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Carmelo Versace, sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, ha espresso preoccupazioni al Senato riguardo la realizzazione del Ponte sullo Stretto. Ha sottolineato l'importanza di integrare l'opera con uno sviluppo territoriale complessivo, avvertendo che senza collegamenti adeguati diventerà un miraggio.

Ponte Stretto: Versace chiede integrazione territoriale

Il sindaco metropolitano facente funzioni di Reggio Calabria, Carmelo Versace, è intervenuto presso l'ottava commissione del Senato. La sua audizione si è concentrata sul disegno di legge 1832, relativo al Ponte sullo Stretto. Versace ha auspicato che la costruzione del ponte non rimanga un'opera isolata. Ha enfatizzato la necessità di un ampio patto per lo sviluppo del territorio circostante. L'obiettivo è evitare che l'infrastruttura diventi un elemento scollegato dal suo contesto.

L'intervento di Versace ha evidenziato la visione della Città Metropolitana di Reggio Calabria. L'opera ha il potenziale di trasformare Reggio Calabria e Messina. Potrebbero diventare un'unica grande metropoli europea. Questo la collegherebbe ai principali corridoi trans-europei. Tuttavia, Versace ha ribadito un concetto fondamentale. Un'opera di tale portata non può essere concepita come un corpo estraneo. Deve integrarsi nel suo ambiente geografico e sociale. Il suo approccio non è di ostilità preconcetta. Riconosce la valenza strategica del collegamento stabile. Ma insiste sulla necessità di costruire il consenso del territorio. Questo consenso non è un atto dovuto o una formalità burocratica. Richiede rigore, trasparenza e rispetto per le comunità locali. Le comunità che abitano e custodiscono quel territorio sono essenziali.

Audizione al Senato: legalità e aggiornamento tecnico

Carmelo Versace ha chiarito che il provvedimento in esame nasce per ottemperare ai rilievi della Corte dei conti. Questo richiamo serve a ricordare una verità fondamentale. La velocità di esecuzione non può mai derogare alla legalità. La solidità delle procedure è prioritaria. Versace ha apprezzato la reintroduzione della necessità di pareri tecnici attuali. L'articolo 1, comma 1, lettera b) del dl 1832 ristabilisce questo requisito. Non è possibile costruire un'opera complessa nel 2026 basandosi su pareri del 1997. I pareri tecnici e ambientali devono essere aggiornati. Il coinvolgimento del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è un atto di onestà intellettuale verso il paese. È un passaggio cruciale per garantire la correttezza del processo. L'aggiornamento del piano economico-finanziario è altrettanto importante. Il vaglio dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti sulle tariffe è essenziale. Questi passaggi eviteranno che l'opera diventi un onere insostenibile per i cittadini. La sostenibilità economica è un pilastro fondamentale.

La rapidità di realizzazione non deve compromettere la qualità e la sicurezza. La legge deve riflettere le esigenze attuali. Non può basarsi su dati obsoleti. L'integrità del processo decisionale è in gioco. La trasparenza nella gestione dei fondi pubblici è un dovere. La Corte dei conti ha sollevato questioni legittime. Il rispetto delle sue indicazioni è un segnale di serietà. L'opera deve essere un esempio di buona amministrazione. La collaborazione tra le istituzioni è fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Il futuro del Ponte sullo Stretto dipende da una solida base legale e tecnica. L'aggiornamento dei pareri è un passo nella giusta direzione. Garantisce che le decisioni siano basate su dati affidabili e recenti. Questo approccio rafforza la fiducia dei cittadini nel progetto.

Clausola di continuità territoriale e ricorsi Tar Lazio

In qualità di sindaco metropolitano, Carmelo Versace ha richiesto formalmente una ‘clausola di continuità territoriale’. Questa richiesta è stata indirizzata all'Autorità di Regolazione dei Trasporti. L'obiettivo è garantire che il pedaggio non diventi una tassa occulta sul pendolarismo. Non deve ostacolare la mobilità quotidiana tra Reggio Calabria e Messina. La ‘città dello Stretto’ esiste già nei fatti. Migliaia di lavoratori e studenti la vivono quotidianamente. Il Ponte deve unirli, non tassarli. La continuità territoriale è un diritto per i residenti. Deve essere salvaguardata. Le tariffe devono essere accessibili per chi vive e lavora nelle due sponde. Il Ponte deve facilitare la vita dei pendolari, non complicarla.

Versace ha poi fatto riferimento alla recente declaratoria di inammissibilità del Tar Lazio. I ricorsi presentati dal territorio sono stati definiti ‘prematuri’, ma non infondati. Il Tar ha stabilito che la sede del confronto sarà la futura delibera Cipess. Questa delibera dovrà essere accompagnata da un ‘rigoroso assolvimento dell’onere motivazionale’. Versace ha rivolto un appello alla commissione del Senato. Non si deve attendere un nuovo contenzioso legale per fornire risposte concrete. Il governo deve utilizzare gli strumenti istruttori previsti dal ddl. La procedura Iropi, articolo 1, comma 1, lettera c), è uno di questi. Deve rispondere ora, con dati scientifici e aggiornati, ai dubbi legittimi sulla salute pubblica e sulla sicurezza ambientale. Il ‘rilevante interesse pubblico’ dell’opera deve giustificare i massimi investimenti in prevenzione, monitoraggio epidemiologico e tutela del paesaggio per i cittadini di Villa San Giovanni e Reggio Calabria.

Intermodalità e opere irrinunciabili: Bovalino-Bagnara e Ss 106

Tornando all’esame del decreto legge, Carmelo Versace ha analizzato l’articolo 1, commi 5 e 6. Questi commi affidano all’amministratore delegato di Rfi poteri commissariali per le opere ferroviarie. Questo è un passo necessario per garantire l’intermodalità. Tuttavia, Versace ha posto una condizione politica e tecnica irrinunciabile. Il completamento del bivio Bolano deve avvenire in modo sincrono e contestuale all’apertura del Ponte. Ciò garantirà che Reggio Calabria diventi un nodo centrale dell’alta velocità. Non deve essere un mero corridoio di servizio. Parallelamente, è necessario un piano straordinario di adeguamento per la rete stradale locale. Attualmente, questa rete è drammaticamente inadeguata. Si rischia il paradosso di un’opera di altissima ingegneria. Potrebbe attraversare lo Stretto in pochi minuti. Ma la rete ferroviaria locale resta ancorata a standard del secolo scorso. Reggio Calabria non accetterà di vedere treni ad alta velocità sfrecciare sopra le proprie teste per servire solo la Sicilia. Il ‘collegamento stabile’ deve significare che la città diventi un nodo centrale dell’Alta velocità europea. Non un corridoio di servizio cieco.

Per rendere reale questa integrazione, la Città Metropolitana di Reggio Calabria propone di superare la disparità progettuale. Attualmente, una linea metropolitana ferroviaria è prevista solo per Messina. Si chiede di estenderla anche sul versante calabrese. L’obiettivo è realizzare una nuova linea metropolitana a ferro di cavallo. Questa si estenderebbe sul lato calabrese per ulteriori 17,3 km. Collegherebbe Bolano all’aeroporto dello Stretto. Questo sistema integrato di circa 43 km garantirebbe tempi di collegamento europei tra le due città. Tuttavia, è doveroso evidenziare una drammatica frattura interna della provincia reggina. Mentre si discutono investimenti miliardari per unire le sponde, quest'opera vitale attende da troppi anni. Si tratta del completamento della Bovalino-Bagnara. Senza questa trasversale, il Ponte caricherà la rete viaria di un traffico pesante e leggero senza precedenti. Ciò porterebbe al collasso logistico l’intero territorio metropolitano. La Strada Statale 106, nel tratto tra Locri e Reggio Calabria, deve diventare una priorità assoluta. Non si può parlare di modernità se la costa jonica resta prigioniera di una strada inadeguata, pericolosa e spesso definita ‘della morte’. Le condizioni delle strade interne isolano intere comunità.

Investimenti per la viabilità interna e il futuro della Calabria

Carmelo Versace ha sottolineato che il dissesto idrogeologico ha ridotto le carreggiate a metà in troppi punti. Questo isola intere comunità dal diritto alla salute e allo studio. Investire sul Ponte senza investire sulla capillarità dei collegamenti significa costruire una porta monumentale su una casa che sta crollando. La commissione è stata invitata a valutare l’inserimento di impegni finanziari certi. Questi potrebbero attingere dalle rimodulazioni previste ai commi 11 e 12 per i programmi Anas. Le attuali condizioni degli quasi 1.800 km di strade metropolitane ridurrebbero il Ponte a un ruolo meramente funzionale per il transito verso la Sicilia. La rete stradale provinciale necessita di interventi urgenti.

Nella relazione inviata al MIT nel 2022, la Città Metropolitana ha quantificato in almeno 500 milioni di euro le risorse necessarie. Questi fondi servono a riportare alla ‘normalità minima’ la rete stradale provinciale. L'isolamento infrastrutturale non è solo un disagio tecnico. È una condanna a morte lenta. È la causa primaria dello spopolamento. È la causa della fuga dei giovani e dell'abbandono di tradizioni millenarie. Ogni frana non riparata, ogni tornante che allontana un borgo dalla città dello Stretto, è un pezzo di futuro reciso. La vera sfida sociale del Ponte si vince abbattendo i tempi di percorrenza interni. Un giovane di un borgo aspromontano deve poter raggiungere l'università o il lavoro a Reggio o Messina in tempi europei. Non deve rischiare la vita su strade abbandonate. La Città metropolitana di Reggio Calabria chiede che la conversione di questo decreto non sia un’occasione persa. Deve essere l’inizio di un vero Patto per lo Stretto. Non si chiedono privilegi, ma dignità infrastrutturale. Si chiedono garanzie tariffarie blindate per i residenti. Si chiede monitoraggio sanitario e ambientale permanente con fondi dedicati. Si esige certezza dei tempi e dei finanziamenti per il bivio Bolano e l’Alta velocità a Reggio Calabria. Si reclama un piano straordinario per la viabilità interna, con priorità assoluta alla Bovalino-Bagnara, alla Ss 106 e alla messa in sicurezza dei 1.800 km di rete provinciale. Se il Ponte deve essere il simbolo della transizione ecologica e dell’innovazione, questo deve tradursi in fatti concreti per i cittadini calabresi. Senza i collegamenti capillari il Ponte smette di essere un volano economico e diventa un miraggio lontano. Una passerella scintillante sopra un territorio che continua a svuotarsi. Le istituzioni sono pronte al dialogo, ma vigileranno con estrema fermezza. Il Ponte deve collegare l’Europa alla Sicilia, ma soprattutto deve collegare i cittadini al loro diritto di restare, vivere e prosperare nella propria terra.

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