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Un flashmob si terrà a Santa Teresa di Riva il 31 marzo per commemorare Lorena Quaranta e Sara Campanella, entrambe vittime di femminicidio. L'evento mira a trasformare una coincidenza temporale in un momento di memoria collettiva e sensibilizzazione contro la violenza di genere.

Commemorazione a Santa Teresa di Riva

Il 31 marzo assume un significato profondo nel territorio messinese. Questa data, infatti, segna la sovrapposizione di due tragiche vicende di femminicidio. Si ricordano Lorena Quaranta, uccisa a Furci Siculo nel 2020, e Sara Campanella, vittima a Messina nel 2025. Queste due vite spezzate diventano il fulcro di un flashmob organizzato dall'Associazione “Al Tuo Fianco”, in stretta collaborazione con il Comune di Santa Teresa di Riva.

La coincidenza di queste ricorrenze in un giorno specifico crea un impatto emotivo notevole. Il tempo, in queste circostanze, cessa di essere una semplice scansione cronologica. Si trasforma piuttosto in uno spazio in cui la memoria collettiva si sedimenta. Il 31 marzo diventa così un punto d'incontro per la comunità. L'obiettivo è dare una forma pubblica a un dolore che altrimenti rischierebbe di perdersi nella cronaca quotidiana.

Lorena e Sara non hanno altri legami tra loro se non la violenza che ha posto fine alle loro esistenze. La data del 31 marzo le unisce ora nel ricordo condiviso dell'area geografica. Nel corso del mese di marzo, il territorio messinese ha purtroppo assistito anche ad altri episodi di femminicidio. Un esempio recente è quello di Daniela Zinnanti, la cui vicenda sottolinea come questo fenomeno attraversi il periodo senza necessariamente legarsi a una data fissa.

Lorena Quaranta, una vita interrotta

Lorena Quaranta era una brillante studentessa di Medicina. Originaria di Favara, in provincia di Agrigento, si era trasferita a Furci Siculo, nel Messinese, per proseguire i suoi studi universitari. Viveva lì con il suo fidanzato, Antonino De Pace, un infermiere. La sera del 31 marzo 2020, nel pieno della prima ondata pandemica, la sua vita venne brutalmente interrotta.

Si trovava nella casa che condivideva con il compagno. Secondo le ricostruzioni giudiziarie, fu proprio De Pace a strangolarla al termine di un violento litigio. L'uomo fu colui che allertò le forze dell'ordine dopo aver commesso l'omicidio. Il procedimento giudiziario si concluse con la condanna all'ergastolo per De Pace. La sentenza divenne definitiva dopo il rigetto del ricorso presentato in Cassazione.

Durante le fasi del processo, emerse l'ipotesi di uno stress legato al periodo di lockdown per il Covid-19. Questa possibilità venne avanzata come potenziale elemento attenuante. Tale interpretazione suscitò un'ondata di indignazione e un acceso dibattito pubblico. Fortunatamente, questa tesi venne definitivamente superata nei successivi gradi di giudizio. Lorena era ormai prossima alla laurea in Medicina. Il suo nome è tristemente diventato uno dei simboli della violenza domestica, un problema emerso con drammatica evidenza durante il periodo di confinamento.

Sara Campanella, l'ultima lezione e il silenzio

Sara Campanella aveva appena 22 anni ed era una studentessa universitaria a Messina. La sua vita fu spezzata il 31 marzo 2025. Fu uccisa a coltellate nei pressi del Policlinico universitario, poche ore dopo aver partecipato a una lezione. L'aggressore fu Stefano Argentino. Dopo aver commesso il delitto, l'uomo si tolse la vita in carcere nell'agosto dello stesso anno, prima che il processo potesse iniziare.

Anche in questo caso, la vicenda giudiziaria non ha potuto concludersi con una sentenza definitiva. La famiglia di Sara ha scelto di onorare la sua memoria trasformando il suo nome in un impegno civile. Hanno fondato l'associazione “Sara Campanella Ets”, presentata ufficialmente ai Cantieri Culturali della Zisa a Palermo. Questa iniziativa rappresenta un modo concreto per sottrarre la sua storia alla frammentazione della cronaca. L'obiettivo è restituirla a una dimensione di memoria attiva e consapevole.

Una rete civile per dare forma al ricordo

Il flashmob, intitolato “Per non dimenticare… Lorena e Sara…”, nasce dall'Associazione “Al Tuo Fianco” in collaborazione con il Comune di Santa Teresa di Riva. Tuttavia, l'evento si configura come un'iniziativa corale che coinvolge attivamente l'intero territorio. Oltre all'associazione promotrice, aderiscono numerose realtà locali. Tra queste figurano la Fidapa di Santa Teresa Valle d’Agrò e Taormina, i Lions Club di Santa Teresa di Riva e Roccalumera Quasimodo.

Partecipano anche le associazioni culturali e sociali “L’incanto di Adriano”, “Conoscenza Circolare”, “Horizon” e “L’altra Metà”. Non manca il supporto della Croce Rossa Italiana. L'iniziativa vede anche il coinvolgimento degli istituti comprensivi “Lionello Petri” di Santa Teresa di Riva e “R. Livatino” di Roccalumera. La partecipazione degli studenti delle scuole locali è un segnale importante di continuità e di educazione alla legalità.

Il momento pubblico sarà arricchito dalle performance delle scuole di danza del territorio. Hanno confermato la loro presenza il Centro Formazione Danza di Milena Freni, il Centro Danza e Fitness “Passione Danza” delle maestre Rita e Arabella Pugliatti, The Diamonds of Dance di Rachele Siligato e Michael Gianni, Academy The Queen’s e Perla Dance di Melissa Gulizia. La loro arte porterà un messaggio di speranza e vitalità.

A concludere la serie di interventi sarà l'avvocata Concetta La Torre, presidente del Centro Antiviolenza “Al Tuo Fianco”. Nel suo discorso, ribadirà il senso profondo dell'iniziativa: mantenere viva la memoria delle vittime di femminicidio. Sarà inoltre un'occasione per rafforzare la consapevolezza collettiva sul tema della violenza di genere. L'obiettivo è fare in modo che tale violenza non venga mai normalizzata e che la società intera si impegni per prevenirla.

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