Salute

Aggressioni Sanità Lombardia: metà vittime infermieri

13 marzo 2026, 12:31 2 min di lettura
Aggressioni Sanità Lombardia: metà vittime infermieri Immagine da Wikimedia Commons Milano
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Allarme aggressioni nel sistema sanitario lombardo

Nel corso del 2025, la Lombardia ha registrato un preoccupante numero di aggressioni nei confronti del personale sanitario operante nelle strutture pubbliche. I dati parlano di 3.568 episodi di violenza, che hanno coinvolto complessivamente 4.826 professionisti.

Questi numeri, provenienti dalla relazione dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti delle professioni sanitarie e socio-sanitarie (Onseps), evidenziano una situazione critica che richiede interventi urgenti per garantire la sicurezza di chi opera quotidianamente per la salute dei cittadini.

Infermieri bersaglio principale delle violenze

Tra le categorie più colpite, gli infermieri emergono come i più vulnerabili. Ben 2.718 aggressioni hanno avuto come destinatario un professionista infermieristico. Questo dato sottolinea come gli infermieri, spesso in prima linea nell'assistenza e nel primo contatto con il disagio dei pazienti, diventino il bersaglio più immediato delle frustrazioni.

Stefania Pace, presidente dell'Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Brescia e del Coordinamento Opi Lombardia, evidenzia come questa problematica non sia solo legata alla sicurezza, ma affondi le radici in questioni culturali e di fiducia nel sistema sanitario. Le aggressioni sono spesso sintomo di criticità quali tempi di attesa prolungati, carenze di personale e difficoltà organizzative.

Le cause e i luoghi più a rischio

La presidente Pace collega l'aumento delle aggressioni post-pandemia a un mutato rapporto tra cittadini e servizi sanitari. Se durante il Covid il sistema era percepito come un baluardo collettivo, ora si assiste a una relazione più conflittuale. I professionisti più esposti sono coloro che si trovano a stretto contatto con pazienti e familiari, raccogliendo tensioni, paure e aspettative.

I dati dell'Osservatorio indicano il pronto soccorso come il luogo più a rischio, con 980 aggressioni segnalate in Lombardia. Tuttavia, il fenomeno non è più circoscritto a contesti ad alta pressione emotiva e organizzativa, ma si è esteso a diverse aree del sistema sanitario, trasformando episodi isolati in una problematica diffusa.

Richieste di intervento per una maggiore sicurezza

L'Ordine delle professioni infermieristiche sollecita l'adozione di misure su più fronti per contrastare la violenza. Tra le proposte, spiccano interventi di natura organizzativa, che prevedano un adeguato numero di personale, percorsi assistenziali chiari e ambienti di lavoro progettati anche in ottica di sicurezza.

Fondamentale risulta anche la prevenzione e la formazione. Gli operatori sanitari devono essere dotati degli strumenti necessari per riconoscere e gestire situazioni potenzialmente critiche, trasformando la sicurezza da privilegio a condizione indispensabile per garantire cure di qualità ai cittadini.

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