nobel, concede tale autonomia, si percepisce un profondo senso del teatro. Si capisce l'importanza della personalizzazione.
Le modifiche apportate da Faiella erano solitamente piccole. Potevano riguardare l'aggiornamento di un riferimento culturale pop o la modifica di un breve passaggio.
Tuttavia, la base dell'opera, il suo nucleo fondamentale, rimaneva intatta. Questo approccio permetteva di mantenere la potenza del testo originale.
Faiella sottolinea quanto fosse significativo ricevere questa libertà da autori di tale calibro. Per questo motivo, sente di dover loro moltissimo.
Riguardo al Premio Nobel, Faiella lo interpretò come un riconoscimento più ampio. Non si trattava solo di celebrare le commedie o l'innovazione teatrale.
Il premio, a suo avviso, voleva sottolineare la forte carica politica e satirica presente nelle opere di Fo e Rame. Era un riconoscimento alla loro militanza.
Entrambi erano attivisti impegnati. Partecipavano attivamente a Soccorso Rosso e alle lotte per i diritti delle donne.
Il loro impegno civile e artistico ebbe un impatto sociale notevole e profondo.
Milano e il teatro: un legame speciale, ma la città cambia
Alessandra Faiella osserva con attenzione i cambiamenti di Milano. La città, pur mantenendo una vivacità culturale legata al teatro, ha subito trasformazioni significative.
Nel panorama teatrale milanese, Faiella riconosce la presenza di molti "eredi" artistici di Fo e Rame. Continuano il loro lavoro con passione.
Tuttavia, dal punto di vista sociale, la città appare molto diversa rispetto al passato. Le dinamiche sono cambiate.
Nonostante ciò, Faiella apprezza l'intatta vitalità culturale di Milano. La sua connessione con il teatro rimane speciale.
L'attrice, che viaggia molto per il suo lavoro, afferma che una vocazione così forte per il palcoscenico è rara da trovare altrove.
Milano sembra possedere un'affinità unica con il mondo dello spettacolo e della recitazione.
Progetti futuri: tra tournée e nuovi monologhi
Attualmente, Alessandra Faiella è impegnata in diverse attività teatrali. Per tutto il mese di aprile, è in tournée con lo spettacolo "La sposa fantasma".
In questo spettacolo recita al fianco di Maria Grazia Cucinotta e Pino Quartullo. Un cast di rilievo per un'opera promettente.
Successivamente, sarà presente al Franco Parenti con il suo spettacolo "Age Pride". Un'altra occasione per il pubblico di apprezzare il suo talento.
Dopo queste esperienze, Faiella si concentrerà su altri progetti. Tra questi, il monologo "Ci siamo cascate di nuovo".
Inoltre, è prevista la ripresa di "Basta poco". Questo spettacolo è scritto da Antonio Cornacchione.
Faiella sottolinea un parallelismo interessante tra "Basta poco" e l'opera di Dario Fo. Il tema affrontato è quello degli sfratti.
Vengono trattati anche argomenti come i centri sociali e le difficoltà della gente comune. Temi sociali cari anche al grande Fo.
Questo legame tematico evidenzia la continuità di un certo tipo di teatro impegnato e attento alla realtà sociale.