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Rifondazione Comunista Messina aderisce alla mobilitazione del 17 aprile, promossa da Filt Cgil, per la continuità territoriale nello Stretto. Il partito si oppone fermamente alla costruzione del Ponte, ritenendolo dannoso e inutile. Priorità assoluta viene data al potenziamento dei servizi esistenti, alla tutela dei lavoratori marittimi e al miglioramento delle infrastrutture locali, considerate in stato di grave degrado.

Rifondazione Comunista: "No al Ponte, Sì ai Lavoratori"

Il partito Rifondazione Comunista ha annunciato la sua partecipazione attiva alla mobilitazione prevista per il 17 aprile. L'evento è stato organizzato dalla Filt Cgil Messina. L'obiettivo principale è rivendicare la continuità territoriale nello Stretto di Messina. Questa iniziativa coincide con lo sciopero dei lavoratori della compagnia Blujet. Lo sciopero è stato indetto unitariamente con la Uil Trasporti. Rifondazione Comunista sostiene da tempo la posizione sindacale. La loro convinzione è ferma: il Ponte sullo Stretto non rappresenta la soluzione. Non garantirebbe i collegamenti necessari tra la Sicilia e la Calabria. Questa visione critica si basa su una profonda analisi delle reali necessità del territorio.

Il partito sottolinea con forza un concetto chiave: «Il ponte esiste già». Questa affermazione si riferisce ai lavoratori marittimi. Essi garantiscono quotidianamente il passaggio tra le due sponde dello Stretto. Nonostante il loro impegno fondamentale, questi lavoratori non ricevono retribuzioni adeguate. La loro professionalità non viene riconosciuta economicamente. La loro dedizione è essenziale per la vita quotidiana di migliaia di persone. La loro situazione lavorativa è diventata un punto centrale della protesta. Rifondazione Comunista pone l'accento sulla dignità del lavoro.

Disparità Salariali e Infrastrutture Degrado: Le Denunce

La questione salariale è al centro della mobilitazione. Rifondazione Comunista appoggia pienamente la richiesta di uniformare gli stipendi nello Stretto. Denuncia le profonde disparità esistenti. Queste differenze sono generate dai diversi contratti integrativi applicati. Una situazione paradossale penalizza proprio i dipendenti delle aziende a partecipazione pubblica. Queste aziende hanno il compito di garantire il servizio di trasporto essenziale. La richiesta è chiara: un contratto unico. Questo contratto dovrebbe assicurare salari adeguati al costo della vita. Dovrebbe anche evitare forme di concorrenza sleale tra gli operatori. La competizione non deve avvenire a scapito dei lavoratori.

Le critiche non si fermano ai salari. Il partito punta il dito anche contro le condizioni delle infrastrutture. Il sistema di traghettamento presenta gravi carenze strutturali. Le strutture sono deteriorate e necessitano di interventi urgenti. I cantieri aperti creano disagi continui. I percorsi per i passeggeri sono insufficienti. I cittadini sono costretti a muoversi in condizioni di profondo disagio. Questa situazione rende il viaggio un'esperienza stressante e poco sicura. La sicurezza dei passeggeri dovrebbe essere la priorità assoluta. Le infrastrutture attuali non garantiscono standard minimi.

La nota congiunta è stata firmata da figure di spicco del partito. Tra questi figurano Tania Poguisch, segretaria del comitato regionale siciliano del Prc. Presente anche Alfredo Crupi, segretario della federazione provinciale di Messina. Infine, Antonio Currò, segretario del circolo “Peppino Impastato” di Messina. Questi rappresentanti giudicano inaccettabile l'ipotesi di investire circa 15 miliardi di euro nel Ponte. Lo definiscono «inutile, dannoso e pericoloso». Questo ingente investimento viene contrapposto alle carenze infrastrutturali che affliggono Messina e l'intera Sicilia. Le risorse pubbliche dovrebbero essere impiegate diversamente. Dovrebbero essere destinate al potenziamento dei servizi esistenti. La sicurezza del territorio è un'altra priorità. Il miglioramento della mobilità quotidiana dei cittadini è fondamentale.

Investimenti Alternativi: Priorità a Mezzogiorno e Sicurezza

Secondo Rifondazione Comunista, le ingenti somme destinate al Ponte dovrebbero essere reinvestite. Il partito propone un'allocazione diversa delle risorse. Queste dovrebbero essere impiegate per rafforzare i servizi di trasporto esistenti. La sicurezza del territorio è un altro aspetto cruciale. La Sicilia è esposta a un elevato rischio sismico e idrogeologico. I recenti eventi climatici estremi, come il ciclone Harry, hanno dimostrato la vulnerabilità dell'isola. Il potenziamento delle infrastrutture di protezione civile è vitale. Il miglioramento della mobilità quotidiana dei cittadini è un altro obiettivo primario. Un sistema di trasporti efficiente migliora la qualità della vita.

In questo contesto, il partito valuta come solo parzialmente positivo il decreto che destina circa 2,8 miliardi di euro alle Ferrovie. Questa misura è ritenuta insufficiente sotto diversi aspetti. Innanzitutto, l'entità delle risorse stanziate non è considerata adeguata. Inoltre, i fondi sono distribuiti su scala nazionale. Non sono concentrati specificamente sul Mezzogiorno, area che necessita di interventi mirati. Il progetto del Ponte, inoltre, rimane attivo. Sono previsti fondi dedicati a partire dal 2030. Questo dimostra una persistente attenzione verso un'opera ritenuta superflua e dannosa.

Per Rifondazione Comunista, la priorità assoluta deve essere l'utilizzo massiccio delle risorse già stanziate. Queste devono essere impiegate per rafforzare la continuità territoriale esistente. È fondamentale mettere in sicurezza un territorio fragile. La Sicilia è esposta a un elevato rischio sismico e idrogeologico. Gli eventi climatici estremi, come il ciclone Harry, ne sono una chiara dimostrazione. Il partito auspica quindi una mobilitazione ampia e partecipata. Questa mobilitazione deve sostenere i lavoratori marittimi. La loro lotta per condizioni di lavoro dignitose è esemplare. Rifondazione Comunista conferma la propria presenza al presidio. L'appuntamento è fissato per il 17 aprile. Il ritrovo è previsto a partire dalle 14:30. La location scelta è la Stazione centrale di Messina. Un luogo simbolico per la mobilità e il trasporto.