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Un'analisi degli investimenti nei Nebrodi rivela 284 milioni spesi tra il 2016 e il 2025. Nonostante le ingenti cifre, la valutazione dell'efficacia di questi fondi e dei servizi generati appare insufficiente. La popolazione continua a diminuire, mentre l'economia mostra forti disparità territoriali.

Investimenti pubblici nei Nebrodi: un quadro complesso

Sono stati stanziati 284 milioni di euro per i 42 comuni dei Nebrodi. Questi fondi sono stati destinati a 3.168 progetti. I pagamenti registrati vanno dal 2016 al 2025. La fonte di questi dati è OpenCoesione. Questa cifra non include tutte le spese pubbliche. Rimangono escluse le spese correnti. Sono esclusi anche molti aiuti agricoli. Il Pnrr e le operazioni a livello provinciale o regionale non sono conteggiati.

La maggior parte dei fondi, circa due terzi, è stata impiegata in lavori pubblici. Si tratta di 186,9 milioni di euro. Gli incentivi diretti alle imprese ammontano a 48,1 milioni. Questi dati emergono da un report presentato a Galati Mamertino. L'evento era l'undicesima edizione del Festival del giornalismo enogastronomico.

Analisi settoriale e criticità territoriali

Le aree tematiche che hanno ricevuto maggiori finanziamenti sono i trasporti e la mobilità. Sono stati investiti 78,3 milioni di euro. L'ambiente ha ricevuto 47,2 milioni. La competitività delle imprese si è attestata sui 45,3 milioni. Infine, cultura e turismo hanno beneficiato di 22,3 milioni.

Tuttavia, il report evidenzia una mancanza di valutazione integrata. Non esiste un'analisi territoriale completa degli effetti economici. Mancano anche dati sui servizi attivati. Il report è stato elaborato dall'associazione Network. Hanno collaborato con la Fondazione Innovation Island. Il responsabile scientifico è il professore Bavetta.

La popolazione dei Nebrodi continua a diminuire. Nel 2024, i 42 comuni del partenariato Gal Nebrodi plus contavano 134.104 residenti. Si tratta di 603 persone in meno rispetto all'anno precedente. Il saldo naturale negativo incide maggiormente sul calo demografico. Anche il saldo migratorio interno contribuisce a questa tendenza.

Disparità economiche e sfide per l'agricoltura

Le attività industriali e i servizi sono concentrati principalmente nelle aree costiere. Sono presenti anche nei centri urbani più grandi. Nel 2023, le 10.312 unità locali dei 42 comuni hanno generato un valore aggiunto di 893,9 milioni di euro. La distribuzione di questo valore sul territorio risulta però molto diseguale.

L'agricoltura rappresenta un settore con un'ampia base produttiva. Questa è però molto frammentata. Il censimento del 2020 ha registrato 9.649 aziende agricole. Queste occupavano 100.275 ettari di superficie. Almeno sei aziende su dieci producono meno di 4.000 euro annui.

Le filiere agricole più rappresentative, come il suino nero, la provola e la nocciola, presentano criticità. Mancano dati comparabili e affidabili. Questi dati riguardano quantità, prezzi, processi di trasformazione, occupazione e valore trattenuto nelle diverse fasi produttive. La misurazione dei risultati degli investimenti pubblici è considerata debole. Questo dato è emerso nel corso del Festival del giornalismo enogastronomico.

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