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La madre di Sara Campanella, studentessa uccisa a Messina un anno fa, descrive un dolore insopportabile. La famiglia vive in un incubo costante, ricordando la giovane vittima con amore e struggimento.

Un anno di sofferenza indicibile

La vita di Cetty Zaccaria è segnata da un dolore profondo. Da dodici mesi, lei e la sua famiglia vivono un vero e proprio calvario. La data del 30 marzo 2025 è impressa nella memoria. Quel giorno, la loro figlia Sara Campanella, studentessa di 22 anni, stava per recarsi a Messina. La descrive come una ragazza solare, piena di vita, gentile con tutti. Ricorda il suo ultimo saluto, un sorriso che ancora le scalda il cuore. Sara amava studiare e la sua università.

Quel pomeriggio, l'ultimo bacio fu per suo padre, poi per sua madre. Il giorno seguente, il 31 marzo, la tragedia: Sara fu brutalmente assassinata. Ora, il silenzio della sua assenza è assordante. Cetty Zaccaria, maestra d'infanzia a Misilmeri, paese d'origine della famiglia, trova conforto nei suoi piccoli alunni. Questi bambini, che lei definisce «piccoli angioletti», le infondono una grande forza. Nonostante questo, fatica a parlare di quanto accaduto, affrontando ogni ricordo con estrema difficoltà e dolore.

La brutalità dell'omicidio e il destino dell'assassino

Sara Campanella, 22 anni, fu uccisa a sangue freddo da Stefano Argentino. Lui, un collega del corso di laurea in Tecnologie biomediche a Messina, aveva 27 anni. L'aggressore attese la giovane al termine di una lezione per poi accoltellarla. Successivamente, Stefano Argentino si tolse la vita in cella nel settembre scorso. La famiglia di Sara non trova pace e non la troverà mai, come afferma la madre.

Sara era una studentessa eccezionale. Amava profondamente i suoi studi e desiderava tornare a Messina. Nonostante si fosse da poco ripresa da un intervento di appendicite, non voleva perdere la prima lezione di Anatomia patologica. La sua bontà era nota a tutti fin da bambina. Era sempre pronta ad aiutare il prossimo, amando gli altri quanto amava se stessa. Non nutriva rancore verso nessuno.

Un amore non corrisposto e un rifiuto gentile

La madre sottolinea come Sara non abbia mai mostrato ostilità nemmeno verso il suo assassino. Non l'ha mai mortificato o maltrattato. Era sempre stata cortese e chiara nei suoi rapporti. Per questo motivo, non nutriva alcuna preoccupazione. L'idea che Stefano Argentino potesse rappresentare un pericolo non le era mai passata per la testa. Lui si era dimostrato insistente, ma non quotidianamente. Sara, con la sua solita gentilezza, aveva più volte respinto le sue avances, comunicandogli chiaramente di non essere interessata. Aveva persino smesso di salutarlo per evitare di dargli false speranze.

La famiglia di Sara Campanella continua a vivere nel ricordo della loro figlia, una giovane vita spezzata troppo presto. La loro testimonianza è un grido di dolore e un monito sulla fragilità della vita e sulla brutalità di certi gesti. Il dolore di Cetty Zaccaria è un dolore che non conosce fine, un inferno vissuto ogni giorno.

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